E-commerce vino: WordPress e Woocommerce e vai sul sicuro

Il settore dell’e-commerce non conosce la crisi. Per dare un’idea, secondo alcuni studi in Italia nel 2014 il mercato e-commerce B2C ha fatto registrare un +17% per un valore di 13,3 miliardi di euro. Non so se questi numeri siano reali, è sempre difficile raccoglierli, ma è comunque evidente a tutti quanto l’e-commerce sia giorno dopo giorno sempre più importante per tantissime attività commerciali, incluso le cantine, anzi soprattutto per le cantine. Il valore del mercato e-commerce italiano rappresenta solo 1/7 di quello UK, 1/5 di quello tedesco e 1/3 di quello francese, in poche parole c’è ancora spazio per crescere, per aggiungere al classico canale di vendita offline, anche quello online.

e-commerce vino

Una occasione unica per le cantine che desiderano superare la crisi economica che attanaglia l’Italia ormai da anni, e che purtroppo, ma spero di sbagliarmi, continuerà ancora per tanto tempo. Soprattutto le tante piccole cantine a conduzione familiare hanno una opportunità unica, quella di colmare il gap che le separa da quelle più grandi, almeno sulla rete. Vendere vino online per una piccola cantina a conduzione familiare può anche significare molto in termini economici. Oggi infatti il problema dell’e-commerce in Italia è fondamentalmente un problema di offerta, e non di domanda, e questo in tutti i settori commerciali, incluso pertanto quello vinicolo. I consumatori di vino che desiderano acquistare online sono sempre di più, in particolare quelli che desiderano comprare direttamente dal produttore. I consumatori di vino che acquistano in rete sono mediamente più informati di quelli che acquistano offline, e sono soprattutto più curiosi, sempre alla costante ricerca di nuove tipologie di vino, nuovi produttori, piccoli gioielli vinicoli poco commercializzati, e via discorrendo. Perché allora non offrire loro questa opportunità?

In questo mio articolo desidero però solo farvi conoscere la piattaforma ideale per vendere vino online, ed evitare almeno, dal punto di vista operativo e tecnico, le brutte sorprese, e soprattutto gli sprechi di denaro, e le perdite di tempo. Se desiderate invece approfondire alcuni aspetti sull’e-commerce vi consiglio di leggere questi due mie articoli precedenti: “La vendita di vino online come opportunità per superare la crisi economica” e “La vendita vini online fatta con successo”.

Aprire un sito e-commerce è facile!

Ebbene sì, aprire un sito e-commerce non è mai stato così facile come al giorno d’oggi. Sia ben chiaro che mi riferisco esclusivamente alla scelta della piattaforma di e-commerce, e alla messa online della stessa. La vendita online dei prodotti, quella vera e propria per intenderci, è tutta un’altra storia, ed è difficile. Insomma, il solo possedere una macchina di F1 non fa di me un campione della categoria! Ritorniamo però al nostro sito di e-commerce, e vediamo come scegliere la soluzione ideale per la vostra bella cantina. Come sicuramente avrete già notato andando online, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Online è possibile trovare decine e decine di soluzioni, tutte molto valide, per mettere su un e-commerce completo e professionale in quattro e quattr’otto.  Sostanzialmente abbiamo due tipologie di e-commerce, entrambe buone. Quella hosted, cioè una piattaforma bella e pronta, gestita da un provider e quindi pronta all’uso, due nomi su tutti Shopify e BigCommerce, a cui pagherete una quota mensile per l’affitto della piattaforma di e-commerce. E’ una soluzione molto diffusa tra piccoli e medi commercianti, perché così sono liberi di concentrarsi solo sulla vendita vera e propria, mentre la gestione tecnica, tipo gli aggiornamenti della piattaforma, i miglioramenti, l’aggiunta di nuove funzionalità, etc. etc. è tutta a carico del provider del servizio.

La seconda soluzione e-commerce possibile è quella self-hosted, che è esattamente l’opposto della prima, in questo caso tutto ma proprio tutto è a carico del commerciante. Questa seconda soluzione, spesso si basa sull’utilizzo di piattaforme di e-commerce open source, quindi gratuite, le più note sono per esempio Magento, Prestashop, o Woocommerce (plugin di WordPress). Questo però non vuol dire che aprire un e-commerce adottando una piattaforma open source costa poco, la piattaforma è gratis, ma tutto il resto è a pagamento. Ma allora qual è la soluzione ideale? Io non starò qui ha spiegarvi tutti i pro e i contro delle due diverse soluzioni, anche perché un giorno non mi basterebbe, ma vi dico subito che la soluzione ideale per voi è quella self-hosted.

