Vino, Anno Domini 2012

In questi primissimi giorni dell’anno le previsioni per il 2012 si sprecano. Ovunque, sui giornali, sui blogs, in televisione, alla radio, tantissime persone si cimentano in quello che sembra uno sport nazionale: le previsioni per l’anno appena arrivato! Ovviamente i campi di interesse sono i più disparati si va dall’economia al marketing online, dai social networks al lavoro per i giovani, dalle previsioni astrologiche a quelle che riguardano l’ambiente, e cosi via. Insomma si copre un po’ tutto il sapere umano. E per il vino? Beh, per il vino i soloni del settore prevedono una crescita dell’export, e un leggerissimo calo dei consumi interni o comunque una sua stabilizzazione sui valori attuali, che sono già bassi. In ogni caso, i margini per le cantine italiane saranno “molto probabilmente” ancora in diminuzione a causa del circolo vizioso in cui ci siamo andati ad infilare. Chi salverà allora le tante cantine italiane? Io, purtroppo per voi, non sono ne Nostradamus, ne uno sciamano Maya, e neppure Marco Columbro che si spinge ad affermare che saranno gli alieni a salvarci tutti quanti, quindi sarò più pragmatico, cioè sarò più pratico, concreto, e senza pregiudizi alcuni.

In attesa che arrivino gli alieni di Marco Columbro, vi posso però tranquillamente assicurare che soltanto voi siete i responsibili del vostro successo o del vostro insuccesso nel mercato globale, anche per questo 2012. In risultati che ogni santo giorno raggiungiamo sono solo il risultato delle nostre azioni. In un mercato vergine, o quasi vergine, queste azioni contanto poco, ma in un mercato altamente competitivo come è oggi quello del vino le azioni contano parecchio. Quindi ogni nostra azione, ogni nostra decisione, deve essere valutata opportunamente, limitando gli errori al minimo. Oggi fare tutto bene potrebbe anche non bastare, perché tutto è diventato maledettamente complicato. I mercati sono super competitivi, e i consumatori super esigenti. La parola magica in questi casi è comunicazione. E il vino vive di comunicazione. Non ne può fare a meno. La rete è poi comunicazione, comunicazione allo stato puro. E per la proprietà transitiva il vino deve essere comunicato attraverso la rete. Ed è proprio questo che le tante cantine italiane dovrebbero fare in questo 2012, fermo restando la qualità del vino. Prendere in seria considerazione la rete, e comunicare il vino utilizzando la rete. Ma bisogna farlo bene, perché come ho già detto i risultati raggiunti dipendono dalle nostre azioni. Se la vostra strategia online è improvvisata i risultati saranno sicuramente deludenti (accetto sfide a riguardo che riescano a provare il contrario). Al contrario se la vostra strategia online è seria e professionale, allora in questo caso ci saranno buone possibilità di successo. Attenzione però, la strategia di comunicazione online deve essere a 360 gradi, perché deve interessare ogni aspetto della rete.

Vino e strategia online di successo

Il successo online infatti dipende da tanti fattore tra loro apparentemente indipendenti agli occhi dei profani, ma assolutamente interconnessi tra loro. E il cuore di questa strategia è il vostro sito web. Tutto deve partire da li e deve ritornare li! Quando parlo di strategia online di successo mi riferisco a siti web graficamente piacevoli e ricchi di contenuti di qualità, vendita online, posizionamento nei motori di ricerca, pubblicità online, creazione e condivisione di contenuti (video, fotografie, documenti), partecipazione attiva su blog e forum, presenza attiva sui vari social network e molto altro ancora. Tutte queste cose apparentemente indipendenti tra loro infatti contribuiscono attivamente al successo online di una azienda. E ve lo faccio capire con un semplice esempio. Prendete carte e penna, e scriveteci su tutte le attività che svolgete nell’arco dell’anno in vigne e in cantina per fare arrivare sulle tavole dei consumatori un prodotto di qualità come il vostro vino. Fatto? Bene, adesso pensate di non fare o di fare male una o più di quelle attività appena elencate, quale pensate che sia il risultato finale? Il vostro vino sarà ancora di qualità? Io ho i miei dubbi. Rifletteteci!

6 comments

  1. fabio

    Speriamo che entri in testa ai diretti interessati. Soprattuto ai piccoli e medi imprenditori, così da poter facilitare poi il lavoro di chi quel vino deve riuscirlo a promuovere e vendere anche su mercati internazionali

  2. Fabio Italiano

    Boh, non so se entrerà loro nella testa, quello che vedo mi fa pensare che non è proprio in quella direzione che si stanno muovendo. La tendenza è quella di preferire principalmente i social networks tipo Facebook rispetto ad altre attività online. E tutto ciò per due semplici motivi, il primo perché sono continuamente bombardati da notizie che raccontano il successo che alcune aziende hanno avuto sui social network come Facebook, e il secondo perché tutti pensano che sia gratis. Ma questi due motivi sono solo il rovescio della medaglia. Non sanno però che solo i grandi brand hanno veramente successo sui social network, grazie ad ingenti investimenti di denaro, risorse umane, e ovviamente tempo. Tutti gli altri, incluse le tante cantine che li utilizzano, possono solo levarsi qualche piccolissima soddisfazione ma niente di più. Per esempio tantissime cantine utilizzano Facebook perché è gratis, e perché offre loro la possibilità di pubblicare contenuti di diverso tipo, al contrario dei loro siti che essendo vecchi e di tipo statico non lo permettono. Utilizzare i soli social network per comunicare il proprio brand, i propri prodotti, e la propria filosofia produttiva non è sufficiente per avere successo, bisogna necessariamente utilizzare tutte le strade possibili che internet ci mette a disposizione per raggiungere i consumatori. E le strade sono più di una, quella dei social network non è l’unica ma è solo una delle tante, e neppure la migliore.

  3. Fabio Italiano

    .. e di che Francesco? A me fa piacere aiutare le persone quando posso. Mi dispiace solo in periodi come questo, cioè con pochissimo tempo a disposizione per i troppi impegni, non riuscire a fare di più anche per il blog.

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