Donnafugata, online il nuovo sito web

E io puntualmente, quando vedo un nuovo sito web gli faccio le pulci. Scherzo! La mia come al solito sarà un’analisi sommaria e veloce. Per la mia analisi mi baserò su quanto scritto nel comunicato stampa ufficiale della cantina stessa: Donnafugata rivoluziona la propria presenza sul web.

Inizio subito dall’ottimizzazione del sito. Loro dichiarano nel comunicato stampa di avere un sito web ottimizzato grazie alla tecnologia. Loro forse non lo sanno ma non è la tecnologia scelta a rendere un sito ottimizzato per i motori di ricerca. Altrimenti se ciò fosse vero, tutti potrebbero benissimo adottare la medesima tecnologia ed avere così tutti quanti un sito web ottimizzato per i motori di ricerca. Logico no? Purtroppo per Donnafugata l’ottimizzazione di un sito web, e quindi il suo posizionamento nelle SERP dei motori di ricerca dipende da tantissimi fattori on-page (dipendenti dal sito web), e off-page (non dipendenti dal sito web). Lasciamo stare i fattori off-page, ma quelli on-page nel sito di Donnafugata sono stati quasi interamente trascurati, e questi ultimi sono proprio quelli necessari per il buon posizionamento dell’80% circa dei siti web nella prima pagina, o al massimo nella seconda pagina delle SERP. Per esempio cercando su Google con la keyword angheli (nome di un vino di loro produzione) il primo risultato disponibile del sito di Donnafugata si trova nella quinta posizione delle SERP, ed è un documento pdf della scheda del vino, vecchia ben 5 anni. Mentre se cerco la keyfrase angheli donnafugata il primo risultato utile si trova in decima posizione, ed invece se il sito fosse veramente ottimizzato si dovrebbe trovare in prima posizione visto nella keyfrase la presenza del nome del brand Donnafugata.

Utile invece la possibilità di condividere ogni pagina sui due principali social networks del momento, Facebook e Twitter. Peccato però che sul sito non venga fatta alcuna menzione alla loro eventuale presenza sui social networks. Lo dovete scoprire da soli se vi interessa. Interessante anche il tentativo della cantina di creare una sezione aperta a tutti, “Dediche di cuore”, dove lasciare pensieri preziosi e ricordi legati ai vini di Donnafugata. Peccato che, anche i questo caso, la funzione social della sezione non riesca a sfondare il muro eretto tra la cantina e i consumatori. Gli unici pensieri preziosi e ricordi legati al vino di Donnafugata sembrano essere quelli di conoscenti e amici, e latitano quelli delle persone comuni, i più importanti. In poche parole l’immagine social della cantina è tutta da sviluppare.

Dal punto di vista grafico invece il sito è veramente equilibrato, sia nella scelta dei colori, che nella scelta dei caratteri. L’header della home page poi è veramente carino, e richiama tutte le etichette della cantina di Contessa Entellina. E anche la navigabilità del sito è ottima. Insomma un bel salto in avanti rispetto al vecchio sito web. Il vero punto di forza del sito rimangono però i contenuti, veramente tanti. Ovviamente oltre alle classiche schede dei vini e al materiale da scaricare, è possibile trovare veramente molto altro contenuto extra, come per esempio nella sezione “Vivere il vino”. Una sezione tutta da scoprire. Il mio giudizio globalmente è positivo, e merita un bel 6.

Sito web Donnafugata

2 comments

  1. Cantinetta

    Punto primo: Sito semplice e navigabile, ma gradevole come il loro vino
    Punto secondo: dalle loro affermazioni si capisce che non hanno la minima idea di cosa sia SEO e Marketing online (perchè non hanno messo i loghi di facebook Twitter, in bella posizione rimane un mistero) uno può dire ma loro fanno vino, giusto ma se non ne capisci di Web non ne parli, è meglio tacere quando non si conosce un argomento
    Punto Terzo; quando tra un paio d anni si accorgeranno dell’importanza del SEO e del Web marketing (tutte le aziende vinicole) sarà tardi perchè fra un anno o due le cose cambieranno radiclamente (vedi App e rivoluzione mobile marketing)

  2. Fabio Italiano

    Quella del SEO, e dell’ottimizzazione in generale è un argomento delicato. In giro se ne trovano a bizzeffe di fantomatici guru del SEO, e web agency che fanno credere ai loro clienti che i loro siti web sono ottimizzati, e bla, bla, bla, bla. La colpa ovviamente non è delle aziende, cioè di coloro che richiedono il servizio, perché non è il loro lavoro, ma al contrario dei fantomatici guru che non sanno fare il loro lavoro. Purtroppo non è facile per le aziende sapere a priori se la persona che fornirà loro il servizio SEO è brava oppure no? Solo i risultati possono confermarlo. E per questo basterebbe fare una analisi delle statistiche del sito ottimizzato (o presunto tale) e confrontare i risultati con quelli del vecchio sito non ottimizzato. Non è facile ottimizzare un sito seriamente, ma le aziende devono per forza far ricorso a tali servizi per poter dire di avere un sito di successo. E lo devono fare il prima possibile, oggi potrebbe essere già troppo tardi.

    Faccio un piccolo esempio: una cantina ha un sito web con una sezione di e-commerce, ma essendo il sito web non ottimizzato il traffico su questo sito sarà ridotto. Una cantina con una produzione di 100.000 bottiglie, quindi media, se va bene in queste condizioni avrà una cinquantina di visitatori al giorno, voglio essere di manica larga. E con un tasso di conversione dell’1% (tassi di conversione tra l’1 e il 5% sono da considerarsi molto buoni) per l’e-commerce del vino potrà contare su 15 ordini online al mese. Se ottimizzo il sito web e raddoppio il traffico, perché ottimizzare significa portare più traffico qualificato, allora i visitatori diventano un centinaio al giorno, e di conseguenza gli ordini diventano una trentina al mese, e via di seguito. Se i vini sono buoni e i prezzi giusti tanti nuovi clienti ritorneranno a comprare, e magari lo racconteranno a conoscenti e parenti a cui piace bere, e che a loro volta visiteranno i sito web e probabilmente faranno un ordine. E’ tutto un circolo virtuoso.

    Potrei continuare all’infinito a fare esempi ma mi fermo qui. Ora qualcuno potrebbe obiettare a riguardo, e dire… guarda che il mio sito web ha già 100 visitatori al giorno, ed è dotato di una sezione per l’e-commerce del vino, ma io tutti quegli ordini non li ricevo!!! La risposta è molto semplice il sito web fa letteralmente schifo, e il messaggio che trasmette al visitatore non è convincente a tal punto da generare un ordine. Il sito web di una cantina deve emozionare il visitatore, senza quel quid spiacente ma il sito web non funzionerà mai.

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