20 piacevoli esempi di siti web di cantine italiane

Ho trascorso l’ultimo weekend, sabato 8 e domenica 9 giugno, a visionare siti web di cantine italiane. Ho trascorso oltre 20 ore online per visitare quasi 4.000 siti web. E’ un lavoro che faccio almeno una volta all’anno per far si che il database di cantine italiane presenti nel mio portale www.bereilvino.it sia sempre attuale e aggiornato. Confesso che è un lavoraccio, ma contemporaneamente devo ammettere che mi piace e mi intriga perché mi permette di avere una visione globale sull’evoluzione della presenza online delle tante cantine del Belpaese. Non ci sono a riguardo molte cose da dire. La maggior parte delle cantine continua ad avere siti web davvero scadenti sotto ogni punto di vista. Siti web vecchi anche 10/15 anni, stiamo parlando della preistoria di Internet per capirci. Contenuti scadenti, introduzioni in Flash, musichette deprimenti, e via discorrendo. La brutta notizia rispetto al passato è che ho dovuto cancellare oltre 200 cantine dal mio database. Oltre 200 siti web letteralmente scomparsi dalla rete. Ho provato a rintracciare le cantine, pensando che magari hanno spostato tutto su altri domini, e invece niente, non sono più online. Temo proprio che la crisi economica abbia fatto le sue vittime anche nel panorama vitivinicolo italiano. Ho notato inoltre che, tante cantine hanno abbandonato il loro sito web a favore di una strategia di comunicazione basata esclusivamente sui social networks. Alcune addirittura non hanno più un proprio sito web (che prima però avevano) ma solo una presenza su Facebook. Un errore grande quanto un grattacielo di 100 piani.

Il successo sul web non si inventa, e non può basarsi esclusivamente sui social networks, credetemi! Un sito web ben fatto e ben posizionato nei motori di ricerca continuerà a fare traffico anche se non aggiornato per mesi e mesi, in poche parole continuerà a fare branding, e cioè continuerà a lavorare per voi e il vostro marchio portando sempre nuovi visitatori che non vi conoscono. Al contrario, con i social networks quando cessa l’impegno da parte vostra, e cioè cessano gli aggiornamenti continui si cade automaticamente nel dimenticatoio. Niente aggiornamenti nei social networks significa niente notifiche, e niente notifiche significa niente branding, e niente visibilità. E se a tutto questo aggiungente che i social networks non portano mai nuovi potenziali clienti, perché chi vi segue o è un familiare, o é un amico o conoscente, oppure un cliente o partner di lavoro, il danno allora in questo caso è fatto. Fatta questa breve premessa oggi voglio solo farvi conoscere 20 cantine che hanno rinnovato la loro presenza online con siti web più moderni. Nulla di straordinario per carità, hanno solo dato una rinfrescata alla loro immagine online, e pertanto meritano di essere visitati. Non sono siti web che mi fanno impazzire, perché non sono perfetti, trovare loro dei difetti infatti non sarebbe difficile, ma sono stati fatti comunque dei passi avanti rispetto al passato, e allora… buona visione!!

P.S. Se ne conoscete degli altri che meritano, non abbiate paura a segnalarli.

