SEO, ma quanto costa un servizio di ottimizzazione serio per la mia cantina?

Wow, sono passati già oltre due mesi dal mio ultimo post… il tempo decisamente vola! Purtroppo i troppi impegni e la poca voglia di scrivere qualcosa (seppur breve) in questo mio povero blog mi impediscono di aggiornarlo frequentemente, e pertanto vi chiedo scusa cari produttori vinicoli. Oggi tuttavia, desidero darvi un piccolo consiglio per evitare fregature. Sicuramente tanti di voi avranno un sito web, e sicuramente tanti di voi avranno sentito parlare spesso di servizi SEO (Search Engine Optimization). Cioè di servizi che permettono di ottimizzare il sito web per meglio posizionarlo all’interno delle pagine dei risultati (SERP) dei motori di ricerca, e generare così più traffico verso il proprio sito aziendale, e possibilmente generare nuovi clienti. Ovviamente come tutti i servizi web anche questo ha un suo costo. Ma quanto costa un servizio SEO? Dare un prezzo a un servizio che può comprendere veramente una miriade di attività è veramente difficile, ma una cosa è certa con poche centinaia di euro non potete aspettarvi nulla di serio e professionale. Per esempio recentemente ho ricevuto una e-mail in cui mi si proponeva un servizio SEO completo del costo di 149,00 euro.

Email con proposta ottimizzazione motori di ricerca - SEO

Email con proposta ottimizzazione motori di ricerca - SEO

Sono sicuro cari produttori che di queste e-mail ne ricevete anche voi a decine nell’arco dell’anno, non è vero? Ovviamente l’e-mail in questione mi ha fatto solo ridere, perché per esperienza so benissimo che con quella misera cifra non è possibile fare nulla di serio. Ma proprio nulla. Un servizio SEO che si rispetti deve essere continuo e possibilmente per sempre, perché comprende come già detto precedentemente una miriade di attività volte ad ottimizzare il sito web in ogni suo aspetto con risultati che si possono vedere solo dopo alcune settimane (e talvolta mesi), dopo magari occorrono anche nuovi aggiustamenti, e poi bisogna aspettare nuovamente per i nuovi risultati, e poi ancora magari nuovi aggiustamenti, e nuove attese, etc. etc. etc. Se poi a tutto ciò aggiungete il fatto che gli algoritmi dei motori di ricerca vengono modificati di frequente per offrire ai navigatori Internet risultati sempre più precisi e di qualità, potete anche voi facilmente capire quanto la scienza che sta dietro ai servizi SEO non sia una scienza esatta. Ora chiaramente non sto qui ad elencarvi tutte le attività che stanno dentro ad un servizio SEO serio, perché il discorso sarebbe molto lungo e anche parecchio tecnico. Tuttavia vi darò un’idea sulla complessità del servizio mostrandovi una infografica che ho trovato su Internet, e che solitamente utilizzo quando qualcuno mi chiede del perché un servizio SEO può costare diverse migliaia di euro all’anno. Dategli un’occhiata, e ditemi se con 149,00 euro è possibile offrire un servizio SEO serio? Anche una persona con conoscenze scarse di SEO si renderebbe conto, guardando l’infografica, che da una proposta “low cost” di ottimizzazione non ci si può aspettare alcun risultato.

Infografica con attività SEO

Infografica con attività SEO

Ora i più svegli di voi si chiederanno, bene, ma allora quanto mi può costare un servizio SEO serio per il sito web della mia cantina? Perché ancora non lo hai detto? Personalmente per una cantina non chiederei meno di 3.000/4.000 mila euro all’anno. Vi sembrano troppi? Credetemi ci sono settori in cui si paga molto ma molto di più. Voi siete fortunati. Adesso però una nuova domanda sorge spontanea, ma allora se una qualunque Web Agency che offre servizi SEO mi chiedesse una tale cifra posso andare tranquillo? Ovviamente no, le fregature purtroppo sono sempre dietro l’angolo, ma di questo ne parleremo in un altro articolo :)

P.S. Dimenticavo di dire che un servizio SEO professionale richiede una tale quantità di tempo, che io stesso per i miei siti web neppure ne faccio uso, mi limito al minimo indispensabile, e spesso neppure a quello. Tutto ciò è possibile perché io con i miei siti web non vendo ne prodotti, e neppure servizi, almeno per il momento, ma mai dire mai.

16 comments

  1. 39Marketing - Donatella

    Mi piace l’idea di poter contribuire alla riflessione letta in questo post portando un altro punto di vista che spero sia utile ai lettori.
    Condivido completamente il pensiero che una attività SEO debba essere un intervento che duri nel tempo per poter essere efficace.
    Condivido di meno le cifre indicate per remunerare tali interventi.
    La situazione dei budget di promozione delle PMI italiane non è all’altezza di affrontare quel genere di investimenti, soprattutto in una attività che ancora troppo spesso viene affrontata “per moda”, per “sentito dire” ma senza reale convinzione, resa solida da dati certi che spieghino quali meravigliosi risultati commerciali possa portare.
    Ecco perchè anche noi come agenzia talvolta iniziamo il rapporto con i nuovi clienti con progetti delimitati ad un periodo di 6-8 mesi, con obiettivi misurabili chiari, a compensi “popolari” per dare la possibilità di fare “prove concrete”. E poi di solito il cliente è ben contento di rinnovare a cifre più sostanziose, ma perchè a quel punto ha già visto i primi risultati commerciali!
    Cosa ne pensi? Grazie e buon lavoro