WooCommerce - excelling eCommerce

Mi basta un esempio per farvelo capire. Immaginate adesso di essere sfortunati come il sottoscritto, e di essere costretti a lavorare per vivere, e che per lavorare dovete percorrere ogni giorno 50 km. Bene in questo caso avete due possibili scelte, utilizzare i mezzi pubblici (hosted) per raggiungere il vostro posto di lavoro, o comprare un mezzo di trasporto tutto vostro (self-hosted). Adesso pensate a tutti i pro e i contro delle due soluzioni di trasporto, e traetene voi le dovute conclusioni. Più è lontano il vostro posto di lavoro, ovvero la vostra meta e cioè il vostro obiettivo aziendale, più è conveniente la soluzione self-hosted, e non solo per motivi economici. Ma quale piattaforma self-hosted scegliere? Intanto dovete evitare come la peste tutte le piattaforme di e-commerce proprietarie, cioè quelle realizzate su misura per voi dalle web agency, o comunque di proprietà della web agency. Le piattaforme self-hosted proprietarie sono costose, anzi costosissime, e hanno costi che a volte sono proibitivi per le PMI. E poi se un bel giorno la web agency dovesse improvvisamente sparire vi trovereste con un e-commerce “abbandonato”, e al primo problema non ci sarebbe nessuno disposto ad aiutarvi. A quel punto sareste costretti a passare ad una nuova piattaforma, e ricominciare da capo. Al contrario utilizzando una soluzione open source, con alle spalle una comunità di migliaia e migliaia di sviluppatori, trovare qualcuno in grado di risolvere i vostri problemi non sarebbe difficile. In definitiva dovete sempre optare per una soluzione open source!

WordPress e Woocommerce la soluzione ideale

Adesso che sappiamo che la soluzione ideale è quella open source, quale piattaforma di e-commerce dobbiamo scegliere? Su Internet possiamo trovare veramente tantissimi pacchetti di e-commerce open source, Magento, Prestashop, OpenCart, ZenCart, OsCommerce, e molti altri tra cui il mio favorito Woocommerce che è uno dei tanti pluging per WordPress, in grado di mettere su un e-commerce in brevissimo tempo. Come è facile immaginare, ogni soluzione ha sia punti di forza che di debolezza. Spesso sono tutti prodotti molto validi, ma voi per la vostra bella cantina dovete scegliere la soluzione migliore, quella in grado di aggiungere valore alla vostra già bella attività commerciale. Una soluzione che allo stesso tempo sia facile da usare, flessibile, e soprattutto potente. Questa soluzione è l’accoppiata vincente WordPress e Woocommerce.

Wordpress e Woocommerce

Ma vediamo brevemente perché. WordPress è il content management systems (CMS) più utilizzato al mondo, e sono già milioni e milioni i siti web che ne fanno uso. WordPress è il content management systems più completo oggi presente sul mercato, già di suo pieno di funzionalità, e in grado di creare qualsiasi tipo di sito web, e non solo e-commerce. Nato alcuni anni fa come piattaforma di blogging, WordPress si è evoluto in un potente CMS in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi azienda, dalle più piccole alle più grandi. Un altro aspetto per preferire WordPress ad altri CMS, è quello di essere stato costruito e ottimizzato per la SEO. I contenuti di un sito web, e il posizionamento nei motori di ricerca sono di fondamentale importanza per il successo online (e non solo online) di una azienda. Tutti voi sicuramente conoscete Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo (almeno per il momento), bene, WordPress è l’Usain Bolt dei CMS per quanto riguarda l’aspetto SEO, e vi assicuro che basta questo per sceglierlo come piattaforma di content management systems per la gestione dei contenuti del vostro bel sito web. Anche per il plugin Woocommerce, necessario per aggiungere le funzionalità di e-commerce a WordPress, le motivazioni sono le medesime, esattamente le stesse. In breve WordPress e Woocommerce sono il maschio e la femmina della stessa specie!

