Come vendere vino all’estero

Ho deciso di scrivere questo articolo perché da un paio di anni a questa parte non passa settimana senza che qualcuno mi chieda come vendere vino all’estero. Piccoli produttori di vino, ma anche persone comuni che intendono vendere vino all’estero per superare la crisi economica incalzante. Quasi tutti mi scrivono per email, e vogliono la risposta per email, e visto che io rispondo proprio a tutti, la cosa sta diventando un tantino insostenibile per il sottoscritto rispondere a tutte le email, quindi ho deciso di scrivere questo articolo con lo scopo di ottimizzare il mio tempo libero, e non solo quello. Magari così facendo evito qualche email.

Per semplicità mi metto nei panni di una cantina piccola o medio-piccola. Quello che mi viene chiesto, nelle tante email che ricevo, è possibile sintetizzarlo praticamente in una frase semplice semplice. Come faccio a vendere vino all’estero praticamente senza spendere soldi? Infatti, un problema comune a tutti è proprio la mancanza, o quasi, di un budget tale per riuscire a vendere con successo il proprio vino al di fuori dei confini nazionali. E’ ovvio, e lampante a tutti che, non si può conquistare la fiducia di un importatore di vino senza spendere un euro, un investimento in termini di tempo e soprattutto denaro lo dovete mettere in conto. Anche perché non è per nulla facile convincere un importatore a vendere anche i tuoi di vini. Avete idea, cari produttori, di quante email ricevono i buyers degli importatori di vino più grandi? Anche 5/10 email al giorno! E le richieste arrivano da tutti i paesi vinicoli del mondo. Purtroppo, come produttori di vino siete in un mercato altamente competitivo, probabilmente con una sovrapproduzione di prodotto, e in un periodo per giunta non propriamente felice dal punto di vista economico. In breve, la domanda è poca e l’offerta è tanta, e per conquistare la fiducia degli importatori bisogna fare i salti mortali.

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Come creare un contest di successo per il Vinitaly

Ormai il prossimo vinitaly è alle porte, mancano appena 3 settimane, ma ritengo che ci sia ancora tempo sufficiente per preparare un piccolo contest per l’evento. Vinitaly è la manifestazione di riferimento del settore vinicolo, oltre 150 mila visitatori provenienti da circa 120 Paesi. Quattro giorni di grandi eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all’incontro delle cantine espositrici con gli operatori del settore, ma anche con tantissimi semplici consumatori e appassionati di vino. Infatti, anche se il Vinitaly è una fiera professionale, tanti visitatori sono semplici consumatori e appassionati di vino, perché il vino, diciamoci la verità, è uno di quei prodotti che è spesso presente nei momenti più belli della nostra quotidianità, e quindi è del tutto normale che tantissimi visitatori non siano operatori del settore.

Quando una cantina partecipa ad una fiera importante come quella del Vinitaly nulla è più deprimente dal vedere il proprio stand vuoto o poco frequentato, soprattutto quando quelli dei nostri vicini sono stracolmi di visitatori. Ovviamente, sono soprattutto le piccole cantine a soffrire parecchio di questo problema, i grandi marchi hanno sempre gli stand stracolmi di gente, perché sono più preparati e abituati a gestire gli eventi importanti come il Vinitaly. Al contrario le piccole cantine, e i marchi meno conosciuti hanno serie difficoltà a riempire il loro stand con continuità, e quindi durante l’arco della giornata ci possono essere spesso momenti in cui non ci sono visitatori nello stando, o comunque, se ci sono, sono veramente pochi. Allora perché non provare a riempire lo stand con un contest, ovvero con un concorso a premi? Perché non invogliare i semplici visitatori a fermarsi allo stand per conoscere il vostro marchio e i vostri prodotti?