  2. Fabio Italiano

    Ciao Donatella, so benissimo che la quasi totalità delle piccole e medie imprese difficilmente sborserebbero quella cifra che io ho indicata del mio post. Un po’ perché il periodo è quello che è, e un po’ perché non avendo la più pallida idea di quello che bisogna fare non possono dare il giusto valore al tuo lavoro. Quello che fate voi con i vostri clienti potrebbe anche essere una buona strategia, ma quando parli di compensi “popolari” cosa intendi? Per esempio per una cantina che cifra chiederesti? E’ chiaro che dopo devi fare vedere anche i risultati raggiunti, e che il cliente deve essere sempre in grado di fare i suoi conti, e valutare l’opportunità di continuare o meno su una tale strada.

  3. Gianluca Colò

    Parlare di SEO ad un vignaiolo è come parlare del sesso degli angeli, poi parlare dei costi di qualcosa che non si può “toccare” la cosa si fà ancora più difficile, come per il software. Diciamo che per mentalità si preferisce spendere soldi per corsi e testi specifici che piuttosto pagare ogni anno per il servizio; magari non sarà la stessa cosa ma ho arricchito il patrimonio “aziendale” di conoscenze, le parole tradotte in linguaggio agricolo sarebbero “perchè pagare 4 per un aratro che uso tutti gli anni quando per 15 me lo compro e faccio da solo”

  4. Fabio Italiano

    Ciao Gianluca e bentornato nel mio blog. Il tuo discorso non fa una grinza, l’unico problema è però legato ai risultati. Tu dici, il produttore di vino compra un paio di libri che parlano di SEO e fa tutto lui, e così risparmia i soldi. Tutto vero, ma ti assicuro che i risultati non sarebbero gli stessi. E come se io acquistassi un paio di libri di viticoltura ed enologia e mi mettessi a fare vino. Pensi che il mio vino verrebbe buono? Con tutta la buona volontà che potrei metterci, io stesso direi di no. Sicuramente non i primi anni, poi con l’esperienza sicuramente potrei ottenere anche dei vini buoni ma inizialmente no. In conclusione ognuno dovrebbe concentrarsi solo nelle proprie attività, e lasciare fare ad altri quelle non sue, poi se uno vuole anche farsi una cultura diversa allora è liberissimo di farlo, anzi meglio.

    Colgo adesso l’occasione per fare un piccolo esempio. Se non ricordo male una volta mi hai detto che hai fatto tu stesso il sito web della cantina. Sono sicuro allora che ti sei cimentato anche un po’ con le attività SEO, almeno credo. Nulla di male, anzi hai fatto benissimo. Ma ti assicuro che se la parte SEO fosse stata fatta da un esperto i risultati sarebbero stati migliori. Se io cerco “refosco dal peduncolo rosso” su Google la vostra pagina con la scheda del vino si trova nel posizione 26 ovvero nella terza pagina dei risultati (SERP) di Google, ieri per esempio era nella posizione numero 24. Purtroppo le statistiche sui CTR organici di Google dicono che il 60% delle persone non va oltre la prima pagina dei risultati, per esempio la prima posizione il 20% circa dei click mentre già alla 10 posizione il CTR è dell’1% circa. Questo vuol dire quelli che si trovano nella terza pagina dei risultati di Google avranno un CTR dello zero virgola zero e qualche cosa percento. Per esempio nel tuo caso se controlli le statistiche vedrai che i visitatori arrivati sul vostro sito con la frase “refosco dal peduncolo rosso” sono praticamente pochissimi, forse addirittura zero nell’arco di un anno. Spero di sbagliarmi però. Il compito di un bravo SEO è quello di portare la vostra pagina web nella prima pagina delle SERP dei motori di ricerca, e possibilmente anche nella prima posizione che è ancora meglio. Se io guardo la vostra pagina con la scheda del refosco dal peduncolo rosso vedo subito che migliorie da fare ce ne sarebbero, e quelle migliorie molto probabilmente gli farebbero fare un bel salto in avanti, sicuramente fino alle prime posizioni della seconda pagina, se non addirittura nella prima. Il risultato finale sarebbe certamente un maggior numero di visitatori (a spese dei diretti concorrenti), magari non tanti ma in ogni caso più di prima sicuramente.