Tinazziwww.tinazzi.it

Tinazzi

Terra d’Aligiwww.terradaligi.com

Terra d'Aligi

Tenuta Sette Pontiwww.tenutasetteponti.it

Tenuta Sette Ponti

Suaviawww.suavia.it

Suavia

Stattiwww.statti.com

Statti

Santa Venerewww.santavenere.com

Santa Venere

Renato Rattiwww.renatoratti.com

Renato Ratti

Masseria Frattasiwww.masseriafrattasi.it

Masseria Frattasi

La Torderawww.latordera.it

La Tordera

I Giusti e Zanza Vignetiwww.igiustiezanza.it

I Giusti e Zanza Vigneti

Foss Maraiwww.fossmarai.com

Foss Marai

Continiwww.vinicontini.com

Contini

Contadi Castaldiwww.contadicastaldi.it

Contadi Castaldi

Colterenziowww.colterenzio.it

Colterenzio

Chiarieriwww.chiarieri.com

Chiarieri

Castellani Michelewww.castellanimichele.it

Castellani Michele

Casa Vinicola Zoninwww.casavinicolazonin.it

Casa Vinicola Zonin

Candido Vini Siciliawww.candidovinisicilia.it

Candido Vini Sicilia

Cambriawww.cambriavini.com

Cambria

Cascina Ca’ Rossawww.cascinacarossa.com

Azienda Agricola Cascina Ca' Rossa

Marchette del vino e pubblicità occulta

E’ proprio di questi giorni la polemica nata su alcuni blog del vino riguardo la cattiva abitudine delle marchette nel mondo del vino, ovviamente non solo italiano. Con il termine marchetta oggi ci si riferisce ad un articolo scritto da un giornalista per compiacere qualcuno. Il giornalista che scrive l’articolo ha quasi sempre un ritorno economico, quindi in denaro sonante, tante altre volte invece il suo ritorno è sotto forma di benefits. Uso il termine benefits per indicare tutte quelle volte che il giornalista del vino viene invitato ad un evento, o a soggiornare in azienda a spese della cantina, o a partecipare ad una cena esclusiva che so a fine giornata durante il Vinitaly, insomma tutti quei casi in cui non c’è un evidente e materiale trasferimento di denaro dalla cantina al giornalista del vino, ma solo di semplici benefici. Come è facile intuire il confine tra un articolo “marchetta” e un articolo libero da “condizionamenti” è molto ma molto sfumato, perché siamo in presenza di una ampia zona grigia che comprende una estesa casistica di situazioni al limite della regolarità se così si può dire, e in ogni caso fatte da comportamenti discutibili.

Vediamo di fare un piccolo esempio. Un giornalista scrive bene di un vino, magari su un giornale locale, la cantina lo viene a sapere in un modo o in un altro e lo contatta per ringraziarlo. A fine conversazione il produttore vinicolo dice al giornalista che gli farebbe molto piacere averlo come ospite qualche volta, e di non esitare se si dovesse trovare in zona. Dopo qualche tempo, per il giornalista si presenta l’occasione, e con degli amici o conoscenti fa visita alla cantina in questione. La giornata trascorre tranquilla, tutto è piacevole, i vini sono buoni e il produttore vinicolo molto cordiale, le leccatine di culo da entrambi i lati si sprecano, e a fine visita ci si promette di rivedersi quanto prima. Dopo pochi giorni il giornalista pubblica un bellissimo articolo dove racconta per filo e per segno la sua ultima cantina visitata. Segue la consueta telefonato del produttore che lo ringrazia per quanto scritto sull’articolo, tutto bellissimo, e coglie l’occasione per ricordare al giornalista che a breve ci sarà il Vinitaly, e che in quella occasione organizzerà una bellissima degustazione con una verticale del suo vino di punta. La verticale manco a dirlo è ristretta a soli pochi intimi, e tutti seri professionisti del vino, insomma una cosa per soli intenditori. Il giornalista quindi va al Vinitaly, partecipa alla verticale, torna a casa, e scrive un articolo tale da far sentire invidioso anche un neonato che di vino non ha mai sentito parlare. Segue l’ennesima telefonata del produttore che lo ringrazia nuovamente, tra un frase e l’altra questa volta è il giornalista che si fa scappare qualcosa. Fa presenta al produttore vinicolo che sta organizzando una serata con degustazione, e che in quella occasione saranno presenti diversi produttori della sua stessa zona, e che a lui farebbe molto piacere se ci fosse anche la sua di cantina. Senza alcun impegno ovviamente, ogni produttore sta contribuendo alla serata con 12 bottiglie di vino di una unica tipologia. E’ chiaro che il produttore non può tirarsi indietro e farà la sua parte con le sue 12 bottiglie. Trascorrono un paio di giorni e spunta l’ennesimo articolo con il resoconto della serata, a cui ormai non segue più la classica telefonata di ringraziamento, a questo punto infatti il giornalista e il produttore vinicolo sono praticamente diventati amici. Entrambi hanno raggiunto lo scopo finale, il giornalista ci guadagna con gli articoli e le serate per esempio, e la cantina ci guadagna in notorietà. Da qui in poi saranno per sempre baci e abbracci tra i due. Secondo voi questo modo di operare è configurabile in una marchetta? Se non lo è, siamo al limite!