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La guida definitiva (o quasi) per vendere vino all’estero

In questi ultimi tempi sempre più persone mi hanno contattato per avere informazioni riguardo la vendita di vino all’estero. Vendere vino all’estero non è facile (lo stesso vale anche per le birre e gli alcolici). Vendere vino e bevande alcoliche all’estero ha aspetti legali, fiscali e doganali tali da far passare la voglia di lavorare anche ai più intraprendenti. La burocrazia è una vera e propria palla al piede per la vera e libera circolazione dei vini in Europa e non solo. Tanti produttori di vino, i più piccoli in particolare, vorrebbero poter vendere i loro vini direttamente ai consumatori finali sparsi in Europa, ma non è facile. La normativa europea sulle accise obbliga chi vende vino e prodotti alcolici da uno stato all’altro dell’Unione Europea ad emettere un documento chiamato DAA, anche per tutti quei Paesi che hanno una aliquota accisa pari a zero per il vino tipo la Germania, che per i produttori vinicoli italiani sarebbe un bel mercato. Insomma un vero problema che spesso spinge i piccoli produttori vinicoli a rinunciare alla vendita diretta. Per tutti coloro che desiderano saperne di più a riguardo consiglio di leggere la guida per vendere vino e bevande alcoliche in Italia e all’estero che ho trovato online, e che per semplicità potete scaricare da questo sito stesso. E’ una guida, nata dalla volontà delle Camere di commercio piemontesi, utile per capire tutti gli aspetti legali, fiscali e doganali legati alla vendita di vino e bevande alcoliche in Italia e all’estero. Insomma una guida tutta da consultare utile ai produttori per non andare allo sbaraglio. Io l’ho trovata utile e quindi ve la consiglio.

Copertina guida su come vendere vino

A conclusione di questo brevissimo post, vorrei spendere solo poche righe per un piccolo avvertimento indirizzato ai produttori vinicoli. Noto con piacere che diversi produttori vinicoli negli ultimi mesi si sono dotati di siti web con l’e-commerce, nella speranza di vendere i loro prodotti anche su Internet, sfruttando così le tante opportunità che la rete offre loro per fare fatturato. Bene, la vendita di vino online offre una ottima opportunità per superare l’attuale crisi economica, vi do pero’ subito una piccola dritta. Il 97% dei siti di e-commerce non genera profitti nei primi 3 anni di vita. Di questi ben il 95% può considerarsi fallito già dopo il primo anno di vita. Deprimente vero?  Tranquilli eccovi la mia dritta. Un sito web con l’e-commerce per avere successo e generare profitti deve essere parecchio trafficato, il mio consiglio pertanto è quello di investire un bel po’ dei vostri soldini in promozione, quindi in pubblicità. Dopo, se il vostro sito web è ben fatto, i vostri prodotti di qualità, e i vostri prezzi competitivi, se son rose fioriranno, se son spine pungeranno. Purtroppo senza traffico difficilmente un sito web con l’e-commerce avrà successo. Certo qualche ordine potrebbe sempre arrivare, da qualche amico o cliente di vecchia data, ma non più di tanto. Il risultato sarebbe la delusione totale, e la convinzione che Internet, e l’e-commerce in particolare non funziona. Niente di più sbagliato! Per avere successo bisogna investire e rischiare, altrimenti sarebbe troppo facile, no?!

Etichette vino: design, normativa, e spunti per la realizzazione

Le etichette del vino sono forse lo strumento più importante in termini di marketing per le cantine. Le etichetta del vino sono infatti il primo contatto del consumatore con il prodotto, e giocano un ruolo importantissimo per la vendita iniziale, ed è per questo motivo che in fase di realizzazione bisognerebbe prestare la massima attenzione praticamente a tutto processo di creazione, dalle prime idee grafiche fino alla stampa finale. Ho già scritto in passato sul ruolo delle etichette nel marketing del vino e sulla loro importanza, quindi non mi ripeterò, ma se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere i due articoli . Quello che farò invece in questo mio brevissimo articolo sarà quello di segnalarvi alcune risorse che potrebbero tornarvi utili per la realizzazione delle vostre etichette.

