Etna Rosso Petralava un esempio di microsito

Gironzolando su Internet mi è capitato casualmente di incontrare un microsito interamente dedicato ad un vino (per la verità ad una piccola linea di vini). E’ un caso più unico che raro nel panorama vitivinicolo italiano. Non ne conosco altri! Il microsito in questione è quello del Petralava, un Etna Rosso della cantina siciliana Antichi Vinai di Passopisciaro in provincia di Catania. I micrositi, per chi non lo sapesse ancora, sono piccoli siti web composti il più delle volte da una sola pagina, o comunque da un numero veramente limitato di pagine, create appositamente per massimizzare l’efficacia del posizionamento nei motori di ricerca, e contemporaneamente massimizzare l’efficacia della comunicazione di un singolo prodotto o servizio.

I micrositi dedicati a un particolare prodotto, nel caso delle cantine ad un particolare vino, o ad una particolare linea di vini, hanno dei vantaggi dal punto di vista del marketing online sicuramente non indifferenti. Un microsito infatti è, all’interno delle tecniche di promozione online, uno dei mezzi che si accosta di più al mondo della comunicazione tradizionale, ed è soprattutto quello che permette di coprire un’ampia gamma di utilizzi aziendali. Per esempio può essere utilizzato, per fare promozioni, per pubblicizzare dei contest, per fare delle campagne virali, per fornire informazioni dettagliate e focalizzate su un dato prodotto, per incrementare il traffico sul proprio sito web, per studiare i trend di mercato, per aumentare la visibilità di un prodotto o di un marchio, o utilizzarlo come landing page per il commercio elettronico, e molto altro ancora.

Nel caso del microsito dedicato all’Etna Rosso Petralava di Antichi Vinai il mio giudizio non è del tutto positivo, perché non è utilizzato in maniera appropriata, non è ottimizzato per esempio per i motori di ricerca, non è ricco di informazioni sul prodotto, non è utilizzato per fare campagne virali, o promozioni, e via dicendo, insomma sembra messo online senza uno scopo aziendale ben preciso. E’ sicuramente da premiare la volontà dell’azienda di Passopisciaro di creare un microsito per uno dei loro prodotti più interessanti, ma qualche cosina in più avrebbero potuta anche farla. Comunque non è mai troppo tardi.

Microsito Etna Rosso Petralava

Microsito Etna Rosso Petralava

I 4 benefici del marketing online

Con la sempre crescente concorrenza nel settore vinicolo, dovuta anche a Internet, oltre che alla qualità dei vini, e la crisi economica che proprio non vuol passare, molte cantine si stanno guardando attorno per trovare il modo di risparmiare i propri soldi in spese di marketing, senza però comprometterne l’efficacia. La soluzione in questo caso? Semplice, passare completamente dal marketing offline al marketing online. Il marketing online, infatti, porta con se una serie di benefici che mancano totalmente al marketing offline. Eccone ben 4 irrinunciabili:

Beneficio Marketing Online # 1. – Costi inferiori

A parità di condizioni, e di risultati infatti i costi per il marketing online sono decisamente inferiori a quelli del marketing offline. Basta fare l’esempio della pubblicità online. Per una campagna banner (formato Superbanner IAB) di 100.000 impressions occorrono circa 1.000 euro (almeno sul mio portale www.bereilvino.it), mentre per una campagna pubblicitaria su una rivista di settore con una tiratura di circa 50.000 occorrono non meno di 5.000 euro per la 1/2 pagina (Tariffe Pubblicitarie Riviste Cucina e Vini). Con la stessa cifra su Internet si può fare la guerra.

Beneficio Marketing Online #2. – Modifiche al volo

Il secondo beneficio che mi viene in mente è proprio la possibilità di fare modifiche al volo. Pensate ancora alla solita campagna pubblicitaria online. Monitorando le statistiche e i vari tassi di conversione vi accorgete che non sta dando i risultati desiderati. In questo caso, basta fermare la campagna banner, modificare il messaggio della pubblicità, ed eventualmente la grafica, e far ripartire il tutto. Tutto ciò nel marketing offline non è assolutamente possibile. Una volta che la rivista o il giornale è andato in stampa, non è più possibile apportare modifiche. E così avete buttato via i vostri 5.000 euro.

Beneficio Marketing Online #3. – Misurabilità dei risultati

Con il marketing online è possibile controllare i risultati di una campagna online praticamente in tempo reale utilizzando appositi software di analisi. Quando parlo di marketing online faccio l’esempio della pubblicità, perché più facile, ma ovviamente gli stessi discorsi valgono per tutte le strategie di marketing online, sito web, comunicazione, social networks, blog, video, etc. etc. Esistono infatti decine e decine di KPI’s (Key Performance Indicators) o indicatori di prestazione chiave, che permettono di valutare l’efficacia di ogni strategia. Con il marketing offline invece, tutto ciò è impossibile.

