Planeta versus Spadafora

Oggi metterò a confronto due siti web di due importanti cantine siciliane, Planeta e Spadafora. Entrambi i siti web sono nuovissimi, appena due settimane quello di Planeta, e quasi tre mesi quello di Spadafora. La Sicilia è la regione italiana, almeno nel settore vitivinicolo, che spicca a livello nazionale quando si parla di comunicazione online. I siti web delle cantine siciliane sono di gran lunga superiori a quelli delle altre regioni, e il motivo è semplice.

La Sicilia ha decisamente una visione più moderna del vino, del mercato, e del consumatore. In Sicilia le cantine, non tutte purtroppo ma comunque parecchie, hanno capito che i siti web aziendali possono essere considerati a tutti gli effetti lo standard de facto della comunicazione. Il vino oggi bisogna saperlo comunicare, e la comunicazione di oggi passa su Internet. Invece in altre regioni italiane, per esempio in Piemonte, ancora tardano a capirlo. Quando guardo i siti web delle cantine piemontesi letteralmente mi cadono le braccia per terra. Ma cosa volete farci in Piemonte credono ancora che basti la qualità per vendere il vino!

Il web design è una delle mie passioni, quindi quando vedo delle novità sulla rete, come i due siti web che sto per presentarvi, devo per forza di cose analizzarli. Premetto che finora non ho ancora incontrato un sito web (per cantina) in grado di farmi dire wow. E anche questa volta non ci sono riusciti. Per carità non sono male ma mi aspettavo qual cosina in più da due cantine importanti come Planeta e Spadafora.

Sito web Planeta

Sito web Planeta

Sito web Spadafora

Sito web Spadafora

Inizio l’analisi ovviamente dall’aspetto estetico dei due siti web. Entrambi molto trendy perché utilizzano delle immagini di sfondo a schermo intero. La tendenza nel web design negli ultimi tempi, e per il futuro è quella di creare siti web con immagini di sfondo di grande impatto. Infatti, una immagine è spesso meglio di mille parole. E visto che i visitatori online non posso degustare il vino, è giusto che le sensazioni li ricevano attraverso immagini e video.

Nel caso del sito web di Spadafora il risultato è gradevolissimo, e il pattern (la punteggiatura che ricopre le fotografie) scelto rende il tutto più elegante. Al contrario nel sito web di Planeta le immagini di sfondo sono sfocate e non aggiungono pertanto valore al sito stesso. La funzione comunicativa delle immagini di sfondo purtroppo si perde con la sfocatura totale delle stesse.

Un tentativo originale, ma poco riuscito, nel sito web di Spadafora è l’audio con la voce del titolare Francesco Spadafora che legge i contenuti delle pagine. E’ poco riuscito perché non è consistente, manca per esempio nelle versioni in inglese e tedesco del sito, non è per tutte le pagine del sito, non c’è un pulsante per “zittire” Francesco, e perché si parte inoltre dal presupposto che i testi rimarranno gli stessi per i prossimi anni. Sarebbe stato più bello e originale se al posto dei file audio ci fossero stati dei file video con Franceso Spadafora intento a descrivere ogni singolo vino della propria cantina (anche nelle altre lingue). Gli stessi video ottimizzati per Google e caricati su YouTube avrebbero portato inoltre anche del traffico extra al sito.

Originale anche il tentativo di Planeta con il suo “Scopri il tempo di Planeta” della homepage del sito web, ovvero una fotografia ogni tre ore per raccontare il tempo del vino. La nota negativa in questo caso è che il tempo del vino raccontato così è decisamente troppo lento per colpire l’immaginazione del visitatore. Secondo il mio modestissimo parere un video time-lapse avrebbe avuto un impatto decisamente superiore.

Passiamo adesso alla navigabilità e all’usabilità dei due siti web. Ovviamente la mia non sarà una analisi approfondita, ma sarà al contrario un po’ elementare per semplificare le cose. Il sito web di Spadafora essendo molto schematico, basilare, e consistente nel suo design risulta molto facile da navigare, e anche l’usabilità è accettabile per l’utente medio. Al contrario il sito web di Planeta che ha un design delle pagine più originale, ma non consistente tra le varie sezioni del sito pecca un tantino in navigabilità e usabilità. La mancanza di consistenza infatti può disorientare alcuni visitatori e far perdere loro la strada.

Dal punto di vista dei contenuti entrambi i siti web sono nella media, troviamo infatti il minimo indispensabile. Qualcosina in più in quello di Planeta per la verità. Non mi stancherò mai di dire che i contenuti di un sito web sono importantissimi, e soprattutto devono essere completi. Il visitatore deve poter trovare sempre tutto quello che desidera sapere. Per esempio, chi è l’enologo della cantina? Qual è la sua filosofia? Come lavora? Queste sono semplici domande (e anche banali sinceramente) ma che spesso non trovano risposta neppure nei siti web.