Etichette Vino Design

La fase creativa delle etichette di vino è una fase particolarmente lunga e faticosa, ma se fatta bene può portare a dei risultati gratificanti per tutte le parti. Non solo per le agenzie grafiche, che possono ottenere dei riconoscimenti per il loro lavoro, ma anche per i produttori di vino, che possono avere risultati positivi sulle vendite. Il mio consiglio pertanto è quello di non partire in “quarta”, ma di prendersi tutto il tempo necessario per decidere come deve essere l’etichetta e cosa deve trasmettere al consumatore. Su Internet è possibile trovare migliaia e migliaia di etichette di altissima qualità grafica che potete studiare e utilizzare come spunti per le vostre nuove etichette da vino. Per esempio, basta andare su Google e fare una ricerca per immagini. Cercate “etichette vino design” (potente anche cercare semplicemente “etichette vino“, oppure “wine label design“, o provare la stessa ricerca anche in altre lingue magari in francese, insomma fate di prove), selezionate immagini, e in strumenti di ricerca selezionate come dimensioni medie, ma se desiderate vedere anche i particolari grafici delle etichette vi suggerisco di selezionare l’opzione grandi.

Risultati Google etichette vino design

Se i risultati proposti da Google non vi bastano, allora è il momento di spostarsi su Pinterest, ebbene sì, questo social network rappresenta anch’esso una fonte di spunti per tutti coloro che sono impegnati nella realizzazione di nuove etichette da vino. Su Pinterest troverete sicuramente le stesse etichette trovate su Google ma ordinate in maniera diversa, la cosa bella è, almeno secondo il mio modesto parere, la presenza dei numeri di repins e likes, che mostrano quali etichette piacciono di più alle persone. Che cosa volete di più dalla vita?

Etichette vino su Pinterest

Etichette Vino Normativa

Come è facile intuire anche le etichette da vino devono sottostare ad una normativa che ne regola alcuni aspetti. Non è possibile infatti scrivere su una etichetta da vino quello che si vuole. Ci sono delle informazioni che sono obbligatorie e devono essere ben visibili, ed altre che sono del tutto facoltative. Basti pensare che il produttore può andare incontro a sanzioni anche pesanti qualora gli enti preposti al controllo dovessero trovare delle irregolarità sulle etichette. Il mio consiglio pertanto è quello di non rivolgersi alla stamperia dietro casa, ma rivolgersi ad agenzie grafiche esperte e che conoscono la normativa sulle etichette da vino.

Per tutti coloro che desiderano informarsi seriamente sulla normativa vigente in fatto di etichettatura, consiglio il manuale “Questione di etichetta”, scritto da Michele Fino, docente  di diritto europeo all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “Questione di etichetta ” non è la solita guida alle norme sull’etichettatura dei vini ma molto di più, e vi consiglio di comprarla per comprendere veramente non solo la normativa, ma anche la logica che sta dietro le varie direttive, spesso volute proprio dalle organizzazioni della filiera vitivinicola a propria tutela. Insomma il libro è utile alle cantine, ma anche a coloro che le etichette li realizzano. Il libro potete comprarlo sia in forma cartacea che digitale sul sito web www.millevigne.it. Vi assicuro che i soldi spesi li vale proprio tutti.

Questione di etichetta - Guida alla normativa

Palmento Santospirito e la pubblicità quasi inutile

Palmento Santospirito, per chi non la conoscesse ancora, è una giovanissima realtà vinicola dell’Etna, fondata da Mimmo Costanzo, noto imprenditore dell’edilizia e delle energie rinnovabili catanese. Mimmo Costanzo, come tanti altri imprenditori prima di lui, ha voluto far diventare realtà un sogno, e cioè quello di produrre vino in una delle località vinicole più interessanti del panorama vitivinicolo italiano, l’Etna. Il progetto è sicuramente interessante, e come tutti i progetti nati dal cuore merita il rispetto di tutti noi.

Di questa azienda avevo sentito parlare circa un anno fa, poco per la verità, e comunque l’avevo quasi subito dimenticata. Fino a qualche settimana fa però, quando cominciai a notare una loro pubblicità su uno dei settimanali italiani più diffusi a livello nazionale, Panorama o L’Espresso, uno dei due comunque, in questo momento non ricordo, e non ho il tempo per controllare. Quello che fece scattare la mia curiosità fu il fatto di non vedere alcun riferimento nella pagina pubblicitaria. Nessun indirizzo, nessun numero di telefono, nessun sito web, nessuna e-mail , insomma niente di niente. Ma come è possibile? Si spendono sicuramente migliaia di euro e si dimentica l’ABC? Questa pubblicità così come è stata fatta è una pubblicità quasi inutile. Dico quasi inutile perché almeno io l’ho notata… e adesso anche voi che leggete :-)