    Purtroppo nessuno esperto SEO può garantire dei risultati, tipo la prima posizione dei motori di ricerca, perché non dipende da lui, e perché non conosce l’esatto funzionamento dell’algoritmo che decide il posizionamento. Tuttavia con l’esperienza che ha, sa benissimo quali modifiche nel passato hanno prodotto dei risultati validi e quali no, quali sono ancora efficaci e quali no. Insomma ha l’esperienza dalla sua parte, mentre il produttore di vino, bravo per quanto possa essere, non avrà dalla sua l’esperienza dell’esperto SEO. Compito dell’esperto SEO è quello di ottenere i migliori risultati possibili per il posizionamento delle pagine web di un sito. Come si verificano i risultati ottenuti? Semplice misurando le posizioni delle pagine web che si vogliono ottimizzare per alcune determinate parole chiave prima di iniziare l’attività SEO, e dopo tutte le modifiche fatte, e se ci saranno stati spostamenti verso le parti alte delle SERP si vedranno. Con alcune pagine si otterranno degli ottimi risulti, e con altre magari no, l’importante è comunque che in generale ci siano stati dei miglioramenti. Semplicemente perché con alcune keyword è più facile e con altre è molto ma molto più difficile. Non volete tuttavia rischiare? Bene, allora proponete all’esperto SEO di pagare solo i risultati validi, tipo ti do 100 euro se con la keyword X mi fai arrivare nella seconda pagina delle SERP, ti do 300 euro se mi fai arrivare nella prima pagina, e addirittura 1.000 se mi fai arrivare nella prima posizione delle SERP. Io qui ho sparato delle cifre, ma ogni keyword ha un proprio livello di difficoltà. Provare non costa nulla.

    Concludo affermando che alla lunga un sito web ottimizzato seriamente paga sempre, ci sono le statistiche a dimostrarlo.

  5. esperto seo

    Ciao Fabio,
    sono arrivato al tuo sito per caso e mi sono addentrato su questo post.
    Il tuo ultimo commento mi da la percezione di una persona che sa di quello di cui sta parlando e per tale motivo ho deciso di intervenire.

    Per quanto rigurda l’email paradossalmente mi sarei fermato già al quarto rigo per non prenderla neanche in considerazione. Parlare di SEO e posizionamento su google senza specificare il “mercato” (.it, .com, etc) già lo ritengo un errore abbastanza evidente per chi mi offre un servizio del genere. Tolto l’italiano utilizzato anche l’oggetto “ottimizzazione(motori di ricerca)” non vuol dire assolutamente nulla. Si ottimizza un sito web non un motore di ricerca… :D.

    Non condivido tanto quanto scritto da Donatella.
    Un servizio, SEO o meno, va pagato per quanto è giusto farselo pagare.
    Essere un “esperto seo” vuol dire anche essere un professionista e come tale deve essere remunerato.
    Ci possono essere delle scelte di Marketing in cui si va ad offrire un servizio ad un costo più basso ma si deve sempre capire di cosa stiamo parlando e dei risultati concreti che portiamo al cliente.
    Dal suo portafoglio clienti noto questo: sunforlife(punto)it con il vostro intervento sul cliente per “Direct e-mail e ottimizzazione SEO”.
    Mi sono addentrato nell’analisi del sito in questione.
    NESSUN link del sito è ottimizzato nè come struttura interna nè come url.
    Ecco una pagina di esempio (ma sono tutte cosi): sunforlife(PUNTO)/sfen/index.php?option=com_content&view=article&id=53&Itemid=59&lang=it
    Neanche la sezione “e-commerce” risulta ottimizzata per i motori di ricerca.
    Sono passato poi all’analisi del suo sito aziendale: “39marketing”
    Ci sono chiarissimi errori di struttura nel sito penalizzanti in ottica SEO e posizionamento. Giusto un esempio nella sitemap ha inserito come pagina 39marketing(punto)it/index.htm che per google è ASSOLUTAMENTE diversa rispetto alla home principale. Il suo sito web aziendale è nato nel web (acquisto dominio) a Novembre 2012, probabilmente è entrata nel settore da poco.
    Stante la situazione dei budget di promozione delle PMI italiane, lei si trova fisicamente in Lombardia dove la cultura del settore è sicuramente pià elevata e apprezzata rispetto ad esempio al centro-sud (da Roma in giù) quindi sapendo lavorare non è difficile trovare clienti e farsi pagare nel giusto modo. Per me lavorare è uguale a portare dei risultati concreti e verificabili (nel caso specifico siti e posizionamento raggiunti con le specifiche key per valutarne la difficoltà).
    Mi permetto anche consigliarle di creare il blog all’interno del suo sito e non su un dominio di terzo livello per il semplice motivo che il rank è importante e alla lunga questa scelta la ripagherà sicuramente.
    Ho apprezzato comunque il blog da lei creato come contenuti.

    Per quanto riguarda Gianluca credo che la risposta di Fabio è al quanto perfetta. Gianluca ha un e-commerce che, indipendentemente dall’aspetto grafico che può piacere o meno, si trova in quel range del 80%-90% di siti e-commerce italiani che vengono fatti per moda e basta.
    Dietro ad un e-commerce se non c’è un lavoro di ottimizzazione e posizionamento l’investimento è da ritenersi perso a monte.