Costo di un sito e-commerce

Passiamo adesso ad uno degli aspetti più importanti di un sito di e-commerce, il suo costo. Al giorno d’oggi, mettere sù un sito di e-commerce completo di tutte le funzionalità più comuni che, ritroviamo in qualsiasi negozio online, costa veramente pochissimo. Possono bastare anche poche centinaia di euro. WordPress e Woocommerce sono gratuiti, basta andare quindi su Themeforest, scegliere e acquistare un modello di sito web professionale adatto ovviamente a WordPress e Woocommerce, circa 50 euro, trovare un ragazzino che sappia installare il tutto e il gioco è fatto. Ma siccome, e di questo sono sicuro, siete degli imprenditori seri e professionali, non vi rivolgerete al pinco pallino e smanettone di turno, cioè al nipote studente di informatica, al vicino di casa con la fissa della tecnologia, al vostro cantiniere tuttofare, solo perché vi hanno raccontato che lo possono fare loro per voi, così vi faranno risparmiare, non è vero? Bene, in questo caso allora vi costerà sicuramente di più.

Grossomodo, per una cantina che ha poche etichette, ci vuole circa una settimana per mettere online l’e-commerce, tutto perfettamente funzionante, configurato nei minimi particolari, con i contenuti ottimizzati, e tutto il resto. In definitiva, se trovate un professionista serio a basso costo, dovete mettere in preventivo qualcosa come 1.500 euro. Vi sembrano troppi? Assolutamente no, è il minimo. Basta pensare che, di questa somma lo stato, socio di maggioranza del professionista che vi farà il lavoro, si beccherà più o meno la metà, quindi al professionista rimarranno diciamo circa 100 euro “puliti” per ogni giorno di lavoro fatto. Comunque, anche in questo caso, come potete vedere, avere un e-commerce sul sito web della propria cantina non costa poi tanto. E’ economicamente fattibile anche in un periodo di crisi come questo. Ovviamente, avere l’e-shop sul proprio sito web non significa che, vedere il vino online è facile, anzi vendere online è veramente difficile, vino o non vino, soprattutto non è possibile senza la programmazione di ulteriori investimenti di tempo e denaro.

Woocommerce versus

14 comments

  1. Oscae

    Tutto molto bello! Ma quante bottiglie deve vendere online una cantina per mantenere un sito e-commerce?! Quante cantine hanno risorse economiche e risorse umane per gestire un sito?

  2. Fabio Italiano

    Ciao Oscar, spero che la tua sia semplicemente la domanda di una persona curiosa, e non di un produttore di vino che vuole vendere tutto il suo vino, e non solo produrlo e tenerlo in cantina. Se la metti su questo piano, allora, neppure partecipare ogni anno al Vinitaly conviene. Sai quanto costa partecipare al Vinitaly? Diverse migliaia di euro, anche se partecipi assieme a tante altre piccole realtà produttive all’interno di un consorzio. Una cantina che partecipa al Vinitaly è spende 4.000 euro (mi mantengo basso) quanto vino deve vendere per recuperarli? Tu pensi che il solo partecipare al Vinitaly, o a una qualsiasi fiera, sia sufficiente per vendere? Credimi la maggior parte delle cantine tornano a casa deluse, per lo scarso ritorno economico. Sai quante cantine ho sentito raccontare storie del tipo – “ho partecipato a quell’incontro organizzato da XYZ in cui erano presenti diversi buyers stranieri e non ho venduto nulla, ho buttato 1.500/2.000 per partecipare, e niente!”. Un errore comune che tanti imprenditori, anche vinicoli, commettono, è proprio quello di aspettarsi un ritorno economico immediato, ma sbagliano. Io, al posto loro mi farei tantissime domande. Perché non ho venduto nulla? Dove ho sbagliato? Che cosa hanno i miei prodotti che non vanno? L’evento è stato organizzato bene? E’ dipeso da me, o da fattori esterni? Etc. etc. etc.