Altre gravi mancanze sono per esempio l’assenza di una sezione di e-commerce, e l’assenza di un blog. Un negozio online è utile anche per grandi cantine che hanno una distribuzione capillare. La presenza dell’e-commerce è utile per fidelizzare i clienti, e fare branding. Lo scopo principale infatti non è quello di fare fatturato. Pensate all’opportunità per i consumatori di acquistare per esempio una cassa di vino con sei diverse annate per fare una verticale con gli amici, oppure far provare ai clienti più fedeli le nuove annate in anteprima. Anche il blog aziendale è importantissimo. Lo scopo del blog non è solo quello di raccontare e relazionarsi ai consumatori, ma principalmente quello di portare un numero di visitatore sempre maggiore sul sito. Al crescere del numero di post (articoli) pubblicati cresce anche il numero di pagine indicizzate dai motori di ricerca e cresce pertanto anche il numero di visitatori. Al contrario un sito web senza blog ha un numero di pagine pressoché costante non in grado di garantire un traffico crescente. Ah, dimenticavo il sito web di Spadafora ha onestamente il blog, ma fermo all’unico post iniziale, in pratica è come se non ne avesse.

Concludo la mia velocissima analisi con una altrettanta velocissima occhiata all’aspetto SEO, ovvero all’ottimizzazione per i motori di ricerca. Entrambi i siti purtroppo risultano non ottimizzati, e perdendo così l’effetto serendipity, che nel caso delle cantine è di fondamentale importanza.  Il mio voto per i due siti web? Entrambi meritano un 6 per l’impegno.

7 comments

  1. Mario

    Buongiorno Fabio,
    da diverso tempo seguo il tuo blog, sempre ricco di spunti professionali. In particolare sono molto interessato ad approfondire il tema della “multicanalità” messo in atto dalle aziende del vino, che allo stato attuale, passami il termine, utilizzano lo strrumento ancora ad uno stato embrionale, senza riuscire a sfruttare a pieno le potenzialità offerte.
    Ti vorrei chiedere invece cosa accade all’estero, quali strategie online le aziende del vino adottano e magari se potresti suggerirmi qualche sito o best case di aziende interessanti.
    Mi piacerebbe scambiarci i contatti e rimanere collegati, sicuro di possibili collaborazioni in futuro.

  2. Fabio Italiano

    @ Stefania, capisco benissimo quello che intendi però il blog della cantina Spadafora non ha la struttura di un blog classico, ma è solo una sequenza di messaggi di Francesco Spadafora, qualche volta anche di terze persone senza un filo conduttore, senza titoli, senza categorie, o tassonomia che dir si voglia. In poche parole è difficilissimo da seguire. Da dove devo iniziare a leggere? Inoltre una tale struttura, chiamiamola per semplicità di blog ma non lo è, fa perdere il vantaggio principale di un blog vero e proprio, e cioè quello di portare visitatori sul sito della cantina stessa. Credimi so quello che dico.

  3. Fabio Italiano

    @ Mario, sinceramente non seguo tantissimo quello che succede all’estero, ovvero lo seguo ma non tantissimo come quello nazionale. In ogni caso non mi è ancora capitata tra le mani una cantina che ha una strategia online su tutti i fronti, diciamo a 360°, quindi con un ottimo sito, negozio online, blog, forte presenza e utilizzo corretto dei social networks, campagne di advertising mirate, mobile, video etc. etc. Anche perché diciamoci la verità operare bene su tutti i fronti è parecchio difficile, e richiede risorse a livello di personale qualificato, tempo, e denaro. La cosa è comunque fattibile, l’importante comunque è fissare sempre gli obiettivi giusti.

  4. Stefania

    Ciao Fabio,
    sottoscrivo e comprendo benissimo perché “credimi so quello che dici”.
    Il mio “commento” si riferiva semplicemente al passaggio del tuo post: “Ah, dimenticavo il sito web di Spadafora ha onestamente il blog, ma fermo all’unico post iniziale, in pratica è come se non ne avesse”, in realtà gli aggiornamenti ci sono sebbene, come dici tu: chiamarlo blog è eccessivo. Tra l’altro, mi pare manchi anche la possibilità di lasciare dei commenti e non sono registrate categorie e tag etc. etc. etc.

  5. Fabio Italiano

    Bene Stefania allora siamo in due a sapere di cosa stiamo parlando, almeno in questo blog :). Onestamente ammetto che gli aggiornamenti ci sono, però è un vero peccato che non abbia la classica struttura del blog, si perdono così tanti vantaggi. Peccato veramente!!!

  6. Fabio Italiano

    Ancora @ Mario, stavo gironzolando su Internet come mio solito, e ho trovato questo articolo veramente interessante http://twitter09.wordpress.com/the-book/case-study-wineries/, dagli una occhiata e scoprirai alcuni spunti interessati per cantine che desiderano sfruttare Twitter. E se vuoi anche un parere mio personale ti confesso che per le cantine trovo più interessate Twitter che Facebook.

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