Vino, marchette, e pubblicità occulta

Quello delle marchette purtroppo è una pratica che viene da lontano, e che oggi dalla carta stampata sta cercando di diffondersi sul web. Ormai è tutto un fiorire di marchette sulla carta stampata, basta aprire una qualsiasi rivista enogastronomica per rendersene conto. Sul web la cosa è agli inizi, ma si vuol far credere che sia la sola causa del male. E’ comunque un malcostume molto diffuso che bisognerebbe eliminare, o almeno limitare entro i confini della decenza, e nel rispetto dell’etica professionale specialmente se si è giornalisti. Tuttavia voglio spezzare una lancia a favore dei tanti bloggers che scrivono di vino con passione, e che svolgono un “lavoro” indipendente utile alle cantine ma anche alle persone comuni, e cioè quello di divulgare la cultura del vino di qualità. A loro dico di essere onesti e di scrivere in maniera trasparente, indicando quando è il caso se i vini erano un omaggio della cantina o se erano stati acquistati. Alle cantine dico invece di non aver paura ad inviare campionature dei propri vini ai vari bloggers, perché ne possono scaturire conversazioni online interessanti e costruttive per entrambi i lati, oltre che un vantaggio di immagine per la cantina. Ma come deve procedere una cantina per non cadere nella trappola delle marchette e non fare figuracce? L’ideale sarebbe quello di seguire il blogger, partecipando attivamente, magari con commenti interessanti e stimolanti, e solo dopo averlo conosciuto un tantino meglio chiedere il permesso per inviare una propria campionatura di vini. Rassicurandolo però che non è obbligato a recensirli, ma che si è solo curiosi di un suo parere. Tutto qui! Semplice no? Nella maggior parte dei casi il blogger, se i vostri vini si saranno dimostrati all’altezza e di suo gradimento, non esiterà a pubblicare un sua recensione.

Passiamo adesso brevemente alla pubblicità occulta. Anche questa è una pratica molto ma molto utilizzata nella carta stampata, soprattutto in quella di settore. Nella pubblicità occulta il messaggio pubblicitario è difficilmente riconoscibile e il lettore può essere così più facilmente ingannato. Facciamo un piccolo esempio. Supponiamo che in programma ci sia la pubblicazione di un articolo dedicato ad un particolare territorio vitivinicolo, a questo punto il giornalista (con l’avvallo dell’editore) contatta una serie di cantine che potrebbero essere interessate alla presenza, e gli fa la proposta. C’è la possibilità di essere presenti in questo articolo e costa tot, vi interessa? Alcune cantine accettano, altre no. Ma la cosa rimane comunque nascosta agli occhi dei poveri lettori, che non immaginano minimamente che i vini e le cantine citate hanno pagato per essere presenti all’interno dell’articolo. Perché anche questa pratica è molto diffusa tra le cantine? Semplicemente perché tantissime cantine vedono la pubblicità esplicita come qualcosa di negativo per la loro immagine. Invece si sbagliano, la pubblicità trasparente ha un ruolo a mio avviso positivo sulla società, un ruolo che va ben oltre il semplice aspetto commerciale, e che per motivi di tempo non sto qui a spiegare, ma credetemi sulla parola non è il male.

In conclusione le cantine dovrebbero evitare di ricorrere a tali stratagemmi per fare branding, perché si possono raggiungere benissimo gli stessi identici risultati percorrendo strade ben diverse e aperte sotto gli occhi di tutti. Personalmente non mi sento di dare la colpa al giornalista o al blogger di turno per queste pratiche, al contrario la colpa la do soltanto alle aziende che scelgono la strada più corta e buia, invece di quella più lunga e luminosa.

La sola presenza online non è sufficiente per il successo di una cantina

Ne ho parlato tantissime volte, ma la sola presenza online non è sufficiente per avere successo in un mercato altamente competitivo. I siti web vecchi, non aggiornati, e abbandonati a se stessi non aiutano la vostra attività in termini di fatturato, e inoltre fanno male alla vostra immagine. Ho iniziato a occuparmi del binomio web e cantine nel lontano 2001, quindi un po’ di esperienza a riguardo posso dire di averla, anche con una buona dose di presunzione. Alla luce della mia lunga esperienza posso affermare con tutta tranquillità che a distanza di anni sono ancora tantissime le cantine che non sfruttano o non sanno sfruttare le potenzialità della rete. A partire soprattutto dal loro sito web aziendale, e dalla sua gestione quasi mai seria e professionale. Ammetto che la cosa non è molto confortante.

