Una delicata operazione: il cambio dominio

E’ sempre una sfida dover cambiare il dominio di un sito web che non piace, perché complicato da ricordare o non ottimizzato per i motori di ricerca, oppure per un qualsiasi altro motivo. La quasi totalità delle persone non ha dimestichezza con la scelta dei nomi di dominio, quindi si affidano al “web designer” di turno. Ovviamente se quest’ultimo non è un professionista la scelta del nome di dominio può alla lunga essere un vero problema. Specialmente per una cantina. Nel corso degli anni ne ho visto di cotte e di crude. Cantine che passano da domini .com a .it e viceversa. Cantine che scelgono nomi di domino di primo livello geograficamente non pertinenti, ne ricordo uno .se, ovvero un dominio di primo livello nazionale che contraddistingue i siti web svedesi. Ed ancora nomi di domino lunghi ma veramente lunghi da non poterli neppure scrivere su un bigliettino da visita, per esempio del tipo aziendaagricolaxyz.it dove al posto di xyz si trovava uno nome di ben 15 caratteri. Insomma, sarà capitato sicuramente a chiunque di pentirsi dopo anni della scelta fatta per un dominio, e di volerlo cambiare a tutti i costi, oppure spostare tutto su un nuovo dominio appena acquistato.

Purtroppo il cambio di dominio non è esente da rischi. I rischi più comuni sono: il calo delle visite; la perdita di posizioni nelle SERP dei motori di ricerca; la perdita dei link verso altri siti web; il danno d’immagine per il marchio; oppure i costi extra da sostenere per i nuovi bigliettini da visita, la carta da lettera, le buste, i depliant, etc.etc.. Comunque, in questa malaugurata (ma non rara) evenienza, per ridurre i rischi al minimo, il metodo consigliato è il 301 moved permanently. In pratica non è altro che un redirect, che si può effettuare utilizzando ad esempio uno script in linguaggio PHP o ASP oppure il file htaccess (se webserver lo supporta), che istruisce i motori di ricerca, e li avvisa che la risorsa cercata è stata “spostata in modo permanente”.

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