    Al giorno d’oggi tutto è difficile, la concorrenza è troppa, e i margini sono ridotti. Quando, in un paese, in un mercato, l’economia corre, il PIL vola, vendere e fare fatturato è facilissimo, anche per i cretini, e per quelli che producono prodotti scadenti, perché la domanda è molto ma molto superiore all’offerta. Ma oggi non è così! Vendere online è un dovere per le cantine, sono obbligate, se non ora, in un prossimo futuro sicuramente. Acquisire un nuovo cliente online con un e-commerce può costare davvero un mucchio di soldi. Acquisire un nuovo cliente per una cantina può tranquillamente costare anche più di 100 euro. E’ chiaro che con il primo ordine probabilmente non recupererai quell’investimento, ma sei i tuoi prodotti sono buoni, il prezzo è corretto, il servizio è ottimo, allora quel nuovo cliente molto probabilmente tornerà ad acquistare nuovamente nel tuo e-commerce, ne parlerà ad altri che acquisteranno a loro volta, magari se non abita troppo lontano qualche volta visiterà la cantina in una giornata di svago, etc. etc. La vendita online non è più facile della vendita offline, è semplicemente un’altro canale di vendita e come tale va preso in considerazione. La vendita online è tra noi e ci rimarrà per sempre. La vendita online è il futuro per l’Italia, in altre nazioni ti assicuro che è il presenta. Ma poi riflettici su, se le vendite online crescono ogni anno, in termini di fatturato, vuol dire che quelle offline decrescono, sicuramente in Italia dove il PIL è praticamente sotto zero :-)

    Prima o poi tutte le cantine dovranno investire anche sulla vendita online se vogliono sopravvivere, soprattutto le piccole, quelle a conduzione familiare. E credimi conviene iniziare ora, quando sono poche quelle che lo fanno già (tra l’altro anche male), perché poi sarà anche più difficile. In questo modo tra qualche anno, quando anche tutte le altre saranno costrette a “camminare” chi ha investito prima sull’e-commerce “correrà”. Prima di salutarti, tre semplici regole che funzionano quasi sempre: essere i primi a fare qualcosa; essere i migliori a fare qualcosa; e prendere i rischi che altri non si prendono!

  3. Oscar

    Spesso le cantine non hanno neanche un sito aggiornato e decente. L’ecomerce non è un po troppo!
    “Provocazione”

    Sinceramente credo che molti produttori non sono pronti per realizzare e per getistire un sito e-commerce. Per questo ritengo che affidare la vendita ad un sito specilizzato nella vendita di vini online è una soluzione valida.

    Se ero un produttore di vino, avrei realizzato un sito esteticamente carino e sempre aggiornato. Successiavamente avrei contattato uno dei numersi siti specializzati nella vendita di vino online e avrei provato a stringere una collaborazione per mettere le mie bottiglie in vendita in rete.

    Un passo alla volta…

    “…il meccanico ha da fa il meccanico,lo stagni ha da fa stagnì,voi imparà il cazzo a piscià?” dalle mie parti si dice cosi.

    Ti spiego.
    Secondo me il produttore deve limitarsi a fare un vino buono. I piccoli produttori affidano la vendita dei loro prodotti a rappresentanti esterni e questo trend è una soluzione valida anche sul web.

    E’ ovvio, che la selta dei rappresentati e dei partners online è molto importante.

    Sono sicuro che su molte cose la pensiamo ugualemente. Ma, vedi, il web ci sta limitando.

  4. Fabio Italiano

    Hai perfettamente ragione Oscar, la maggior parte delle cantine hanno siti web indecenti e non aggiornati. Inoltre, parecchie cantine che hanno recentemente rifatto il sito web, credono di aver un sito web ben fatto, ma invece non è molto migliore di quello vecchio. Ricordo che circa un anno fa contattai una cantina per proporgli un nuovo sito web, dall’aspetto professionale, migliore di quello che avevano già. Il titolare mi rispose piccato, e arrabbiatissimo dicendomi che il sito che avevano era nuovo, meno di un anno di vita, e che io ero un maleducato e che non ne capivo nulla. Credimi quel sito aveva un aspetto antiquato, che tranquillamente, anche chi non ne capisce nulla, gli dai almeno 15 anni :-) Questo per dire che le cantine, quando si tratta di web, dovrebbero iniziare a farsi consigliare e a collaborare con persone serie e preparate. So benissimo che costa di più, ma almeno non si buttano i soldi.