Beneficio Marketing Online #4. – Ampia scelta di metodi

Internet offre veramente così tante opzioni per fare marketing che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Puoi usare l’audio, i video, i blog, l’email, i social media, le newsletters, i forum, l’article marketing, e molto altro ancora. Per fare le stesse cose con il marketing tradizionale offline devi necessariamente utilizzare media diversi, radio, televisione, e stampa, con costi decisamente superiori.

Siete ancora disposti a perdere tempo e clienti fossilizzandovi esclusivamente sul marketing offline?

Wine advertising: Eleganza raffinata nella nuova campagna Cantine Maschio

In futuro cercherò di dare sempre maggiore spazio alle campagne di advertising delle varie cantine italiane, dando così anche l’opportunità ad altre cantine di tenere d’occhio la concorrenza. Vedere quello che fa la concorrenza è di fondamentale importanza per qualsiasi attività di marketing aziendale. Infatti in questo modo non solo si tiene d’occhio la concorrenza, ma ci si fa una idea anche delle tendenze del mercato, si impara a conoscere quali sono le migliori agenzie di comunicazione e advertising, e molto altro ancora. Perché oggigiorno il responsabile aziendale migliore è quello preparato, l’alta competitività del mercato vinicolo infatti non consente più di improvvisare. Navigare a vista insomma non va più bene! La campagna che oggi vi presento è quella di Cantine Maschio.

Campagna advertising Cantine Maschio

Campagna advertising Cantine Maschio

La nuova campagna di comunicazione di Cantine Maschio, curata per il settimo anno consecutivo da Be&Partners, coglie attimi di raffinata sospensione. Il lavoro di Notorius adv, la divisione di Be&Partners specializzata in Advertising, è stato focalizzato nella ricerca di un concept che trasferisse l’eleganza del prodotto, elevandone la percezione e fissando un nuovo benchmark nel mondo del Prosecco. Cantine Maschio, brand acquisito dal Gruppo Cantine Riunite & CIV, è già leader nel mercato dei vini frizzanti, e con questa campagna sposta il focus sul Prosecco, prodotto di grande successo e dal notevole potenziale.

L’obiettivo è stato raggiunto, l’immagine creata è caratterizzata da uno stile “senza tempo”, un momento emozionale ed emozionante, focalizzato sullo sguardo rapito ed affascinato della protagonista, che lascia libera interpretazione a ciò che avverrà. Perfetta cornice della situazione, il Caffè Pedrocchi, storico locale nel cuore di Padova, che esalta l’aspetto sofisticato della campagna. Il risultato è una comunicazione elegante, raffinata, che eleva la percezione del brand Maschio. La campagna, dedicata quest’anno al Prosecco DOCG Valdobbiadene Superiore, è rivolta a diversi canali di comunicazione. La pianificazione prevede una forte presenza non solo sui principali periodici ma, grazie alla realizzazione di uno spot (nei formati 7” e 15”) anche su canali satellitari e su reti Web. Una visibilità che renderà il Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore protagonista di ogni momento.

Be&Partners stessa definisce la campagna di advertising di Cantine Maschio, elegante e raffinata, la mia prima impressione invece, guardando l’immagine sopra riportata, mi lascia indifferente. Il messaggio non è niente di eccezionale, ma neppure brutto, diciamo che è nella norma. Sarei più curioso di vedere invece gli spot realizzati per la TV, e quelli per il web, soprattutto quest’ultimi perché è il mio settore di competenza. Quindi se qualcuno dovesse vederli, vi prego di segnalarmeli. Il Gruppo Cantine Riunite & CIV è una grande realtà vinicola italiana, e quindi sicuramente dispone di un budget considerevole da destinare alle proprie campagne di advertising. Ma la gran parte delle cantine che costituiscono il tessuto vinicolo italiano al contrario sono decisamente più piccole, e quindi con budget minori e limitiati, allora il mio consiglio è di puntare per le proprie campagne di advertising esclusivamente sul web, e di non prendere in considerazione neppure quelle sulla carta stampata. I risultati delle campagne di advertising sulla rete infatti possono essere misurati, quelli sugli altri media no.