    Come detto da Fabio un sito web ottimizzato e posizionato sui motori di ricerca seriamente paga sempre (nello specifico google italia o il .com in base agli obiettivi perchè gli altri motori di ricerca ad oggi sono poca roba).
    Nessun “seo esperto” vi potrà mai assicurare dei risultati per il semplice motivo che ad esempio in TOP 10 su google ci saranno sempre 10 risultati e se in italia 11 esperti seo hanno come obiettivo di posizionare dei siti ad esempio per “realizzazione siti” vuoi o non vuoi uno rimarrà sempre fuori… la matematica non è un opinione :D.
    Sposo a pieno anche il modo di lavorare proposto da Fabio sul discorso del pagamento ad obiettivi tipo ti do 100 euro se con la keyword X mi fai arrivare nella seconda pagina delle SERP, ti do 300 euro se mi fai arrivare nella prima pagina, anche se siccome ritengo che il posizionamento è un qualcosa che deve durare nel tempo quelle cifre le intendo mensili e non una tantum in base alla key e alla sua difficoltà di posizionamento. Il discorso è molto semplice: si scelgono gli obiettivi (key top 10 – 200 euro, key top 20 – 100 euro), si fa un check mensile se quella key è posizionata allora il cliente paga per quel mese la cifra pattuita se non è posizionata il cliente non paga nulla. Si va avanti cosi per l’intero anno di contratto.
    Questa forma contrattuale di fatto tutela il cliente al 100%.
    Nessuno esperto SEO può garantire dei risultati ma chi sa fare il proprio lavoro può operare con “garanzie SEO” per il posizionamento nei motori di ricerca: pagamento solo a risultato raggiunto.

    Naturalmente 100, 200, 300 sono cifre buttate li perchè tutto dipende dalla key scelta. Posizionare ad esempio “refosco dal peduncolo rosso” non ha la stessa difficoltà di “realizzazione siti”.

    Apro una parantesi: “refosco dal peduncolo rosso”, fonte google.it, ha 1000 ricerche mensili globali giusto per capire quanto ad esempio può avere per Gianluca l’impatto sul suo sito e-commerce non posizionato in maniera adeguata.

    Concludo con la risposta alla domanda di Luca: quanto mi può costare un servizio SEO serio per il sito web della mia cantina ?.
    Andrebbe specificato se trattasi di un sito e-commerce oppure no.
    Nel caso di siti e-commerce conta molto il posizionamento dei singoli prodotti (vini) principalmente. Nel caso invece di siti non e-commerce conta quanto è difficile posizionare key tipo “vendita vino online”, “enoteca online”, “vino online”.
    Diciamo che per un lavoro sistemato siamo in area 400-500 euro mese quindi diciamo 4800-6000 euro anno.

    Colgo l’occasione per salutare tutti e in particolare Luca, che non conosco, ma che ci accomuna, da quanto leggo, il fatto che siamo entrambi nati a Palermo città dove la SEO è vista alla pari degli extra terrestri.

  6. Fabio Italiano

    Ciao “esperto seo” o devo chiamarti Alessandro? :) Quello che dici è giusto, ma voglio subito farti una piccola critica… non è bello fare la radiografia ai siti e ai lavori dei colleghi. Voglio spezzare una lancia a favore di Donatella. Dal di fuori purtroppo non possiamo sapere perché l’ottimizzazione di un sito è carente o meno. Per esempio nel caso del sito di Donatella, probabilmente è nuova nel settore e per mancanza di tempo sta trascurando il suo sito web perché ha bisogno di monetizzare. Anche per quanto riguarda i siti web dei suoi clienti, se lei dice che pratica prezzi popolari, può significare che per quei siti fa solo quel tanto che basta per avere risultati decenti, insomma senza puntare ai particolari. Dopotutto anche tutti noi quando prenotiamo un volo low cost non ci aspettiamo i servizi e la comodità offerte da compagnie tipo Qatar Airways o Emirates. Paghiamo meno sapendo che rinunciamo anche a molte cose. L’importante e far capire ai clienti per cosa stanno pagando. Il prezzo che ti sto facendo è popolare perché ti sto offrendo proprio lo stretto e necessario per avere qualche risultato, ma sappi che se vuoi una cosa seria devi spendere molto di più, punto. Per esempio se io cerco “posizionamento sui motori di ricerca” o “posizionamento motori di ricerca” il sito che hai indicato nella tua firma non compare neppure nelle prime 100 posizioni, ma io non mi sognerei mai di dirti che non ne capisci nulla di SEO, perché so benissimo quanto sia difficilissimo anche solo far arrivare nella seconda pagina delle SERP di Google una pagina ottimizzata per quella frase di ricerca. In conclusione, chi ne capisce di SEO sa benissimo che non è sempre facile ottenere i risultati, e che per avere risultati duraturi bisogna spendere, e tutti questo bisogna farlo capire anche ai clienti. Io per fortuna non ne ho, ma cerco comunque di farlo capire alle cantine italiane con questo mio piccolo blog, quindi la patata bollente è tutta vostra :)

    Una piccola nota per Gianluca, quando ti ho detto che con la frase “refosco dal peduncolo rosso” il tuo sito si trovava nella 26esima posizione mi riferivo alla pagina del sito web aziendale, e non a quella del negozio online. “Esperto seo” nel suo commento fa riferimento a 1.000 ricerche mensili della frase “refosco dal peduncolo rosso”, questo è il dato che Google Keywords Tool indica ed è del tipo a “corrispondenza estesa o generica” ovvero la somma dei volumi di ricerca per la parola chiave, le relative forme grammaticali, i sinonimi e le parole correlate. Nella realtà anche ottimizzando perfettamente una pagina per la frase “refosco dal peduncolo rosso” difficilmente si riuscirebbe ad avere quei 1.000 visitatori mensili, la mia esperienza mi dice che bisogna guardare alle ricerche mensili a “corrispondenza esatta”, che nel caso della frase in questione sono 480, e di questi se la pagina web si trova nelle prime 3 posizioni delle SERP ti puoi aspettare qualcosa come il 20% dei navigatori, quindi un centinaio di visitatori al mese. Comunque sto parlando di medie, poi per alcune parole chiave può essere meno e per altre di più. Quella mia è una previsione.

