Il mondo del vino italiano non ama Internet (2)

11 aprile 2010
Pubblicato da Fabio

Il mondo di Internet e del World Wide Web in generale si è ormai espanso a un punto tale da sfuggire alla comprensione umana, inteso in senso positivo ovviamente. Guardate un po’ Facebook per esempio, solo in Italia gli utenti presenti nel famoso social network sono quasi 16 milioni (dati dello scorso mese di marzo). 16 MILIONI!!! Quindi se escludiamo i bambini, gli anziani, e il sottoscritto, praticamente tutti sono presenti su Facebook. Ah dimenticavo, dobbiamo escludere anche quasi tutte le cantine italiane, e quindi i corrispondenti proprietari, che se ne infischiano di Facebook, anzi per la precisione se ne infischiano di Internet in generale. Sono ormai nove anni che lavoro a “stretto” contatto con le cantine italiane, e nel corso di questi anni non ho visto quasi nessun miglioramento. Il loro rapporto con Internet è rimasto immutato. Per farvi capire un po’ come stanno le cose, e che quello che dico è la verità vi racconterò brevemente la mia più recente esperienza con www.bereilvino.it, il mio portale dedicato interamente alle cantine italiane.

Circa un mesetto fa ho chiesto per e-mail a quasi 3.500 cantine italiane di controllare i propri dati e la propria scheda aziendale presenti sul mio portale, e di comunicarmi eventuali variazioni e/o i dati mancanti. E’ un lavoro che faccio una volta all’anno per mantenere i dati del database on-line sempre aggiornati. E soprattutto è un lavoro che faccio gratuitamente, non chiedo neppure un centesimo di euro in cambio. E puntualmente i risultati mi hanno lasciano perplesso. Su quasi 3.500 cantine, soltanto 587 (ho le statistiche del sito che me lo confermano) sono andate sul portale a controllare i propri dati, e di queste ultime soltanto 89 hanno risposto inviando una e-mail con i dati mancanti e le correzioni da fare. Insomma, i risultati sono stati veramente deludenti, migliaia di cantine italiane dopo anni si rifiutano ancora di controllare e completare la propria scheda aziendale presente sul mio portale www.bereilvino.it. Il risultato è ancora peggiore se si tiene in considerazione che la “collaborazione” era completamente gratuita, e che in palio per una delle cantine ci sarebbe stata anche una campagna banner gratuita di ben 6 mesi (P.S. sorteggerò la cantina da premiare tra qualche giorno).

Tutto ciò è davvero deprimente. Quando racconto ai miei colleghi di lavoro, io vivo e lavoro in Olanda ormai da diversi anni, le mie esperienze con le cantine italiane vi assicuro che si mettono a ridere, o mi guardano esterrefatti. Qui in Olanda tutti, aziende e utenti, utilizzano la rete con una familiarità che non ha pari o quasi nel mondo. Basti pensare che l’Olanda ha un terzo degli abitanti dell’Italia, e ben 3 volte il numero di domini registrati dell’Italia. Un paese, l’Olanda, dove ben 9 milioni di persone hanno fatto almeno una volta un acquisto on-line. Morale della favola? La morale della favola può essere brevemente riassunta così: Internet deve essere visto come uno strumento di primaria importanza da tutti i responsabili aziendali. Il mercato è cambiato, e i cambiamenti saranno ancora più marcati negli anni a venire. Per avere successo nei prossimi anni le cantine non potranno più puntare esclusivamente sulla qualità, ma dovranno puntare anche sulla comunicazione. E Internet è comunicazione allo stato puro. Internet favorisce infatti lo sviluppo delle aziende poiché consente di ampliare il proprio mercato di riferimento, rendendole allo stesso tempo più competitive. La parola d’ordine oggi è viralizzare. Siti web aziendali di qualità, micrositi dedicati a linee di prodotto e/o ai vini di punta, presenza attiva sui principali social networks come Facebook e Twitter, campagne banner per il branding, affiliazioni a portali verticali come per esempio www.bereilvino.it, article marketing, blogging, commercio elettronico, video, insomma devono sfruttare tutte le possibilità che la rete offre per garantire a tutti i costi la giusta visibilità alla propria cantina.