Il ciclo vendite del vino

Quali sono le principali fasi che tipicamente compongono un ciclo vendite? Ve lo chiedo perché mi sorprende vedere ancora oggi il gran numero di responsabili aziendali che ignorano tale ciclo. Non è una cosa complicata da comprendere, ma essendo un argomento di vitale importanza per il successo di una cantina, è giusto avere le idee chiare a riguardo. Ogni acquirente prima di arrivare all’acquisto vero e proprio dei vini passa attraverso una serie di fasi delicate. L’insieme di tali fasi si chiama ciclo vendite (o ciclo di vendita), e costituisce uno degli elementi di base dei piani di marketing. Senza la conoscenza del ciclo vendite del proprio settore, in questo caso vinicolo, non è possibile fare dei buoni piani di marketing aziendali. Vediamo allora quali sono le varie fasi:

La conoscenza. Se i potenziali acquirenti non conoscono la vostra azienda e i vostri prodotti difficilmente li acquisteranno. Semplicemente perché non vi conoscono, e non sanno della vostra esistenza. La maggior parte degli investimenti che le cantine fanno in campagne pubblicitarie e in pubbliche relazioni si muovono in questa direzione. Non investire in comunicazione significa trascurare le fondamenta del ciclo vendite. Esistono rari casi di cantine che non fanno comunicazione, ma vi assicuro che sono veramente rari.

L’interesse. Esistono migliaia di cantine, e pertanto migliaia di vini in commercio. Per tale motivo i potenziali acquirenti si ritrovano a dovere scegliere fra innumerevoli prodotti di pari qualità e prezzo. Il vino deve “possedere” pertanto qualcosa di speciale, in grado di coinvolgere l’interesse del potenziale cliente. La storia della cantina, il territorio di provenienza, eventuali recensioni positive, eventuali premi, il packaging, la filosofia produttiva, sono tutti elementi che contribuiscono a differenziare il prodotto, e a stimolare l’interesse della singola persona.

La valutazione. Ogni acquirente ha un proprio criterio di valutazione in fase di acquisto. Il compito di ogni cantina pertanto è quello di fornire non solo tutte le informazioni necessarie, ma possibilmente di operare in un ambiente dove fare risaltare le caratteristiche dei vini. La soluzione ideale è quella di avere il potenziale acquirente in azienda, e far degustare i vini in un ambiente adatto all’occasione.

La scelta. Una volta degustati i vini, e quindi valutati, il potenziale acquirente dovrà decidere quali prodotti comprare. La decisione in questa fase sarà presa basandosi soprattutto sulla qualità, il prezzo, o il rapporto qualità/prezzo. Credetemi, in questa fase voi avete ancora margini per influenzare la scelta dell’acquirente senza che se ne accorga. Spesso in questa fase la persona che avete di fronte si chiede perché comprare il vino A e non il vino B, e vicevera. Ecco vi consiglio di anticiparli, e fornire voi stessi le risposte. Non fissatevi però sull’aspetto economico favorevole a voi. Un cliente felice è sempre una garanzia per il futuro.

L’acquisto. Tranquilli, ormai il gioco è fatto, e l’ordine è dentro. Migliorate le quattro fasi precedenti, e preparatevi per il successivo cliente.

fasi del ciclo di vendita del vino

Le fasi del ciclo di vendita del vino

Marketing del vino: come investire in pubblicità in periodi di crisi

C’è chi dice che la crisi stia passando, e chi invece al contrario dice che ci siamo ancora dentro.  Non so quale sia la verità, ma una cosa è sicura, nel settore vitivinicolo la crisi c’è ancora e si vede. Ci sono timidi segnali di miglioramento che fanno prevedere qualcosa di buono anche nel breve periodo, ma non per tutte le cantine purtroppo. Nella maggior parte dei casi, occorreranno diversi anni (4 o 5, forse di più) per tornare alla normalità. Per una cantina non sarà facile infatti, a parità di condizioni (strategie e impegno), recuperare in pochi mesi quello che si è perso negli ultimi 18÷24 mesi. Dopotutto una strada in salita è sempre più lenta di una strada in discesa.

In questo mio post non discuterò ulteriormente sul fatto che la crisi ci sia o meno, ma vi darò alcuni brevissimi suggerimenti per investire in pubblicità anche in periodi di crisi come quello attuale. In periodi di crisi l’errore più comune commesso dalle aziende, e quindi anche dalle cantine, è quello di tagliare le risorse destinate al marketing e alla pubblicità vera e propria, perché considerate un costo inutile. Ovviamente così facendo si sbaglia, perché le risorse destinate al marketing e alla pubblicità non sono un costo ma un investimento. Le risorse, al contrario paradossalmente, dovrebbero aumentare, poiché è in momenti come questo che i concorrenti si ritirano dai giochi per paura, e lasciano il mercato incustodito. L’unica strategia che adottano infatti è quella di “sopravvivere fino alla fine della crisi”. Insomma la crisi rappresenta una ottima occasione per conquistare una fetta del loro mercato.