    E’ vero anche quello che dici tu, i produttori di vino, specialmente quelli più piccoli, non sono pronti, e spesso neppure in grado di gestire un buon sito web, e il relativo e-commerce. Ma è anche vero che sono in ritardo, molto in ritardo. Se vai sui siti web delle cantine made in USA noterai che quasi tutte, per non dire tutte, hanno un e-commerce nel loro sito web. Sono forse più intelligenti degli italiani? Non credo proprio! Le cantine, anche quelle molto piccole, devono capire che ormai è giunto il momento di abbracciare la rete, e sfruttare tutte, e dico tutte, le opportunità che offre alle cantine per vendere vino.

    Non solo vendendolo per esempio con il proprio sito web, ma anche sfruttando altri canali, come quello della vendita online di terze persone, eBay, marketplace dedicati al vino, siti web per il trade, siti web per le vendite flash, siti web che vendono abbonamenti di vini, etc. etc, e questo perché non tutti quelli che acquistano il vino passano dallo stesso sito web, o utilizzano lo stesso identico canale per acquistare vino. Le cantine devono imparare ad evolversi, e ciò significa devono imparare ad usare la rete, non dico che devono diventare dei super esperti, ma devono imparare le basi, ma bene.

  5. Oscar

    La mia è semplicemente curiosità.. Sono affascinato dal binomio che esiste tra vino e web (più in generale tra web e made in italy).

    La penso come lei su molte cose.. Per questo torno spesso sul suo sito..

    Continuerò a seguire il blog e mi fa piacere confrontare le mie idee con lei.. (che sicuramente è più informato fine)

    Oscar

  6. Egidio imbrogno

    Ciao,

    Quoto il commento di Oscar: “Spesso le cantine non hanno neanche un sito aggiornato e decente. L’ecomerce non è un po troppo!”. Assolutamente vero ma ritengo che la risposta sia proprio: No, non è troppo se si vuole vendere e fare la differenza online. Aggiungerei anche, che è quasi una soluzione obbligatoria se si intende differenziarsi dalla massa e impostare una valida strategia per vendere e generare reale valore online.

  7. Fabio Italiano

    Ciao Egidio, sono completamente d’accordo con te. Ormai la strada è stata tracciata, prestissimo tutte le cantine, anche quelle piccoline avranno un sezione con l’e-commerce. Più il mercato diventerà competitivo, anche online, più dovranno far ricorso alla vendita online. Certo ci saranno sempre quei 4 gatti che si rifiuteranno di averlo, ma saranno solo 4 poverini, che per darsi un po’ di arie decideranno di non puntare sulla vendita online.

  8. Tommy Marassi

    Buon giorno,da vecchio venditore nel settore Horeca,vorrei esprimere un mio modesto parere. Non credo affatto che un tesoro chiamato VINO possa essere venduto così facilmente via etere…le sensazioni,le emozioni,i momenti che regalano un buon bicchier di vino…tutte cose che si possono comunicare a pelle…di persona,con entusiasmo,con il cuore…ma con internet,a mio modesto parere,tutto ciò non accade,si rischia di vendere l’etichetta,mai l’anima…

  9. Fabio Italiano

    Salve Tommy, sei liberissimo di esprimere il tuo parere, ma ti assicuro che il vino come prodotto si presta benissimo ad essere venduto online. Anch’io sono nato e cresciuto nel mondo del vino, e fino a circa una quindicina di anni fa ci vedevo nel vino la stessa poesia che ci vedi tu. Dopo qualcosa è cambiato dentro di me, e oggi ti posso tranquillamente dire che non me ne importa nulla di tutta la storia che c’è dietro ad una bottiglia di vino. Del vino mi interessa solo che sia buono quel tanto che basta per trascorrere una piacevole serata insieme a familiari o amici, tutto il resto è fuffa. Al mondo esistono tantissime persone che come me amano bere il vino, e che comprano il vino online per scoprire e provare nuovi vini mai provati prima, il tutto per pura semplice curiosità :-) Il mondo comunque andrà avanti è sempre più vino verrà venduto online, la strada è già stata tracciata.