  7. gian piero

    Ciao a tutti, volevo dare il mio piccolo contributo a questa discussione.

    La mia Azienda ( non dico il nome perché lo scopo del contributo non e’ farmi pubblicita’) e’ sul web da Dicembre 2012. Con le 10 parole chiave piu’ cliccate ( settore vino online) ( dati da Adwords) e’ in prima pagina dal mese di Marzo e con le quattro parole chiavi piu’ importanti relative alla vendita del vino online e’ sempre al primo o secondo o terzo posto in prima pagina. Infine, il tasso di rimbalzo e’ inferiore all’1%. Si, di soldi per la SEO ne abbiamo spesi: alcune migliaia di euro su base annua, ma questa visibilita’ non sarebbe stata possibile senza l’apporto di un mare di contenuti informativi. Non solo schede estremamente dettagliate di oltre 1000 etichette corredate di fotografie navigabili in alta risoluzione, ma interattivita’ con la presenza su tutti i Social Media, un Dizionario piu’ etseso di quello dell’Ais, un altro sui vitigni autoctoni, blog, video, canale Youtube, etc. Dico questo perché credo che per un singolo Produttore non sia possibile raggiungere la prima pagina di Google a prescindere da quanto spende in SEO perché nessun Produttore e’ in grado di generare i contenuti prodotti dai portali di e-commerce. Oggi sono piccole imprese a dominare la prima pagina di Google, domani saranno la Coop, Conad e compagnia, spazio per il Produttore sulle posizioni importanti di Google non ce ne sara’ mai e non solo a causa dei costi. Fabio, credo che i Produttori di vino debbano identificare strumenti di comunicazione che definirei post-Seo e post Adwords. Per esempio la DEM puo’ portare ottimi risultati in termini di feedback che sono anche monitorabili ma e’ necessario trovare altri mezzi di comunicazione web che prescindano da Seo ed Adwords che molto presto saranno nelle mani solo delle grandi Aziende.
    Un saluto a tutti
    Gp

  8. Fabio Italiano

    Ciao Gian Piero, potevi fare il nome della tua azienda tranquillamente, nel mio blog tutto è permesso :-) Comunque io so chi sei! Quello che hai scritto è quasi tutto vero, eccetto per il fatto che anche una piccola cantina c’è la può fare. Se la cantina che vuole primeggiare nei motori di ricerca pensa di farcela con un sitarello con poche paginette allora in questo caso hai ragione tu. Ma se una cantina desidera fare le cose seriamente allora deve sapere in anticipo che deve creare contenuti a gogò, è impegnativo ma fattibilissimo. Io da circa 4 anni parlo di SEO riferendomi non alla classica ottimizzazione del sito web con le parole chiavi, ma parlo di qualcosa di più complesso a cui io ho dato il nome di web saturation. Con questo termine intendo proprio la saturazione della rete con qualsiasi tipo di contenuto e canale di comunicazione, e quindi blog, video, file pdf e word, social networks, pubblicità, article marketing, tutto fatto bene però. Certo è impegnativo ma i risultati arrivano però. L’unico scopo della web saturation deve essere quello di creare la cosiddetta “autorità nel campo”, e mi spiego subito. Supponiamo che io sia un produttore di vini piemontesi, diciamo di Dolcetto d’Alba. In questo caso il produttore se desidera posizionarsi per le parole chiavi “dolcetto”, “vino dolcetto”, “dolcetto d’alba” che insieme rappresentano quasi 7.000 ricerche mensili in corrispondenza esatta (dati Google) deve iniziare a creare decine e decine di contenuti incentrati sull’argomento “dolcetto”, quindi deve avere un blog, deve avere un piccolo e-commerce, deve mettere online video ottimizzati, documenti in formato pdf che trattano l’argomento, deve condividere i contenuti nei social networks, insomma deve svolgere un’attività a 360°, in poche parole deve diventare una autorità nel campo del dolcetto. Se i contenuti saranno di qualità, e le persone cominceranno ad apprezzarli, stai tranquillo che Google se ne accorgerà, e nulla potranno fare i giganti del web. Io ho fatto l’esempio del dolcetto per dimostrarti che si trovano facilmente nicchie su cui poter puntare, per esempio non ci siete neppure voi e neppure i vostri maggiori concorrenti in questa nicchia. Quindi deve essere chiaro a tutti i produttori che non è impossibile, difficile si (dipende molto dalle parole chiavi), ma non impossibile. E’ chiaro che se cerco “vendita vini online” troverò il vostro sito con decine di altri siti di e-commerce dietro, e questo perché Google ha deciso che nelle prime posizioni sia logico trovare solo quella tipologia di siti. Ma questo risultato non è un problema per la cantina, la cosa importante per una cantina è quella di posizionarsi sempre prima dei suoi diretti concorrenti (altre cantine) per una o più parole chiavi!

