Come vendere vino all’estero

Ho deciso di scrivere questo articolo perché da un paio di anni a questa parte non passa settimana senza che qualcuno mi chieda come vendere vino all’estero. Piccoli produttori di vino, ma anche persone comuni che intendono vendere vino all’estero per superare la crisi economica incalzante. Quasi tutti mi scrivono per email, e vogliono la risposta per email, e visto che io rispondo proprio a tutti, la cosa sta diventando un tantino insostenibile per il sottoscritto rispondere a tutte le email, quindi ho deciso di scrivere questo articolo con lo scopo di ottimizzare il mio tempo libero, e non solo quello. Magari così facendo evito qualche email.

Per semplicità mi metto nei panni di una cantina piccola o medio-piccola. Quello che mi viene chiesto, nelle tante email che ricevo, è possibile sintetizzarlo praticamente in una frase semplice semplice. Come faccio a vendere vino all’estero praticamente senza spendere soldi? Infatti, un problema comune a tutti è proprio la mancanza, o quasi, di un budget tale per riuscire a vendere con successo il proprio vino al di fuori dei confini nazionali. E’ ovvio, e lampante a tutti che, non si può conquistare la fiducia di un importatore di vino senza spendere un euro, un investimento in termini di tempo e soprattutto denaro lo dovete mettere in conto. Anche perché non è per nulla facile convincere un importatore a vendere anche i tuoi di vini. Avete idea, cari produttori, di quante email ricevono i buyers degli importatori di vino più grandi? Anche 5/10 email al giorno! E le richieste arrivano da tutti i paesi vinicoli del mondo. Purtroppo, come produttori di vino siete in un mercato altamente competitivo, probabilmente con una sovrapproduzione di prodotto, e in un periodo per giunta non propriamente felice dal punto di vista economico. In breve, la domanda è poca e l’offerta è tanta, e per conquistare la fiducia degli importatori bisogna fare i salti mortali.

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15 siti web di cantine da utilizzare come modelli

Siti web e cantine la mia passione! Come di consueto, una volta l’anno, visito tutti i siti web delle cantine presenti nel database online del mio portale www.bereilvino.it. Lo faccio principalmente per mantenere pulito il database. Può sembrare strano ma nell’arco di un anno possono accadere tantissime cose nel panorama vitivinicolo italiano, per esempio, quest’anno sono sparite oltre 100 cantine dal web. Volatilizzate!! E’ un vero lavoraccio quello che faccio, perché richiede ben quattro interi giorni per poterli visitare tutti, ne ho oltre 4.000 nel database. Ma lo faccio volentieri perché mi permette di farmi anche un’idea completa di come si evolve la loro presenza online.

Quello che ho subito notato è che tante cantine stanno aggiornando i loro siti web, e stanno adottando, giustamente, una piattaforma di CMS open source come WordPress, in assoluto la migliore. Inoltre quasi tutti i nuovi siti web hanno un design di tipo responsive, quindi adatto ad essere visualizzato su qualsiasi tipo di dispositivo mobile, tipo telefonini e tablet, con schermi di qualsiasi dimensione. Un altro aspetto positivo dell’evoluzione dei siti web delle cantine italiane è la presenza sempre maggiore di una sezione del sito dedicato all’e-commerce. E questo ultimo aspetto ci dice quanto importante sta diventando la vendita del vino online per le cantine. Anche se poi nessuna cantina sembra abbia capito veramente come si fa la vendita online. Infatti avere una sezione e-commerce nel proprio sito non vuol dire automaticamente vendere, perché bisognerebbe anche investire in SEO, SEM, pubblicità online, etc. etc. tutte cose che servono per portare traffico sul proprio sito web, ma che le cantine regolarmente non fanno.

Nell’evoluzione dei siti web delle cantine italiane ci sono altri aspetti che saltano subito all’occhio, ma questa volta solo in negativo. I siti web si presentano ai visitatori con pochi contenuti, fotografie più belle, ma veramente pochi contenuti. Anche la parte SEO, che serve per posizionare bene le pagine del sito nei motori di ricerca in corrispondenza di parole chiavi ben precise, manca quasi sempre. Spesso neppure le basi della SEO vengono adottate correttamente. Un altro aspetto negativo comune a tantissimi nuovi siti web è legato alla pesantezza delle pagine web, che ne rallentano i tempi di caricamento.

Di seguito ho elencato ben 15 siti web di cantine italiane per mostrarvi quali siano le tendenze del momento. I 15 siti web chiaramente non rappresentano il meglio in assoluto attualmente online, ma sono decisamente superiori, sotto certi aspetti, al 70% dei siti web presenti nel mio database. Sotto ad ogni sito web troverete anche una breve descrizione di cosa mi è piaciuto del sito, e di cosa non mi è piaciuto. Al termine della lista troverete inoltre una serie di suggerimenti che vi aiuteranno a capire meglio di come deve essere fatto un sito web per avere successo. Suggerimenti sicuramente utili se siete in procinto di far realizzare un nuovo sito web per la vostra cantina.

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Come creare un contest di successo per il Vinitaly

Ormai il prossimo vinitaly è alle porte, mancano appena 3 settimane, ma ritengo che ci sia ancora tempo sufficiente per preparare un piccolo contest per l’evento. Vinitaly è la manifestazione di riferimento del settore vinicolo, oltre 150 mila visitatori provenienti da circa 120 Paesi. Quattro giorni di grandi eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all’incontro delle cantine espositrici con gli operatori del settore, ma anche con tantissimi semplici consumatori e appassionati di vino. Infatti, anche se il Vinitaly è una fiera professionale, tanti visitatori sono semplici consumatori e appassionati di vino, perché il vino, diciamoci la verità, è uno di quei prodotti che è spesso presente nei momenti più belli della nostra quotidianità, e quindi è del tutto normale che tantissimi visitatori non siano operatori del settore.