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    1. 2010 aprile 14

      ciao fabio,
      sono una di quelle 3.500 cantine che hai contattato è solo oggi ti ho risposto. l’analisi che fai è corretta riguardo allo scarso utilizzo del web da parte delle cantine. è da un po che se ne parla ma le cose non cambiano e una ragione ci sarà.

      considera però che ci sono categorie commerciali, sempre nel settore dell’enogastronomia, ancora meno attive come per esempio ristoranti ed enoteche. evidentemente delle ragioni dovranno pur esserci almeno di non considerare retrogradi queste categorie.

      d’altraparte gli stessi consumatori sono assenti con gli acquisti on-line (da 2 anni vendo sul mio sito e la situazione è molto statica). non so come si muovono le cantine francesi, per esempio, ma sarebbe interessante avere qualche dato. non vorrei che troppa informazione-comunicazione finisse per produrre un risultato deludente rispetto le nostre aspettative.

      Parlo naturalmente da piccola cantina con una produzione di 15.000 bott. il discorso dovrebbe essere abbastanza diverso per cantine più grandi.

      Mi sapresti dire strumenti come fb o twitter che tipo di ritorni offrono in termini di branding e/o altro concretamente? e in che tempi soprattutto. non ti scordare che le nostre giornate sono fatte di 24 ore come per gli altri esseri umani e tra vigna, cantina, amministrazioone e commerciale non rimane molto tempo per il web. parlo sempra da piccolo produttore naturalmente.
      un saluto vincenzo

    2. 2010 aprile 15
      admin permalink

      Ciao Vincenzo, non è un problema se sei tra quelle 3.500 cantine, e sei in ritardo con la risposta. Meglio tardi che mai :) . Hai ragione nel dire che anche altre categorie commerciali fanno poco o nulla. E ovviamente sbagliano. Più o meno un sitarello lo hanno tutti, però quello che la quasi totalità delle persone non sa è che non è sufficiente avere un sito web per incrementare i guadagni. Non è sufficiente avere un sito di e-commerce dove vendere i propri prodotti per svuotare i magazzini. Non è sufficiente essere su Facebook e Twitter per fare branding.

      Oggi il mercato vitivinicolo è molto competitivo, e per avere successo bisogna veramente utilizzare non bene, ma benissimo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, e Internet è uno di questi strumenti. L’argomento è veramente complesso per essere trattato in un semplice articolo ma ci proverò facendo un esempio… e mi metto nei panni di una piccola cantina a conduzione familiare. La prima cosa che farei fare sarebbe ovviamente un sito web. Per il sito web però non mi affiderei al primo che mi viene a tiro, ad esempio il vicino di caso che si diletta a fare paginette web, lo studentello smanettone, o a fantomatiche web agency senza esperienza. Semplicemente perché il sito web della mia azienda deve essere perfetto, bello da vedere (niente Flash per carità) e interessante da leggere. Quindi contenuti interessanti e soprattutto completi, belle fotografie (fatte da un fotografo professionista), il blog aziendale dove raccontare tutto, ma proprio tutto quello che accade in azienda, e interagire con i visitatori del sito, e ovviamente una sezione per l’e-commerce (all’interno del sito stesso, e non esterno su altri siti).

      A questo punto qualcuno potrebbe pensare “… è fatta, ci siamo”, e invece no! Un sito web aziendale è contemporaneamente il punto di partenza e di arrivo di ogni strategia di marketing on-line. Il sito web aziendale rappresenta solamente un punto di un circolo virtuoso. Circolo virtuoso che dobbiamo ancora creare. Supponiamo adesso che il sito web sia veramente perfetto, quindi in grado di incuriosire il visitatore (potenziale cliente), e di invogliarlo a compiere un’azione, tipo lasciare il suo indirizzo e-mail, lasciare un commento nel blog, o meglio ancora acquistare qualcosa, bene a questo punto dobbiamo fare in modo che il numero di visitatori sul sito cresca e cresca molto.

      Cioè dobbiamo creare il famoso circolo virtuoso ovvero: presenza attiva sui principali social networks come Facebook e Twitter, campagne banner classiche sui portali di settore e campagne pay-per-clic su Google, affiliazioni su portali verticali, article marketing, diffusione di video e foto sulla rete, solo per fare alcuni esempi. Come è facile intuire la cosa non è ne facile ne economica, ma comunque fattibile anche per le piccole cantine. Certo le grandi cantine hanno una potenza di fuoco maggiore rispetto alle piccole cantine, avendo budget maggiori, ma Internet riduce questo gap quando viene utilizzato in maniera appropriato.

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