  10. Piero Rasicci

    Ciao Fabio,
    ho letto molti dei tuoi articoli: sono molto interessanti e sicuramente prenderò spuno per migliorare la nostra presenza su internet, che attualmente è abbastanza scadente.
    Volevo però farti presente un mio dubbio sull’e-commerce: in sostanza penso sia davvero difficile che qualcuno acquisti online un vino di un’azienda poco conosciuta senza averlo assaggiato prima. E se questo qualcuno già conosce il prodotto non vedo la necessità di avere un’e-commerce dal momento che si potrà fare un ordine diretto all’azienda.
    Dimmi se sbaglio

    Piero

  11. Fabio Italiano

    Ciao Piero, non conosco la tua cantina, ho provato a cercarla online, ma ho trovato solo una cantina che porta il tuo cognome, e non sono stato in grado di associarla a te, quindi non voglio dare alcun giudizio sul sito web trovato. Per quanto riguarda i tuoi dubbi sull’e-commerce posso solo dirti che hai tutte le ragioni di questo mondo ad avere dubbi, ma che sbagli. Devi pensare a tutte le attività di una cantina, dalla coltivazione delle uve alla vendita delle bottiglie di vino, come ad una catena. Pensa per semplicità alla presenza online come ad un anello della catena. Bene, in una catena basta avere un solo anello debole per rendere tutta la catena nella sua interezza debole. La comunicazione nel vino poi è anche importante per le vendite, ed oggi la maggior parte della comunicazione passa proprio per la rete. Non solo, ma sulla rete puoi anche vedere, non voglio dire che sia facile, ma è possibile vendere. Quindi fai bene a pensare di migliorare la tua presenza online.

    Tu credi che sia davvero difficile che qualcuno possa acquistare online del vino da un’azienda poco conosciuta senza averlo assaggiato, ma sei proprio sicuro? Perché quando tu vai al ristorante acquisti solo vini che hai già avuto occasione di bere? Non prendi mai qualcosa che non conosci? Pensi che le persone che acquistano il vino in enoteca o al supermercato acquistano sempre e solo vini che conoscono? Non credo proprio. Tantissime persone acquistano giornalmente vini che non conoscono. Il vino è un prodotto particolare, che si presta benissimo ad essere scoperto. Poi se un vino non piace la volta successiva ovviamente non lo si acquista più, ma questo è tutto un altro discorso. Tu adesso mi dirai, ma in enoteca e al ristorante c’è il tizio che consiglia questo o quel vino. Vero. Online c’è invece il sito web che svolge la stessa identica mansione. Il sito web ti fa conoscere un marchio e ti consiglia i suoi prodotti. Ma per vendere online il sito web deve essere ben fatto e deve avere traffico.

    Potrei stare ora a parlare sui pro e i contro di un e-commerce, ma mi limito ad una sola affermazione. Ogni cantina deve capire che bisogna creare un circolo virtuoso attorno all’e-commerce. Inizialmente tutti gli e-commerce di qualsiasi tipo vendono poco, ma con il passare del tempo se lavorano bene, e i prodotti sono buoni le vendite cresceranno. Per rimanere nell’ambito delle cantine vediamo di capire come funziona il famoso circolo virtuoso. La cantina mette su un bel sito web con una sezione di e-commerce, dopo un po’ di tempo arriva il primo ordine, la cantina spedisce velocemente il vino, fa passare qualche giorno, e invia una mail al cliente per sincerarsi che tutto sia arrivato in buone condizioni e per chiedere se il vino era di suo gradimento. Contemporaneamente ricorda al cliente che, se lo desidera, può anche recensire il vino acquistato sul sito web, e che la recensione da diritto ad uno sconto X per un successivo acquisto. All’aumentare del numero di recensioni aumenteranno anche gli ordini, tutto questo perché la gente che visita il sito web si sentirà rassicurata dai giudizi lasciati da altre persone che hanno acquistato i vini. Questo è il circolo virtuoso che vogliamo.