  9. esperto seo

    Ciao Fabio,

    le considerazioni o critiche servono a crescere.
    Non si può pensare di posizionare un sito web di un cliente se il proprio sito non è posizionato… è come pensare di vendere il vino ma non sapere cosa sto vendendo.
    Hai fatto una giustissima affermazione “per esempio se io cerco “posizionamento sui motori di ricerca” o “posizionamento motori di ricerca” il sito che hai indicato nella tua firma non compare neppure nelle prime 100 posizioni” ma probabilmente non hai cercato “esperto seo”, “consulente seo”…. :D.
    Ho scelto semplicemente delle key a mio avviso più interessanti (a breve ci sarò anche per “seo” ma quella è una “vanity key” come la definiamo noi del settore).

    Chi definisce la SEO “la classica ottimizzazione del sito web con le parole chiavi” vuol dire che non sa cosa sia la SEO.
    Giustamente tu hai detto che è un insieme di “saturazione della rete con qualsiasi tipo di contenuto e canale di comunicazione, e quindi blog, video, file pdf e word, social networks, pubblicità, article marketing, tutto fatto bene”.

    Concordo pienamente con gian piero per la parte dei contenuti anche se oggi i motori di ricerca devono fare ancora tanto e fino a quando domini con “key secca” e “landigpage ad hoc” saranno a primeggiare (a scapito dei contenuti di qualità) il contenuto ha un valore rilevante (anche se per me importantissimo). Direi che chi oggi lavora molto sul contenuto potenzialmente sta facendo una grande investimento per il futuro.

  10. Fabio Italiano

    Ciao e bentornato @espertoseo, chiaramente io non avevo guardato per tutte le possibili keywords o keyphrases utili al tuo sito web, anche perché in quel caso dovresti pagarmi :-)

    Per quanto riguarda il resto, io avevo dato completamente ragione a Gian Piero per quanto riguarda la qualità e la quantità dei contenuti necessari al conseguimento dei risultati. Ho solo voluto aggiungere e far notare che anche le piccole aziende, in questo caso le cantine, possono aspirare alle prime posizioni delle SERP, perché le nicchie ci sono e i risultati si possono avere, purché capiscano che non si possono raggiungere con un sito di poche pagine. Per avere i risulti bisogna puntare sulla qualità e la quantità dei contenuti, utilizzando tutti gli strumenti e le opportunità che la rete mette a disposizione.

  11. Gian Piero

    Fabio, sono d’accordo che con ricerche meno generaliste un Produttore che si impegni come tu hai descritto abbia maggiori possibilita’ di avvicinarsi alla prima pagina ma fino ad un certo punto. Per esempio cercando ( cache pulita ed inprivate browsing) Barolo o Barbaresco, viene fuori Wikipedia ed i siti dei Comuni, quindi ho lasciato perder. Cercando Amarone c’e un unico Produttore presente( Bertani). Noi andremo ad indicizzare il termine candidandoci per la prima pagina e questo restringe lo spazio per i Produttori ulteriormente.By the way, ‘bereilvino’ e’ al 10 posto con ‘amarone’ :-)
    Se cerco prosecco ci sono solo due produttori. Con Ribolla Gialla di Produttori ce ne sono tre ma parliamo di Aziende medio-grandi di cui una con uno staff di marketing residente ed agguerrito. Ma rimane il fatto che sulla prima pagina di Google ci sono dieci posizioni disponibili. Ammettendo che 10 piccoli produttori fossero in grado di posizionarvisi seguendo le procedure da te descritte e sorpassando in questo modo Wikipedia, i consorsi, i siti di ecommerce e quant’altro, deve li mettiamo tutti gli altri. Sappiamo che purtroppo le pagine di Google dopo la prima non valgono nulla e quindi se l’obbiettivo del Produttore e’ trovarsi tra i primi dieci e’ una gara molto dura. La visibilita’ e prosperita’ dei piccoli Produttori mi sta molto a cuore perché per scelta e non per convenienza ho scelto di proporre quasi esclusivamente vini di nicchia. Io in prima pagina ci sono mai i miei Produttori non e questo non aiuta la divulgazione del prodotto. Sono convinto ( e ci sto scrivendo sopra un libro che mettero’ a disposizione gratuita dai Produttori di vino italiani) che la strada per i piccoli non sia quella di cercare la prima di Google a tutti i costi ma una attivita’ di ricerca e fidelizzazione ( che comprende anche tutte le attivita’ social che hai descritto) che parta da una DEM intelligente ad un uso sapiente della grafica del sito, fotografie in alta definizione delle bottiglie, meglio sarebbe animazioni a 360° che coinvolgono l’occhio molto di piu’. Fare immagine e’ dare immagine e la possibilita’ al Cliente di ricordarsi meglio dell’Azienda e dei Prodotti proposti. E questo potrebbe generare contatti virali nel circolo dei consumatori appassionati.
    Personalmente credo che Google sia la piu’ grande forma di dittatura (ancora latente) che la storia dell’umanita’ ha mai sperimentato. Le PMI oggi hanno ancora la possibilita’ di sfruttarne il potere ma devono cercare alternative che possano essere veicolate dalla rete prescindendo da una classifica di posizionamento.