Avere un sito web poco professionale, scarso di contenuti, vecchio, non aggiornato, e abbandonato a se stesso non porta clienti. Mai. E vi faccio un piccolo esempio. Nel mio portale www.bereilvino.it molto spesso capita che enoteche, ristoranti, supermercati, ma anche importatori esteri, lascino sotto forma di commenti, richieste indirizzate a cantine presenti nel database del mio sito per eventuali contatti commerciali (vedi immagine sottostante). In passato questi tipi di messaggi commerciali erano molto frequenti, e io li giravo volentieri alle cantine. Ovviamente nessuna cantina si è mai sognata di dire grazie per la segnalazione, o di rispondere alla mia e-mail. Ma cosa volete farci, è un classico comportamento riscontrabile in tantissime cantine italiane. Infatti non è raro scrivere una e-mail ad una cantine e non ricevere alcuna risposta a riguardo. Nel migliori dei casi la risposta ti arriva anche con due o tre settimane di ritardo, quando magari è troppo tardi. A me personalmente è capitato veramente tantissime volte chiedere via e-mail (quella aziendale) un listino prezzi per il piccolo ristorante della mia famiglia, e non avere risposta alcuna, anche con cantine di una certa importanza. Una risposta la si deve dare comunque, almeno per educazione.

Commento con richiesta commerciale

Commento con richiesta commerciale

Ritornando all’esempio dei commenti con le richieste commerciali, per ridurre il loro numero, e la conseguente perdita di tempo per il sottoscritto, ho aggiunto da circa un anno e poco sopra il modulo dei commenti la frase “Per favore non lasciare messaggi esplicitamente indirizzati alla cantina!“. E per mia fortuna funziona, adesso ne trovo solo un paio al mese. Dai controlli fatti, anche nel passato, è sempre risultato che i siti web delle cantine destinatarie della richiesta commerciale era poco professionali, e con informazioni imprecise, tipo vecchio numero di telefono o di fax, e-mail non più esistente o addirittura con la mail box intasata da vecchie e-mail mai scaricate, e via discorrendo. Quindi se oltre al fatto di non rispondere alle e-mail, ci aggiungete il fatto che spesso i contatti presenti sul sito web aziendale non sono neppure esatti, ecco che i potenziali clienti scappano via, e sono persi per sempre.

Morale della favola? Internet è il primo posto dove il vostro target di riferimento, ovvero i vostri potenziali clienti si infilano quando cercano nuovi prodotti, e maggiori informazioni. Il vostro sito web è vecchio, non aggiornato, scarso di contenuti, e via discorrendo? Tranquilli, non preoccupatevi, alcuni dei vostri concorrenti saranno felicissimi di occuparsi personalmente di quelle persone che voi continuate a trascurare per un motivo o per un’altro.

P.S. Da quando ho aggiunto la frase “Per favore non lasciare messaggi esplicitamente indirizzati alla cantina!”, ho preso anche la decisione di non segnalare più eventuali messaggi commerciali alle cantine interessate, e di cancellarli direttamente, con buona pace per tutti.

I numeri dicono Toscana, Sicilia, e Piemonte

Cari amici produttori di vino, ancora una volta voglio condividere con voi un po’ di numeri e statistiche che si prestano benissimo a riflessioni. Era successo già una volta circa un anno e mezzo fa, quella volta avevo condiviso solo 6 mesi di statistiche del mio portale www.bereilvino.it, oggi invece voglio condividere con voi tutti un anno intero di statistiche, per l’esattezza tutto il 2012. Il perché è molto semplice. In periodo in cui tutti i santi giorni i diversi canali d’informazione ci propinano dati negativi riguardo l’economia del Belpaese, mi sento in dovere di dare almeno uno spiraglio di speranza. Spero che la luce che vedo io in fondo al tunnel non sia la stessa che vede il premier uscente Mario Monti, tanto per rimanere un po’ agganciato all’argomento elezioni. I pochi dati che vi mostrerò ovviamente vanno trattati con le dovute cautele. La domanda che mi sono posto comunque è rimasta la stessa. Dove si trovano le cantine che vanno per la maggiore in questo periodo? Per rispondere a questa semplice domando ho filtrato ancora una volta le statistiche del mio portale, e ho preso in considerazione i soli elenchi delle cantine. Il risultato è quello mostrato in figura, e i dati si riferiscono come ho già detto a tutto il 2012.

