Strumenti utili per analizzare i siti web dei vostri concorrenti

Abitualmente io ignoro i miei diretti concorrenti sul web. Cioè non faccio mai una analisi dei loro siti web per capire quali sono i loro punti di forza, e di debolezza, e migliorare così la posizione dei miei siti web nei loro confronti. Perché non mi interessa proprio, non vendo nulla, ed economicamente non dipendo dai miei siti web. Tuttavia quando si realizza un nuovo sito web l’analisi dei siti web dei concorrenti è un aspetto molto importante che non bisognerebbe mai trascurare. Avere un idea di come si comportano i loro siti web nei motori di ricerca, conoscere le keyword che generano il loro traffico web, avere una stima di alcuni dei loro web KPI è fondamentale per avere successo sul web. La conoscenza di questi dati permette infatti di pianificare meglio la strategia di comunicazione online incentrata sul sito web, e di battere i concorrenti proprio dove loro sono forti. E visto che spesso mi viene chiesto come si fa ad analizzare i siti web dei concorrenti, e soprattutto quali strumenti utilizzare per l’analisi, ho deciso di condividerne un paio con voi produttori di vino. Sono anni che lavoro con internet, e di strumenti online ne ho provati a decine, ma due di essi mi piacciono particolarmente per la loro semplicità. I due strumenti che vi consiglio oggi sono Semrush.com e Similarweb.com. Sono due strumenti a pagamento, ma anche le loro versioni gratuite con limitazioni possono fornire spunti interessanti. In questo breve articolo non vi spiegherò come utilizzarli al meglio, ma ve li segnalerò semplicemente, così potete giocarci un tantino. Avete sempre desiderato sapere qual è il traffico web di questa o quella cantina, solo per curiosità? Bene, allora questa è la volta buona.

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Donnafugata, online il nuovo sito web

E io puntualmente, quando vedo un nuovo sito web gli faccio le pulci. Scherzo! La mia come al solito sarà un’analisi sommaria e veloce. Per la mia analisi mi baserò su quanto scritto nel comunicato stampa ufficiale della cantina stessa: Donnafugata rivoluziona la propria presenza sul web.

Inizio subito dall’ottimizzazione del sito. Loro dichiarano nel comunicato stampa di avere un sito web ottimizzato grazie alla tecnologia. Loro forse non lo sanno ma non è la tecnologia scelta a rendere un sito ottimizzato per i motori di ricerca. Altrimenti se ciò fosse vero, tutti potrebbero benissimo adottare la medesima tecnologia ed avere così tutti quanti un sito web ottimizzato per i motori di ricerca. Logico no? Purtroppo per Donnafugata l’ottimizzazione di un sito web, e quindi il suo posizionamento nelle SERP dei motori di ricerca dipende da tantissimi fattori on-page (dipendenti dal sito web), e off-page (non dipendenti dal sito web). Lasciamo stare i fattori off-page, ma quelli on-page nel sito di Donnafugata sono stati quasi interamente trascurati, e questi ultimi sono proprio quelli necessari per il buon posizionamento dell’80% circa dei siti web nella prima pagina, o al massimo nella seconda pagina delle SERP. Per esempio cercando su Google con la keyword angheli (nome di un vino di loro produzione) il primo risultato disponibile del sito di Donnafugata si trova nella quinta posizione delle SERP, ed è un documento pdf della scheda del vino, vecchia ben 5 anni. Mentre se cerco la keyfrase angheli donnafugata il primo risultato utile si trova in decima posizione, ed invece se il sito fosse veramente ottimizzato si dovrebbe trovare in prima posizione visto nella keyfrase la presenza del nome del brand Donnafugata.

Utile invece la possibilità di condividere ogni pagina sui due principali social networks del momento, Facebook e Twitter. Peccato però che sul sito non venga fatta alcuna menzione alla loro eventuale presenza sui social networks. Lo dovete scoprire da soli se vi interessa. Interessante anche il tentativo della cantina di creare una sezione aperta a tutti, “Dediche di cuore”, dove lasciare pensieri preziosi e ricordi legati ai vini di Donnafugata. Peccato che, anche i questo caso, la funzione social della sezione non riesca a sfondare il muro eretto tra la cantina e i consumatori. Gli unici pensieri preziosi e ricordi legati al vino di Donnafugata sembrano essere quelli di conoscenti e amici, e latitano quelli delle persone comuni, i più importanti. In poche parole l’immagine social della cantina è tutta da sviluppare.