    Un saluto a tutti
    Gp

  12. Fabio Italiano

    Gian Piero, ti fai troppe seghe mentali sul posizionamento. Per alcune parole chiavi, è più facile, mentre per altre è più difficile se non impossibile. Certo nella prima pagina ci sono solo 10 posizioni, e quindi come dici tu anche facendo benissimo solo 10 produttori entrerebbero nella prima pagina. E allora? Anche in formula uno ci sono 22 piloti, ma solo tre possono salire sul podio a fine gare, e a fine torneo solo uno sarà il campione. Ma questo non impedisce alle scuderie meno forti di trovare degli sponsors? Magari con difficoltà ma li trovano. I loro piloti, e i tecnici guadagnano meno, ma comunque guadagnano. Con il posizionamento nei motori di ricerca il discorso è identico. Alcuni arrivano primi, e altri rimangono dietro, l’importante per la cantina è che il maggior numero dei suoi diretti concorrenti rimangano dietro :-) E poi oggi sono io in prima posizione, e domani magari ci sei tu. Siccome nessun esperto SEO sa esattamente come funzionano gli algoritmi dei motori di ricerca, a priori non può dire quali saranno i suoi risultati, va avanti per esperienza. Quindi può benissimo capitare un giorno qualcuno che fa una modifica stupida al sito e mi scavalca. Pazienza la cosa importante come già detto è che la maggior parte dei miei concorrenti siano molto più indietro di me. Comunque al giorno d’oggi la sola ottimizzazione on-site potrebbe non bastare, quindi quello che ho detto nel mio precedente commento, e cioè una comunicazione a 360° nella rete è auspicabile per avere risultati certi. Per avere i risulti bisogna puntare sulla qualità e la quantità dei contenuti, utilizzando tutti gli strumenti e le opportunità che la rete mette a disposizione.

    P.S. La posizione numero 10 con la parola chiave “amarone” non è del mio portale http://www.bereilvino.it ma di altre persone che hanno avuto la genialata di registrare un dominio quasi uguale al mio, manca l’articolo “il”. Quasi quasi, creo una pagina dedicata all’amarone e copio il loro contenuto per vedere cosa succede con il posizionamento nelle SERP :-)

  13. Goffredo

    Cari esperti SEO,

    Sicuramente siete tutti dei bravi professionisti che chiedono il giusto compenso per il proprio lavoro ma potreste chiarirmi alcune cose?
    Quelle cifre “giuste” di cui parlate (3-4-6-10 mila euro l’anno per una PMI) si riferiscono solo all’attività off-site o comprende anche una ripartizione nel tempo dei benefici del lavoro fatto on-site? E potreste chiarirmi quanto tempo dedicate ogni mese per le attività di link building di tipo white hat?

  14. Fabio Italiano

    Caro Goffredo, spero che sia il tuo vero nome quello che hai lasciato, ma ne dubito. Non so quale sia la tua esperienza con i tanti esperti SEO che ci sono in circolazione, ma dal tuo commento si nota un certo sarcasmo, probabilmente dovuta ad una brutta esperienza, spero di sbagliarmi però. Voglio tuttavia rispondere alla tua domanda con molta sincerità, sperando che la mia risposta sia di aiuto a tanti altri che hanno o avranno in futuro bisogno di un esperto SEO. Quella dell’esperto SEO è una professione (o attività commerciale) come tantissime altre, con gli stessi pregi e difetti. In circolazione si trovano esperti SEO scarsi, discreti, bravi, bravissimi, inesperti alle prime armi, ciarlatani, e via discorrendo, insomma ce ne sono di tutte le categorie. Anche di ristoranti ce ne sono migliaia, cari, carissimi, ed economici, con le stelle michelin e senza riconoscimenti, ristoranti che ti rifilano prodotti surgelati o scaduti ma che tu trovi eccellenti, e ristoranti che ti danno qualità e che tu magari critichi senza esclusione di colpi per una piccola “minchiata”. In breve sul mercato c’è di tutto e di più, ci sono veri professionisti che offrono servizi di qualità e vogliono essere pagati per quello che credono giusto, ma ci sono anche quelli che fanno il loro lavoro male e anche quel poco che chiedono è tanto. Ritornando alla SEO, ho visto aziende pagare anche 50 mila euro al mese solo per la SEO, ovviamente ci lavoravano su tutti i giorni. Qual’è la cifra giusta, è ovvio che dipende molto dal progetto, di una cosa sono sicuro con poche migliaia di euro si va poco lontano, e basta fare due conti, supponiamo che un esperto SEO dedichi un intero giorno al mese ad un sito web, quindi 12 giorni all’anno, al costo di 200 euro al giorni, sono 2.400 euro all’anno, ovviamente non sono tutti suoi questi soldi, perché il 50% se lo becca lo stato senza fare e rischiare nulla, neppure la brutta figura. Ora se qualcuno crede che sia possibile fare bene tutte le cose scritte nella infografica presente sopra nell’articolo in soli 12 giorni distribuiti in un anno, allora vuol dire che non ne capisce proprio nulla di SEO e non sa neppure di cosa si tratta. Inoltre, più il sito web è grande, più giorni occorre dedicare alla SEO per avere dei risultati. Infine per rispondere alle tue domande, ti dico che non è possibile dire in che proporzioni devono essere tra loro le attività on-site e off-site della SEO in termini di tempo, bisognerebbe comunque farle entrambi, ma dipende dal progetto. Io per esempio per i miei siti non faccio nessuna attività off-site, neppure quella importante come la link building, anzi per essere sincero per i miei siti l’attività SEO è ridotta all’osso, forse anche meno :-) Un piccolo suggerimento a tutti coloro che vogliono posizionare bene i loro siti nei motori di ricerca, ed avere tanto traffico: Dedicate tantissimo tempo ai contenuti, il successo di un sito web dipende dalla quantità e dalla qualità dei contenuti, con il tempo il successo arriverà, se poi volete fare le cose veramente bene allora seguite anche le basi della SEO, ma proprio le basi, tutto il resto è fuffa!

