Campagne pay per click e landing pages che funzionano

Campagne Pay Per Click con Google AdWords, alzi la mano chi non ne ha già sentito parlare? Praticamente un pò tutti ne hanno sentito parlare, ma quasi nessuno sa esattamente con utilizzarle correttamente. Le campagne pay per click sono uno strumento di promozione on-line che consente di pubblicare annunci pubblicitari di qualsiasi tipo (testuale, grafico, video) con un link che rimandano ad una pagina web generalmente fatta adhoc, chiamata landing page. Il bello delle campagne pay per click poi è che si paga solo quando i navigatori internet cliccano sull’annuncio e visitano il sito web. I risultati di una campagna PPC però possono essere davvero i più disparati, alcuni possono essere presi come esempio per casi di successo da raccontare, altri al contrario come dei veri casi di insuccesso da nascondere, la maggior parte. Ed infatti in giro se si prova a chiedere un parere a coloro che hanno avuto modo di utilizzare un tale strumento di promozione on-line se ne sentono di tutti i colori. Per alcuni questo tipo di campagne di advertising sono un efficiente strumento di promozione on-line in grado di portare davvero tantissimi visitatori sul sito web e vendere loro i prodotti commercializzati. Per altri invece, è solo un modo come un altro per buttare via i propri soldi. Ovviamente come al solito la verità sta in mezzo.

L’unica verità è che il successo di una campagna pay per click dipende da tanti fattori, alcuni di questi fattori li possiamo controllare benissimo, altri purtroppo no. Uno dei fattori che possiamo controllare è la landing page. E il successo di una campagna di advertising pay per click dipende fortemente dalla sua landing page. Infatti, noi non vogliamo solo avere più visitatori nel nostro sito web, ma vogliamo soprattutto convertire questi visitatori in clienti, e senza una landing page costruita ad hoc difficilmente si avranno risultati confortanti. Purtroppo tante aziende, tra cui anche tante cantine, questo non lo capiscono, e attivano per esempio campagne di advertising con Google AdWords senza neppure avere una landing page decente. Vi assicuro, e parlo per esperienza diretta, in questi casi i risultati sono nulli. Ma come deve essere allora una buona landing page? Le landing pages perfette ovviamente non esistono, ma ieri nel mio girovagare sulla rete ne ho trovata una veramente ben fatta, e ve la segnalo con piacere. La landing page in questione è quella di una promozione di vini a marchio ColdeRove, un brand della cantina Mionetto di Valdobbiadene (TV).

Landing page ColdeRove Mionetto

Landing page ColdeRove Mionetto

Ovviamente dal di fuori io non posso dire se questa campagna pay per click sta funzionando o meno, l’unica cosa che ho notato è che l’annuncio viene mostrato solo con la parola chiave “mionetto”. Il che mi fa pensare che la campagna non sia fatta a regola d’arte. Infatti la scelta delle parole chiavi giuste è anch’essa fondamentale per il successo di una campagna di advertising di questo tipo. Perché per esempio non pagano per una parola chiave più interessante come “prosecco”? Boh, non lo so! Comunque, non è questo il post adatto per parlare della scelta delle parole chiavi di una campagna pay per click. Magari in futuro.

Ah, dimenticavo, la promozione sembra interessante, quindi visto che siamo prossimi alle feste perché non fare un ordine?

Marchesi de’ Frescobaldi: al via nuova campagna advertising

E’ di questi giorni la notizia della nuova campagna di advertising della Marchesi de’ Frescobaldi. Di seguito riporto il testo completo che circola su Internet. La nuova campagna di advertising curata dalla Leo Burnett Italia racconterà i 700 anni di storia della nobile famiglia toscana nel settore vinicolo. I media coinvolti sono udite udite la stampa quotidiana, i principali network radiofonici (boh?!) e siti web di informazione ed enogastronomia. Nel momento in cui scrivo ho avuto modo di vedere solo  la grafica che probabilmente apparirà sulla stampa quotidiana, per il resto buio completo. Le radio non ho possibilità di sentirle visto che vivo all’estero. Sul web invece nulla, nulla sui principali siti di informazione e soprattutto nulla sui principali siti di enogastronomia.

Sicuramente il budget messo in gioco dalla Marchesi de’ Frescobaldi per questa campagna di advertising è superiore alla media del settore, oserei dire anche più delle tre volte reso noto nel comunicato stampa, visto che tantissime cantine non investono proprio nulla. Neppure nei periodi di crisi, in cui invece dovrebbero. Personalmente non penso che il messaggio che desiderano far arrivare al consumatore finale con questa campagna di advertising sia quello giusto. Spero di essere smentito dai fatti ovviamente.