Dal punto di vista grafico invece il sito è veramente equilibrato, sia nella scelta dei colori, che nella scelta dei caratteri. L’header della home page poi è veramente carino, e richiama tutte le etichette della cantina di Contessa Entellina. E anche la navigabilità del sito è ottima. Insomma un bel salto in avanti rispetto al vecchio sito web. Il vero punto di forza del sito rimangono però i contenuti, veramente tanti. Ovviamente oltre alle classiche schede dei vini e al materiale da scaricare, è possibile trovare veramente molto altro contenuto extra, come per esempio nella sezione “Vivere il vino”. Una sezione tutta da scoprire. Il mio giudizio globalmente è positivo, e merita un bel 6.

Sito web Donnafugata

Planeta versus Spadafora

Oggi metterò a confronto due siti web di due importanti cantine siciliane, Planeta e Spadafora. Entrambi i siti web sono nuovissimi, appena due settimane quello di Planeta, e quasi tre mesi quello di Spadafora. La Sicilia è la regione italiana, almeno nel settore vitivinicolo, che spicca a livello nazionale quando si parla di comunicazione online. I siti web delle cantine siciliane sono di gran lunga superiori a quelli delle altre regioni, e il motivo è semplice.

La Sicilia ha decisamente una visione più moderna del vino, del mercato, e del consumatore. In Sicilia le cantine, non tutte purtroppo ma comunque parecchie, hanno capito che i siti web aziendali possono essere considerati a tutti gli effetti lo standard de facto della comunicazione. Il vino oggi bisogna saperlo comunicare, e la comunicazione di oggi passa su Internet. Invece in altre regioni italiane, per esempio in Piemonte, ancora tardano a capirlo. Quando guardo i siti web delle cantine piemontesi letteralmente mi cadono le braccia per terra. Ma cosa volete farci in Piemonte credono ancora che basti la qualità per vendere il vino!

Il web design è una delle mie passioni, quindi quando vedo delle novità sulla rete, come i due siti web che sto per presentarvi, devo per forza di cose analizzarli. Premetto che finora non ho ancora incontrato un sito web (per cantina) in grado di farmi dire wow. E anche questa volta non ci sono riusciti. Per carità non sono male ma mi aspettavo qual cosina in più da due cantine importanti come Planeta e Spadafora.

Sito web Planeta

Sito web Planeta

Sito web Spadafora

Sito web Spadafora

Inizio l’analisi ovviamente dall’aspetto estetico dei due siti web. Entrambi molto trendy perché utilizzano delle immagini di sfondo a schermo intero. La tendenza nel web design negli ultimi tempi, e per il futuro è quella di creare siti web con immagini di sfondo di grande impatto. Infatti, una immagine è spesso meglio di mille parole. E visto che i visitatori online non posso degustare il vino, è giusto che le sensazioni li ricevano attraverso immagini e video.

Nel caso del sito web di Spadafora il risultato è gradevolissimo, e il pattern (la punteggiatura che ricopre le fotografie) scelto rende il tutto più elegante. Al contrario nel sito web di Planeta le immagini di sfondo sono sfocate e non aggiungono pertanto valore al sito stesso. La funzione comunicativa delle immagini di sfondo purtroppo si perde con la sfocatura totale delle stesse.

Un tentativo originale, ma poco riuscito, nel sito web di Spadafora è l’audio con la voce del titolare Francesco Spadafora che legge i contenuti delle pagine. E’ poco riuscito perché non è consistente, manca per esempio nelle versioni in inglese e tedesco del sito, non è per tutte le pagine del sito, non c’è un pulsante per “zittire” Francesco, e perché si parte inoltre dal presupposto che i testi rimarranno gli stessi per i prossimi anni. Sarebbe stato più bello e originale se al posto dei file audio ci fossero stati dei file video con Franceso Spadafora intento a descrivere ogni singolo vino della propria cantina (anche nelle altre lingue). Gli stessi video ottimizzati per Google e caricati su YouTube avrebbero portato inoltre anche del traffico extra al sito.

Originale anche il tentativo di Planeta con il suo “Scopri il tempo di Planeta” della homepage del sito web, ovvero una fotografia ogni tre ore per raccontare il tempo del vino. La nota negativa in questo caso è che il tempo del vino raccontato così è decisamente troppo lento per colpire l’immaginazione del visitatore. Secondo il mio modestissimo parere un video time-lapse avrebbe avuto un impatto decisamente superiore.