    Nel circolo virtuoso gioca un ruolo importantissimo anche il lavoro fatto offline. Mi spiego meglio. Spesso le aziende vinicole fanno la vendita diretta in cantina. Ma le cantine che non possiedono un bel sito con una bella sezione di e-commerce difficilmente riusciranno a fidelizzare i clienti che acquistano direttamente in cantina. Quelli che abitano vicino probabilmente sì, ma quelli che abitano lontano sono quasi sempre clienti persi, perché difficilmente dopo un tot di tempo telefoneranno/scriveranno per fare un nuovo ordine di vino. Alla gente piace bere sempre vini diversi di cantine diverse. Al contrario con un e-commerce ben rodato, ai visitatori che acquistano in cantina si dà un bel coupon di sconto, dicendogli, ecco con questo coupon se vuoi puoi ordinare tranquillamente online, e con il primo ordine avrai diritto al 15% di sconto. Se i clienti sono rimasti contenti dei vini acquistati in cantina probabilmente una piccola parte di essi utilizzerà il coupon per fare ancora un acquisto online, e tu produttore avrai adesso anche i loro dati e soprattutto la loro email per comunicazioni commerciali future, cose che difficilmente avresti con la sola vendita diretta in cantina. E inizia così nuovamente il circolo virtuoso, arrivano nuove recensioni, la gente ne parla bene, ed altri visitano il sito e fanno acquisti. Come ben avrai capito, la cantina non si fermerà li, ma continuerà a lavorare offline per portare il maggior numero di clienti o potenziali tali online. Pensa a tutte le volte che si organizzano degustazioni nelle enoteche, nei ristoranti, nei wine bar, o quando si va alle fiere, e via discorrendo. E cosa dire poi di tutte quelle cantine che hanno l’agriturismo o il ristorante? Riepilogando il trucco è quello di raggiungere il maggior numero di persone possibili (online e offline), farli acquistare online, fare di tutto per avere le loro recensioni positive. Da un certo momento in poi la crescita sarà esponenziale.

    Tutto questo per conquistare le persone che non conoscono l’azienda e i prodotti, e per le persone che la conoscono? Tu ti chiedi, che senso ha avere l’e-commerce per loro? Se ti chiami Angelo Gaja, probabilmente hai ragione tu, ma per ogni Angelo Gaja ci sono 1.000 cantine che non lo sono, e quindi hanno per forza di cose bisogno del sito con l’e-commerce se vogliono vendere ai quattro angoli della terra. Più sei piccola e poco conosciuta, più hai bisogno di un bel sito web con e-commerce. Ricordati Piero che fare un buon prodotto non basta per vederlo, altrimenti sarebbe troppo facile, basterebbe solo fare un buon prodotto e fregarsene di tutto il resto.

    Adesso ti saluto, ma se in futuro dovessi aver bisogno di qualcuno per migliorare la presenza online della tua cantina contattami, possiamo fare anche una bella chiacchierata su Skype, non costa nulla :-)

  12. Gabriele Galli

    Buongiorno Fabio,
    data la tua competenza e professionalità vorrei un tuo giudizio per quanto riguarda gli ecommerce “esterni” come vengono chiamati, gli shop che vendono prodotti di più cantine.
    In un futuro subiranno molto la concorrenza della vendita diretta delle cantine (anche se tra molti anni), o potranno sempre essere protagonisti?
    buona giornata

  13. Fabio Italiano

    Ciao Gabriele, rispondere alla tua domanda è facile. Nell’immediato futuro spunteranno sicuramente tantissimi marketplace (e-commerce esterni come li chiami tu) dedicati alla vendita del vino, perché le cantine da sole (parlo per la maggior parte di esse) non riusciranno mai a realizzare fatturati importanti con la sola vendita online sul proprio sito web. Il successo di un e-commerce dipende dal suo traffico web, ma la maggior parte delle cantine hanno un traffico web ridicolo. Anche perché le cantine non investono nulla ne pubblicità ne tanto meno in SEO. Se escludiamo le cantine più grandi, tutte le altre hanno mediamente una cinquantina di visitatori al giorno. Troppo poco per le vendite online. Tuttavia la strada è tracciata, tra pochissimi anni almeno il 90% delle cantine avrà una sezione e-commerce, e se vorrà fare le cose seriamente dovrà per forza di cose investire in pubblicità, in SEO, ed essere presente in un buon numero di marketplace. Il 95% dei normali e-commerce non guadagnano nulla, possono considerarsi falliti già il primo giorno della loro messa online. E le cantine non fanno, e non faranno eccezione. I marketplace invece offrono loro molta ma molta più visibilità, senza contare poi i diversi servi extra che posso offrire alle cantine. Spero di esserti stato di aiuto, e continua a seguirmi.

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