Il messaggio mi da l’impressione di essere particolarmente noioso, anche senza averlo mai ascoltato. E poi scegliere come media i principali network radiofonici per farci sentire la voce di “Richard Gere” che racconta la loro storia… mah, tutto questo mi lascia sinceramente perplesso. Tutto mi sa di vecchio, il messaggio, il modo, e il media scelto. Voglio approfittare di questo brevissimo post per ricordare alle cantine che si apprestano a fare anche loro una campagna di advertising, magari nel loro piccolo, che puntare sulla stampa (no quotidiani, ma di settore) va ancora bene se ne avete la possibilità economica, ma il media su cui puntare oggi è solo e soltanto il web (mobile incluso).

Campagna advertising Marchesi de' Frescobaldi

Campagna advertising Marchesi de' Frescobaldi

“Con Marchesi de’ Frescobaldi hai sempre una storia da raccontare”. E’ con un approccio orientato alla narrazione e alla cultura del vino che un’azienda di prestigio come Marchesi de’ Frescobaldi si rivolge direttamente al consumatore finale, affidando alla pubblicità il proprio messaggio. Nonostante la crisi economica e il generale contenimento delle spese in comunicazione di molte aziende, la scelta strategica di Frescobaldi, in controtendenza, dimostra la crescente importanza per le aziende del vino di comunicare direttamente al consumatore finale, nella maniera adatta. Con un investimento tre volte superiore alla media del settore, Frescobaldi pianifica la campagna che sarà on air in Italia a partire dal 14 marzo 2011. I media coinvolti saranno la stampa quotidiana, i principali network radiofonici e siti web di informazione ed enogastronomia.

La campagna commissionata da Frescobaldi a Leo Burnett Italia, è stata realizzata dai direttori creativi Riccardo Robiglio e Paolo Dematteis che hanno lavorato con l’art director Marco Ontano e il copywriter Michele Comuzzi. Gli scatti sono del fotografo Fulvio Bonavia; e per gli spot radio è stata scelta la voce di Mario Cordova, il doppiatore di Richard Gere.

“Con Marchesi de’ Frescobaldi hai sempre una storia da raccontare” è il titolo del progetto, che racconterà la secolare tradizione dell’azienda in 5 differenti storie, una per ogni vino: Mormoreto, Castelgiocondo Brunello, Tenuta di Castiglioni, Nipozzano Riserva, Remole.

La campagna, incentrata sullo storytelling, è dedicata a chi cerca qualcosa in più rispetto a quello che il vino di per sé riesce a dire. Da qui l’idea di voler trasmettere racconti fatti di vino, di persone, di sapere. Un sapere che Marchesi de’ Frescobaldi coltiva da oltre 700 anni, con passione e cura, ed all’origine dei suoi vini.

Ogni giorno, ogni vendemmia, ogni innovazione, ogni bottiglia ha in sé una piccola storia che è parte della grande storia dell’azienda. Scoprirla è capire che il piacere del vino non sta solo nel berlo. Ma nell’ascoltarlo e nel poterlo raccontare. Un vino Frescobaldi significa qualcosa di più di un ottimo vino toscano. Significa appropriarsi di una storia, fatta di eccellenza, di passione, di emozione. Una storia da raccontare agli altri e che Marchesi de’ Frescobaldi ha scelto di condividere.

“Siamo convinti che sia il momento giusto per comunicare direttamente al consumatore finale – dichiara Leonardo Frescobaldi, Presidente di Marchesi de’ Frescobaldi – superando la tradizionale riservatezza tipica della nostra famiglia. Dall’archivio storico abbiamo trovato alcuni racconti inediti, particolarmente adatti allo stile narrativo della campagna e significativi per illustrare il carattere e lo stile dei nostri vini.

E’ stata una scelta a lungo ponderata e che ci auguriamo possa trasmettere al consumatore cosa c’è dietro un grande vino toscano”

L’azienda Marchesi de’ Frescobaldi, opera nel campo vitivinicolo da 700 anni. I suoi prodotti sono attestati nella fascia alta dei vini di pregio e coniuga tradizione e innovazione, credendo nel rispetto del territorio e nella valorizzazione delle uve dei propri vigneti. L’azienda toscana è conosciuta nel mondo per le sue quattro tenute storiche: Castello di Nipozzano, Castello di Pomino, Castel Giocondo, Tenuta di Castiglioni. Negli ultimi 10 anni la cifra d’affari del Gruppo Frescobaldi è più che triplicata. Nonostante la difficile fase congiunturale nel mondo del vino nei primi anni Duemila, il fatturato del Gruppo non ha subito delle flessioni rilevanti: è cresciuto fino ad attestarsi nel 2009 a 71,2 milioni di €.