Ora qualcuno potrebbe anche obiettare a riguardo, e dirmi, ma cosa te ne frega a te? Dopotutto sono soldi loro? Vero, ma la pubblicità di Palmento Santospirito mi ha dato l’occasione per parlare nuovamente di pubblicità, e con un esempio a dir poco negativo. Insomma per me è solo uno spunto per scrivere qualcosa, e nulla più. Quindi nulla di personale verso la cantina Palmento Santospirito. E siccome chi mi conosce sa benissimo poi che sono molto favorevole agli investimenti pubblicitari nel settore dei vini, perché non parlarne? E ne parlo anche sapendo che molte cantine e i loro titolari vedono la pubblicità come il male assoluto. Ovviamente sbagliando, perché la pubblicità al giorno d’oggi è molto ma molto più importante che 20 anni fa. I consumatori di vino oggi sono molto più propensi a cambiare marchio per provare nuovi prodotti, nuovi territori, nuove sensazioni. In poche parole oggi sono meno fedeli al marchio che in passato. In questo mio piccolo blog ho parlato molte volte di pubblicità online e offline, mettendo in evidenza i pro e i contro. Quando si fa ricorso alla pubblicità (online e/o offline) per far conoscere il proprio marchio o per mantenere alta la sua visibilità nel mercato di riferimento non bisognerebbe dimenticare l’ABC dell’advertising, ovvero quello di indicare i riferimenti per un eventuale contatto. Oggigiorno per esempio non manca mai l’indirizzo del sito web del marchio reclamizzato, anzi vi dirò di più, trovate spesso anche un codice qr per aggiungere e raggiungere ulteriori contenuti, oppure i riferimenti agli account sui vari social networks, fateci caso. Visto poi il periodo di crisi economica che si sta attraversando sarebbe meglio spendere i propri soldi senza buttarli al vento. La cosa strana, nel caso della pubblicità di Palmento Santospirito, è proprio la mancanza di un qualsivoglia riferimento. Anche cercando su Internet non si trova quasi nulla. E’ vero che hanno un dominio già registrato, www.palmentosantospirito.com, ma niente di più, almeno no nel momento in cui scrivo. Non sarebbe stato più opportuno per loro fare prima un bel sito web e poi una bella pubblicità?

Per le cantine che intendono investire un po’ del loro budget sulla pubblicità sconsiglio quasi sempre di farlo con la pubblicità offline. Quindi niente carta stampata, neppure quella di settore, ovviamente solo se disponete di un budget ridotto, altrimenti potete farlo tranquillamente. Perché? Semplice, perché con la pubblicità offline è difficile misurare i risultati della campagna pubblicitaria stessa, anche pianificando tutte le cose bene. E poiché ogni volta che si fa un investimento pubblicitario bisognerebbe fissare anche gli obiettivi, verificare i risultati, e controllare infine il ROI, e cioè il ritorno sull’investimento, sconsiglio praticamente a tutti d’improvvisare. Ogni campagna pubblicitaria deve essere pianificata per bene se si desidera conseguire dei risultati, e i risultati devono essere misurabili quanto il più possibile.

Riepilogando se state per investire un certa somma su una campagna pubblicitaria (state facendo benissimo!) puntate prima su quelle online, perché facilmente misurabili, e solo dopo (se avete soldi da buttare) su quelle offline perché difficili da misurare… ah, e non dimenticate i riferimenti.

Pubblicita Palmento Santospirito

 

Aggiornamento sulla comunicazione della Cantina Palmento Santo Spirito

A distanza di oltre un anno dalla pubblicazione di questo mio articolo ho notato con piacere che la comunicazione della cantina Palmento Santo Spirito si è evoluta, in meglio ovviamente. La pubblicità sulla carta stampata non presenta più le lacune viste prima, e anche la presenza online ha fatto un passo avanti con la messa online del sito web aziendale www.palmentosantospirito.com. Complimenti!

Palmento Santospirito reclame

Palmento Santospirito reclame

Sito web Palmento Santo Spirito