Passiamo adesso alla navigabilità e all’usabilità dei due siti web. Ovviamente la mia non sarà una analisi approfondita, ma sarà al contrario un po’ elementare per semplificare le cose. Il sito web di Spadafora essendo molto schematico, basilare, e consistente nel suo design risulta molto facile da navigare, e anche l’usabilità è accettabile per l’utente medio. Al contrario il sito web di Planeta che ha un design delle pagine più originale, ma non consistente tra le varie sezioni del sito pecca un tantino in navigabilità e usabilità. La mancanza di consistenza infatti può disorientare alcuni visitatori e far perdere loro la strada.

Dal punto di vista dei contenuti entrambi i siti web sono nella media, troviamo infatti il minimo indispensabile. Qualcosina in più in quello di Planeta per la verità. Non mi stancherò mai di dire che i contenuti di un sito web sono importantissimi, e soprattutto devono essere completi. Il visitatore deve poter trovare sempre tutto quello che desidera sapere. Per esempio, chi è l’enologo della cantina? Qual è la sua filosofia? Come lavora? Queste sono semplici domande (e anche banali sinceramente) ma che spesso non trovano risposta neppure nei siti web.

Altre gravi mancanze sono per esempio l’assenza di una sezione di e-commerce, e l’assenza di un blog. Un negozio online è utile anche per grandi cantine che hanno una distribuzione capillare. La presenza dell’e-commerce è utile per fidelizzare i clienti, e fare branding. Lo scopo principale infatti non è quello di fare fatturato. Pensate all’opportunità per i consumatori di acquistare per esempio una cassa di vino con sei diverse annate per fare una verticale con gli amici, oppure far provare ai clienti più fedeli le nuove annate in anteprima. Anche il blog aziendale è importantissimo. Lo scopo del blog non è solo quello di raccontare e relazionarsi ai consumatori, ma principalmente quello di portare un numero di visitatore sempre maggiore sul sito. Al crescere del numero di post (articoli) pubblicati cresce anche il numero di pagine indicizzate dai motori di ricerca e cresce pertanto anche il numero di visitatori. Al contrario un sito web senza blog ha un numero di pagine pressoché costante non in grado di garantire un traffico crescente. Ah, dimenticavo il sito web di Spadafora ha onestamente il blog, ma fermo all’unico post iniziale, in pratica è come se non ne avesse.

Concludo la mia velocissima analisi con una altrettanta velocissima occhiata all’aspetto SEO, ovvero all’ottimizzazione per i motori di ricerca. Entrambi i siti purtroppo risultano non ottimizzati, e perdendo così l’effetto serendipity, che nel caso delle cantine è di fondamentale importanza.  Il mio voto per i due siti web? Entrambi meritano un 6 per l’impegno.

Firriato versus Perlage Wines

Ormai i siti web aziendali possono essere considerati a tutti gli effetti lo standard de facto della comunicazione. Infatti con i siti web è possibile comunicare con una moltitudine di soggetti eterogenei quali i clienti, i potenziali clienti, gli impiegati, i partners, i fornitori, etc. etc. Avere pertanto un ottimo sito web è per le aziende, e quindi anche per le cantine, un vero e proprio must. Purtroppo quando i resposanbili aziendali si recano in qualche web agency (nei casi migliori), o dall’amico dell’amico (nei casi peggiori), per avere un sito web o fare il restyling del vecchio non hanno bene in mente quello che vogliono, e soprattutto non sanno nulla ne di web design, e neppure di web marketing. Dopotutto è logico, loro si intendono di vino!!! Quindi la possibilità di prendere una cantonata è alta.

Screenshot sito web www.firriato.it

Screenshot sito web www.firriato.it

Screenshot sito web www.perlagewines.com

Screenshot sito web www.perlagewines.com

Vediamo allora se queste due cantine, Firriato e Perlage Wine, hanno saputo evitare la cantonata. Prendo in considerazione questi due siti web perché, sono abbastanza recenti, il loro restyling è stato messo online giusto nel periodo dell’ultimo Vinitaly, quindi grosso modo due mesi fa. La mia analisi sarà in un certo senso una sorta di analisi dei punti di forza e di debolezza dei siti web, visti dal punto di vista del marketing. Non dimentichiamo che un sito web sito web è una vera e propria vetrina sul mondo, aperta 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, dunque deve svolgere egregiamente il suo compito nell’ottica degli obiettivi aziendali, e poterlo fare deve essere assolutamente impeccabile. E credetemi sulla rete è possibile trovare decine e decine di decaloghi per siti web di successo.