I 4 benefici del marketing online

Con la sempre crescente concorrenza nel settore vinicolo, dovuta anche a Internet, oltre che alla qualità dei vini, e la crisi economica che proprio non vuol passare, molte cantine si stanno guardando attorno per trovare il modo di risparmiare i propri soldi in spese di marketing, senza però comprometterne l’efficacia. La soluzione in questo caso? Semplice, passare completamente dal marketing offline al marketing online. Il marketing online, infatti, porta con se una serie di benefici che mancano totalmente al marketing offline. Eccone ben 4 irrinunciabili:

Beneficio Marketing Online # 1. – Costi inferiori

A parità di condizioni, e di risultati infatti i costi per il marketing online sono decisamente inferiori a quelli del marketing offline. Basta fare l’esempio della pubblicità online. Per una campagna banner (formato Superbanner IAB) di 100.000 impressions occorrono circa 1.000 euro (almeno sul mio portale www.bereilvino.it), mentre per una campagna pubblicitaria su una rivista di settore con una tiratura di circa 50.000 occorrono non meno di 5.000 euro per la 1/2 pagina (Tariffe Pubblicitarie Riviste Cucina e Vini). Con la stessa cifra su Internet si può fare la guerra.

Beneficio Marketing Online #2. – Modifiche al volo

Il secondo beneficio che mi viene in mente è proprio la possibilità di fare modifiche al volo. Pensate ancora alla solita campagna pubblicitaria online. Monitorando le statistiche e i vari tassi di conversione vi accorgete che non sta dando i risultati desiderati. In questo caso, basta fermare la campagna banner, modificare il messaggio della pubblicità, ed eventualmente la grafica, e far ripartire il tutto. Tutto ciò nel marketing offline non è assolutamente possibile. Una volta che la rivista o il giornale è andato in stampa, non è più possibile apportare modifiche. E così avete buttato via i vostri 5.000 euro.

Beneficio Marketing Online #3. – Misurabilità dei risultati

Con il marketing online è possibile controllare i risultati di una campagna online praticamente in tempo reale utilizzando appositi software di analisi. Quando parlo di marketing online faccio l’esempio della pubblicità, perché più facile, ma ovviamente gli stessi discorsi valgono per tutte le strategie di marketing online, sito web, comunicazione, social networks, blog, video, etc. etc. Esistono infatti decine e decine di KPI’s (Key Performance Indicators) o indicatori di prestazione chiave, che permettono di valutare l’efficacia di ogni strategia. Con il marketing offline invece, tutto ciò è impossibile.

Beneficio Marketing Online #4. – Ampia scelta di metodi

Internet offre veramente così tante opzioni per fare marketing che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Puoi usare l’audio, i video, i blog, l’email, i social media, le newsletters, i forum, l’article marketing, e molto altro ancora. Per fare le stesse cose con il marketing tradizionale offline devi necessariamente utilizzare media diversi, radio, televisione, e stampa, con costi decisamente superiori.

Siete ancora disposti a perdere tempo e clienti fossilizzandovi esclusivamente sul marketing offline?

Online advertising: fissare gli obiettivi

OK, tutto è pronto, la nuova campagna di advertising per la tua bella cantina sta per partire, e tu non vedi l’ora di valutare il tuo ROI. Sarà un successo! Hai sempre sentito parlare delle potenzialità di Internet a riguardo, e delle tante opportunità che la rete offre alle aziende per farsi conoscere in un mercato che più globale non può essere. Tutti contro tutti. A questo punto senti lo stridio delle gomme di una automobile, dovute a una brusca frenata, e vedi scendere una persona che corre verso di te e ti grida… fermo, fermo, devi ancora fissare gli obiettivi!!! E tu lì, pronto a dare il via alla campagna di advertising con il tuo nuovo iPhone 4 esiti, e ti chiedi… eh, fissare gli obiettivi?

Scusatemi per la divagazione, ma fissare gli obiettivi prima di iniziare una campagna di advertising online è assolutamente fondamentale per la riuscita della campagna stessa. Non bisogna dimenticare infatti, che gli obiettivi di una azienda non sempre coincidono con quelli di una campagna di advertising. L’obiettivo principale di una cantina, è identico a quello di una qualunque altra azienda, aumentare il fatturato, e a parità di fatturato massimizzare i profitti. Ora qualche produttore di vino potrebbe anche obiettare a riguardo, ma vi assicuro che avrebbe solo torto.