Le cantine di oggi hanno una opportunità incredibile, che nelle crisi economiche precedenti non avevano: investire in Internet. Per esempio realizzando un nuovo sito web, migliorando il posizionamento nei motori di ricerca con il SEO, adottando strategie di web marketing originali, o semplicemente investendo appunto in campagne pubblicitarie. Investire in pubblicità in questo periodo significa rendere visibile il proprio marchio (brand) in un mercato con minore concorrenza,  risparmiando contemporaneamente denaro per lo squilibrio tra domanda e offerta, e migliorando il ritorno economico.

Premessa. Internet non deve essere visto assolutamente come un ripiego per fare pubblicità in periodi di crisi. Anzi, al contrario, deve essere visto come l’unico mezzo che le cantine hanno per farsi realmente conoscere in un mercato difficile e competitivo come quello vitivinicolo. La pubblicità on-line ha un vantaggio non trascurabile, la misurabilità dei risultati. Vantaggio che altri media, come la carta stampata per esempio, non possiedono. Dimenticatevi pertanto la pubblicità sulla carta stampata, o sulle riviste di settore. Ovviamente quella sulla TV non la prendo neppure in considerazione. I costi sono praticamente proibitivi per la quasi totalità delle cantine.

 Per la verità dovrei fare un distinguo tra cantine di piccole e medie dimensioni, e grandi realtà vinicole con milioni di bottiglie. Quest’ultime infatti, disponendo in generale di un budget maggiore per le campagne pubblicitarie, dovrebbero continuare a mantenere una certa presenza, seppur minima, sulle riviste di settore, e dirottare la quota di budget risparmiata sulla pubblicità on-line. A questo punto, compreso che il media su cui puntare per la pubblicità è Internet, bisogna scegliere i siti su cui fare girare le campagne pubblicitarie. Le cantine intenzionate a fare pubblicità on-line dovrebbero focalizzare la propria attenzione principalmente sui portali e i blog di settore, per ovvie ragioni. La scelta in linea di massima dovrebbe cadere sempre sui siti con il maggior traffico di visitatori. E’ possibile comunque puntare anche su siti più piccoli con minor traffico, purché i contenuti siano di qualità.

Ma come bisogna procedere per fare una prima selezione dei siti più interessanti? Semplicissimo, i portali più interessanti in generale hanno un aspetto grafico più curato, e contenuti di qualità pubblicati giornalmente, o comunque con una frequenza davvero elevata. Ciò sta a denotare una certa professionalità da parte dei gestori/amministratori dei siti presi in considerazione. Mentre per i blog, la cosa è un tantino diversa, l’aspetto estetico in generale lascia a desiderare, quello su cui vale la pena concentrare la propria attenzione è la frequenza con cui vengono pubblicati gli articoli, e il numero di commenti.

Da questo primo gruppo, eliminate tutti quei siti con tantissima pubblicità, ovvero con tantissimi banners e/o annunci tipo Google AdWords. Fate attenzione alla dimensione dei banners, non scegliete mai siti che pubblicano banners di piccole dimensioni, non sono remunerativi. Optate sempre per i siti che pubblicato banner con i formati standard IAB, e non proprietari.  In questo modo lo stesso banner potrà essere pubblicato eventualmente su più siti web, senza ulteriori spese di realizzazione.  In linea di principio, bisognerebbe selezionare quei siti con pochi spazi pubblicitari, 4/5 al massimo, e soprattutto di grandi dimensione, affinché la campagna pubblicitaria sia veramente visibile.  

A questo punto si passa alla fase successiva, quella della richiesta dei preventivi. Alcuni siti, davvero onesti, pubblicano i loro listini prezzi on-line, e quindi visibili a tutti, in altri invece bisogna espressamente chiederli. Il mio suggerimento è quello di richiederlo comunque a tutti, non si sa mai, potrebbero esserci novità, sconti particolare, oppure altro. Una volta ricevuti tutti i listini o i preventivi, fate attenzione ai costi, scegliete sempre quelli con i costi per impressions (CPI) minori, ovviamente a parità di dimensione del banner. Focalizzare sempre la propria attenzione sulle impressions (singole visualizzazioni del banner o annuncio). Questo è l’unico dato veramente importante per valutare il costo di una campagna pubblicitaria on-line. A questo punto scelto il sito, o i siti (auspicabile per poter confrontare le diverse campagne di advertising tra loro) su cui pubblicizzare la propria cantina tenete d’occhio le statistiche. Con le statistiche infatti è possibile valutare il rendimento di ogni campagna.

Per maggiori approfondimenti non esitate a contattarmi, sarò lieto di aiutarvi.