Quando una cantina partecipa ad una fiera importante come quella del Vinitaly nulla è più deprimente dal vedere il proprio stand vuoto o poco frequentato, soprattutto quando quelli dei nostri vicini sono stracolmi di visitatori. Ovviamente, sono soprattutto le piccole cantine a soffrire parecchio di questo problema, i grandi marchi hanno sempre gli stand stracolmi di gente, perché sono più preparati e abituati a gestire gli eventi importanti come il Vinitaly. Al contrario le piccole cantine, e i marchi meno conosciuti hanno serie difficoltà a riempire il loro stand con continuità, e quindi durante l’arco della giornata ci possono essere spesso momenti in cui non ci sono visitatori nello stando, o comunque, se ci sono, sono veramente pochi. Allora perché non provare a riempire lo stand con un contest, ovvero con un concorso a premi? Perché non invogliare i semplici visitatori a fermarsi allo stand per conoscere il vostro marchio e i vostri prodotti?

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E-commerce vino: WordPress e Woocommerce e vai sul sicuro

Il settore dell’e-commerce non conosce la crisi. Per dare un’idea, secondo alcuni studi in Italia nel 2014 il mercato e-commerce B2C ha fatto registrare un +17% per un valore di 13,3 miliardi di euro. Non so se questi numeri siano reali, è sempre difficile raccoglierli, ma è comunque evidente a tutti quanto l’e-commerce sia giorno dopo giorno sempre più importante per tantissime attività commerciali, incluso le cantine, anzi soprattutto per le cantine. Il valore del mercato e-commerce italiano rappresenta solo 1/7 di quello UK, 1/5 di quello tedesco e 1/3 di quello francese, in poche parole c’è ancora spazio per crescere, per aggiungere al classico canale di vendita offline, anche quello online.

e-commerce vino

Una occasione unica per le cantine che desiderano superare la crisi economica che attanaglia l’Italia ormai da anni, e che purtroppo, ma spero di sbagliarmi, continuerà ancora per tanto tempo. Soprattutto le tante piccole cantine a conduzione familiare hanno una opportunità unica, quella di colmare il gap che le separa da quelle più grandi, almeno sulla rete. Vendere vino online per una piccola cantina a conduzione familiare può anche significare molto in termini economici. Oggi infatti il problema dell’e-commerce in Italia è fondamentalmente un problema di offerta, e non di domanda, e questo in tutti i settori commerciali, incluso pertanto quello vinicolo. I consumatori di vino che desiderano acquistare online sono sempre di più, in particolare quelli che desiderano comprare direttamente dal produttore. I consumatori di vino che acquistano in rete sono mediamente più informati di quelli che acquistano offline, e sono soprattutto più curiosi, sempre alla costante ricerca di nuove tipologie di vino, nuovi produttori, piccoli gioielli vinicoli poco commercializzati, e via discorrendo. Perché allora non offrire loro questa opportunità?

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Social media marketing, la grande illusione!

Cari produttori di vino, buon 2015! Voglio dedicare il mio primo articolo del 2015 al social media marketing, perché non è tutto oro quello che luccica quando si parla di social network. Negli ultimi due anni si è fatto un gran parlare di social network e di social media marketing anche tra i tanti produttori di vino. In massa avete abbandonato i vostri vecchi siti web (non è un eufemismo) a favore dei social network nella speranza che quest’ultimi vi facciano acquisire sempre più clienti. Clienti che, con la crisi economica che perdura ormai da anni, continuano a calare. Non è un caso infatti se tanti social media guru o pseudo tali sono nati come i funghi, e i corsi di social media marketing si sprecano.

Cari produttori di vino, state investendo tempo e denaro su Facebook, Twitter, e compagnia bella pensando di avere una relazione con i vostri clienti o potenziali tali? Male! Non illudetevi, perché il ritorno sull’investimento non è proprio così evidente, sicuramente non lo è per la maggior parte di voi. Ovviamente tutto ciò vale anche per altri tipi di aziende, e non solo per i produttori di vino. Quello che i tanti guru del social media marketing non vi dicono è che per ogni caso di successo che vi raccontano ce ne sono decine migliaia che hanno miseramente fallito il loro obiettivo. In poche parole vi fanno vedere solo quello che conviene a loro per vendervi i loro servizi.

Perché il social media marketing è una grande illusione?

Diverse studi fatti sui social network mostrano che i vari KPI, cioè gli indicatore chiave di prestazione, non sono poi proprio così interessanti da far gridare tutti al successo. Per esempio un recente studio della Forrester Research, mostra che solo il 2% dei posti pubblicati dalle grandi aziende su Facebook raggiunge l’attenzione degli utenti del famoso social network. Nessuno sano di mente infatti può affermare che con un Facebook Organic Reach del 2% si ha davvero un rapporto con i propri clienti tramite Facebook. Inoltre un altro studio sempre della Forrester Research mostra come l’engagement con i propri fan sempre su Facebook sia solo un misero 0,07%. Con questi numeri possiamo dire veramente di avere un rapporto con i nostri clienti? Ovviamente no. Per la verità i dati in mio possesso dicono che sia il valore del Facebook Organic Reach che dell’Engagement sono circa 3 volte superiori, ma io ho accesso solo ad un numero limitatissimo di account Facebook, sicuramente inferiore a quello della Forrester Research. In ogni caso sono numeri molto bassi, per gridare al successo.

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