Per non rimanere delusi dai risultati di una campagna di advertising online bisogna sempre fissare gli obiettivi. Con l’advertising online l’unico obiettivo non può essere soltanto l’aumento del fatturato. Aspettarsi soltanto un aumento di fatturato da una campagna di advertising online è riduttivo, e troppo semplicistico. Nell’ advertising online gli obiettivi da tenere in considerazione sono di ben tre categorie, la visibilità della marca (Brand visibility o brand exposure), l’incremento del fatturato (Increased Sales), ed infine l’acquisizione di nuovi clienti (Lead Generation). Inoltre, qualunque sia l’obiettivo fissato, non bisognerebbe mai dimenticare che oltre ad essere specifico, deve essere anche misurabile ma soprattutto realistico.

Ecco qui una serie di possibili obiettivi specifici e misurabili:

– “Vogliamo acquisire 10 nuovi client al mese”
– “Vogliamo che il costo per cliente acquisito (Cost Per Lead) non sia superiore ai 20 euro”
– “Vogliamo che le schede in formato pdf dei vini siano scaricate almeno 1000 volte al mese”
– “Vogliamo realizzare un fatturato mensile di 5.000 euro con l’e-commerce″
– “Vogliamo almeno 20 nuovi iscritti al mese per la nostra newsletter aziendale ”
– “Vogliamo minimo 50 telefonate qualificate di potenziali clienti”
– “Vogliamo almeno 200 nuovi commenti al mese nel nostro blog aziendale”
– “Vogliamo 1000 nuovi visitatori al mese sul nostro sito web”

Come è facile intuire quindi gli obiettivi possono essere i più vari e disparati, e variano da azienda a azienda, ma comunque tutti riconducibili ai tre gruppi sopracitati. Fissando come obiettivo unicamente l’aumento del fatturato, si rischia di rimanere delusi. Per esempio, se la cantina X decide di investire 5.000 euro in diverse campagne pubblicitarie, e fissa come unico obiettivo un incremento del fatturato del 15% nello stesso periodo, e si accorge a campagna scaduta che l’incremento è stato di soli due punti percentuali, allora si potrebbe arrivare a pensare che la strategia di marketing adottata non ha avuto successo.

Ovviamente così facendo si rischia di considerare ogni campagna di advertising fallimentare. Comunque è del tutto inutile fissare un obiettivo di fatturato per l’e-commerce se il vostro negozio online lascia a desiderare per diversi motivi. E’ inutile fissare un obiettivo per i commenti sul blog se il vostro blog sembra abbandonato, e trascurato come il vostro sito web. E’ inutile fissare un obiettivo per il numero di nuovi clienti acquisiti per email se poi controllate la vostra posta elettronica una volta ogni due settimane. Ecco in questi casi lo scarso risultato raggiunto non è direttamente imputabile alla campagna pubblicitaria. Quindi in definitiva fissate i vostri obiettivi prima di attivare una qualsiasi campagna pubblicitaria, e assicuratevi soprattutto che quegli obiettivi siano realistici.

5 brevi suggerimenti per la tua campagna pubblicitaria

La pubblicità è uno strumento di comunicazione molto utile per le cantine. L’obiettivo della pubblicità è quello veicolare un ben determinato messaggio verso un gran numero di persone, e attirare potenziali clienti. Se fatta correttamente, la pubblicità può aumentare il successo della vostra attività produttiva. In linea di principio bisognerebbe far ricorso sempre a dei professionisti del settore, e avere contemporaneamente almeno una conoscenza di base dell’argomento. Di seguito 5 brevissimi suggerimenti da tenere sempre in considerazione:

1. Fare ricerche di mercato, e testare quando possibile la tipologia di campagna pubblicitaria che si intende implementare. Le campagne pubblicitarie on-line, al contrario di quelle off-line, sono facili da testare anche per brevissimi periodi;

2. Assicurarsi sempre che il media e il canale scelto per la propria campagna pubblicitaria sia coerente con il target fissato. Inoltre informatevi sempre su l’audience. Per esempio se state puntando la vostra attenzione sulla stampa di settore richiedete sempre la tiratura. Se invece state puntando sulla pubblicità on-line chiedete sempre il numero di visitatori unici giornalieri. Qualora non fossero in grado di fornire tali dati, lasciate perdere;

3. Il messaggio pubblicitario deve essere breve e chiaro per non confondere il potenziale cliente;

4. Call to action (letteralmente “invito a compiere un’azione”) sempre presente nel messaggio (es. sito web, numero verde da chiamare, dove comprare i vini, indirizzo della cantina per eventuali degustazioni in loco, e via dicendo);

5. Fissare in anticipo un budget reale per le campagne pubblicitarie dell’intero anno commerciale. Il budget pubblicitario non dovrebbe mai essere fissato sulla base di ciò che rimane nelle casse dell’azienda dopo aver pagato tutti i conti. Le spese pubblicitarie infatti possono essere considerate a tutti gli effetti delle spese necessarie per una cantina, addirittura possono essere viste come degli investimenti.