La prima cosa che salta agli occhi, e che entrambe le cantine hanno puntato tutto sulla tecnologia Flash di Adobe per la loro presenza sul web. Sbagliando! La tecnologia Flash, è bella, anzi bellissima per i micrositi dedicati per esempio ad un unico prodotto, ma per siti aziendali istituzionali bisognerebbe lasciar perdere Flash, quest’ultimo infatti non consente l’ottimizzazione per i motori di ricerca. E i motori di ricerca sono quelli che portano il traffico. Più traffico uguale più clienti. A tutte le cantine per il prossimo futuro consiglio vivamente di utilizzare una soluzione solidissima come WordPress. Vi spiegherò le motivazioni in un prossimo articolo se ne avrò il tempo.

A questo punto trattandosi di due restyling di siti web già esistenti sono andato a controllare se era stato fatto il redirect permanente (codice HTTP 301, Moved Permanently). Il redirect permanente indica ai clients dei visitatori, o agli spider dei motori di ricerca che l’URL richiesta è stata trasferita in maniera permanente verso una nuova URL. Nel caso dei motori di ricerca è molto utile per evitare che lo spider continui a visitare anche la vecchia o che al peggio non la trovi più. In ambiente SEO questo accorgimento è molto utilizzato poiché consente di spostare un dominio o una pagina ad un altro indirizzo senza perdere il potere e il posizionamento acquisito dalla vecchia pagina. In poche parole conserva il vecchio traffico generato dal vecchio sito web. Nel caso del sito web di Firriato, il redirect permanent è stato fatto correttamente, mentre nel caso del sito web di Perlage Wines è stato invece completamente trascurato. Quindi un piccolo punticino a favore di Firriato. Tuttavia nel medio e lungo periodo entrambi i siti avranno un calo dei visitatori del sito rispetto al passato per la tecnologia scelta.

Fatta questa premessa, son passato immediatamente ad analizzare l’estetica dei due siti web, e valutare globalmente la Brand Consistency, e l’Appeal. L’intro del sito web della cantina Firriato mi lascia un tantino perplesso, si apre infatti con un cerchio di farfalle rosa attorno ad un mouse marchiato con il nuovo logo stilizzato della cantina. Boh! Il messaggio iniziale del sito web sarebbe dovuto essere il vino. Per il resto il sito web è molto ordinato, con delle belle immagini, e sufficientemente consistente con l’immagine che la cantina vuol dare di se. Globalmente, almeno personalmente, non mi prende più di tanto. Tutt’altra musica invece l’aspetto del sito web della cantina Perlage. Il messaggio aziendale è chiarissimo sin dai primi fotogrammi. Il prodotto, il territorio, le persone, le tradizioni, insomma un messaggio veramente azzeccato. Anche questo sito si presenta molto ben fatto, ordinato nella grafica, con colori chiari e una leggibilità ottima, contrariamente a quello di Firriato, molto scuro e poco contrastato. La navigabilità è buona per entrambi i siti web, con qualche bello spunto per quello di Perlage, che è dotato di una doppia sistema di navigazione. Infatti, oltre al classico menu in linea, sul sito web della cantina Perlage è possibile navigare cliccando direttamente sui personaggi e gli oggetti del filmato Flash.

Passiamo adesso ai contenuti. Spesso i siti web realizzati in Flash sono belli esteticamente, ma molto scarsi nei contenuti. E i due siti web, sia quello della cantina Firriato, che quello della cantina Perlage confermano la regola. Su entrambi infatti troviamo il minimo indispensabile, e niente più. Invece al contrario un sito web dovrebbe essere ricco di contenuti. Più contenuti uguale più visitatori. Nel caso dei due siti in questione però avere più contenuti non sarebbe servito a nulla, infatti essendo realizzati interamente in Flash si è optato sin da subito per non farsi trovare sulla rete.

Infine, dal punto di vista social, la possibilità di interagire con le cantine è praticamente nulla, ci si può semplicemente inscrivere alle newsletter e poco più (Perlage ha anche un blog). Insomma in termini di Call-To-Action i due siti web lasciano proprio a desiderare. Il mio voto? Il sito della cantina Perlage è stato promosso con una sufficienza, ma niente di più, mentre quello di Firriato purtroppo devo rimandarlo, è insufficiente!