  15. Daniele Vinci

    Ho trovato solo ora questa interessantissima discussione.

    Ci sono differenti punti di vista ed esperienze, e questo permette di comprendere meglio l’argomento in questione.

    Se io fossi un produttore di vino, oggi, avrei davanti 2 possibilità:

    1) investire pienamente nel mio sito web con possibilità di inserire un carrello digitale d’acquisto
    2) sfruttare i marketplace il più possibile

    Nel primo caso, volendo pianificare un budget possibile di spesa, considererei NON meno di 15.000€/anno (tra consulenze, sito web e contenuti multimediali) + almeno 10.000€/anno per partecipare e creare eventi pubblici selezionati dove poter estendere la mia rete di contatti e potenziali acquirenti

    Nel secondo caso, l’uso dei marketplace mi permetterebbe di “delegare” la gestione digitale e ammortizzare i costi, ma dovrei investire molto in relazioni pubbliche, partecizione ad eventi, packaging, strumenti di comunicazione che portano le persone ad acquistare il mio vino online, direi almeno 20.000€/anno

    Se non potrei disporre di queste cifre, l’unica mia alternativa sarebbe convincere altri piccoli produttori come me ad aggregarsi.

    Tutte le osservazioni che ho letto sono condivisibili, ma se sei una azienda vitivinicola e vuoi vendere (oggi) devi essere consapevole che ci sono dei costi (ed investimenti) che non possono essere al di sotto di quelli che ho cercato di sintetizzare.

    La Seo, l’ottimizzazione, i contenuti multimediali sono parte di tutto il progetto commerciale, e so benissimo che né Fabio, nè (spero) gli altri pensino che “posizionare i contenuti del proprio sito web in prima pagina per la query più rilevanti” sia lo scopo di un’azienda vitivinicola per vendere il proprio vino, anche se spesso aiuta. E di questo ne ho le prove ;)

    A mio avviso, come suggeriva Gian Piero, serve vedere oltre, e potenziare il famigerato “funnel di vendita”. Infatti, nonostante le vendite spesso NON arrivino direttamente da “singole” ricerche su Google, queste contribuiscono a rafforzare il “funnel di vendita”.

    Chi vuole acquistare vino online “sa” dove andare a cercare e come cercare. E ahimé è duro da ammettere, ma oggi chi vende vino online (che fattura sopra i 50.000€/anno) sono le piattaforme che vendono vino di più produttori.

    E se si guardano i nominativi di quelli che “fatturano” troviamo brand che investono NON solo sul posizionamento organico dei contenuti, ma anche in Paid Media e sì, anche su stampa, tv e radio.

  16. Fabio Italiano

    Ciao Daniele, scusa per il ritardo della mia risposta, ma il tuo commento era finito nello SPAM, e me ne sono accorto soltanto adesso. L’argomento purtroppo è molto ma molto complesso da trattare. Inizio però con il dire che nel 99% dei casi le cantine appena sentono le cifre che hai detto tu scappano. Molte infatti pensano che sia possibile incrementare il fatturato con un semplice sito da poche migliaia di euro in cui c’è magari anche una sezione con l’e-commerce. Invece no, non è sufficiente. Si devono mettere in conto investimenti sia in termini di tempo che di denaro. Facendo bene le cose, e dopo un paio di anni di sacrifici è possibile anche fatturare il 30% dell’intero fatturato aziendale con la sola vendita online. Dipende però dall’impegno che si mette in gioco. In ogni caso la sola sezione e-commerce nel sito non basta nella maggior parte dei casi. E come hai detto tu, utilizzare altre soluzioni, come per esempio i tanti marketplace, e quasi sempre una scelta obbligata. Se io avessi una cantina, la mia strategia online sarebbe a 360°, e non tralascerei nessun canale. Anche perché quello che funziona con la tua azienda non è detto che funzioni anche con la mia. Ovviamente la sola SEO non basta per vendere, ma senza SEO il sito non va proprio da nessuna parte.

    P.S. Per le cantine che non dispongono dei budget indicati da Daniele, state tranquille non è tutto perso, la soluzione c’è anche per voi…la soluzione è il sottoscritto, contattatemi!

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