Statistiche visite database cantine italiane

Statistiche visite database cantine italiane

Le statistiche mi dicono che le singole pagine con gli elenchi delle cantine italiane tutte assieme hanno totalizzato ben 263.970 visite con una permanenza media sulla singola pagina di 1 minuto e 50 secondi. Rispetto all’ultima volta a guidare la “classifica” non c’è più la Sicilia, ma la Toscana con i suoi vini di qualità. I numeri dicono Toscana al primo posto, Sicilia al secondo posto, e Piemonte al terzo posto, ma con differenze veramente minime, anzi quasi nulle. Rispetto al 2011 la Toscana è cresciuta di quasi il 70%, il Piemonte del 60% circa, e la Sicilia appena il 32%. Tuttavia non solo le tre grandi d’Italia ad aver avuto le migliori performance di crescita, perché, udite udite, la Puglia e la Sardegna hanno avuto una crescita quasi del 101%. Comunque anche tutte le altre regioni italiane del vino sono in crescita. Chiaramente non sono in grado di dire se questo maggiore interessamento dei navigatori online corrisponda un reale maggiore interessamento verso le cantine e il vino in generale, questo potete saperlo soltanto voi cari produttori vinicoli. Attendo commenti dai diretti interessati, tranquilli, anche in forma anonima.

I siti web delle vostre cantine sono al passo coi tempi?

Storico sorpasso. Gli italiani, nel 2011, hanno speso di più per navigare su Internet dal cellulare che per inviare i propri messaggini. A certificare lo storico sorpasso è stata l’Agcom. Il numero di dispositivi mobile, smatphones e tables, cresce a vista d’occhio, e così anche il traffico web. Pertanto sempre più persone, e non solo in Italia, vanno in rete per cercare informazioni utilizzando sempre di più i loro piccoli gioiellini tecnologici. Le persone, e quindi i consumatori, si aspettano di trovare tutte le informazioni che desiderano quando ne hanno bisogno, ed esattamente nel luogo in cui si trovano, specialmente se sono fuori casa, per strada, in un negozio, al ristorante, etc. etc. Cosa significa tutto questo per una cantina? Significa che le cantine che hanno a cuore i consumatori, i clienti, ma anche i partners di lavoro, devono necessariamente prendere in considerazione l’opportunità di farsi realizzare un nuovo sito web, se non lo hanno già, al passo coi tempi, e cioè progettato per funzionare con i più disparati dispositivi mobile oggi disponibili sul mercato. Non è più ammissibile per le cantine continuare sulla stessa strada percorsa sino ad oggi. Bisogna levare il salame dagli occhi e i tappi dalle orecchie. Avere un sito web poco curato, poco aggiornato, e soprattutto non adatto ai dispositivi mobile può costare veramente molto ma molto caro ad una azienda, anche se solo in termini di immagine. E quando dico azienda intendo anche le cantine, siano esse piccole oppure grandi, non ha alcuna importanza. Una cantina che non cura la propria immagine online, mi riferisco al sito web, e non alla presenza sui social networks, è una cantina che non interessa ai consumatori/clienti o potenziali tali.

Quando le persone vanno su internet cercano risposte, e se voi non siete in grado di dargliele, le avranno sicuramente da qualche altro. Magari dai vostri concorrenti più svegli e attenti alle esigenze delle persone. Un sito web, carissimi produttori di vino, non è per sempre. Non è un diamante. Un diamante è per sempre, il vostro sito web no. Adesso se stai pensando che un sito web mobile sia comunque soltanto un “optional” per la tua attività di cantina, ripensaci una, due, tre, quattro, cinque volte prima di trarre stupide conclusioni. Un recente studio di Google, notissimo motore di ricerca e quindi non il pinco pallino di turno, ha messo in luce che un sito web espressamente progettato per i dispositivi mobile è fondamentale per il successo di una azienda. Un po’ di numeri? Ben il 74% delle persone che visitano un sito web “mobile-friendly” affermano di essere più propense a ritornarci nel futuro. Tutto ciò si chiama fidelizzazione dalle mie parti. Il 67% delle persone, intervistate nello studio condotto da Google, affermano di essere più propense a comprare un prodotto o un servizio nel caso di un sito web “mobile-friendly”. In poche parole un sito web progettato per i dispositivi mobile converte i visitatori in clienti. Vi consiglio di leggere qui altri interessanti numeri scaturiti dallo studio condotto da Google a riguardo.

Mobile friendly case study

Mobile friendly vs Mobile unfriendly

Il sito web per una cantina è importantissimo, è l’immagine della cantina stessa sulla rete. Come già detto in precedenza un sito web non è per sempre. Personalmente ritengo che un sito web vada cambiato ogni 2 o 3 anni al massimo. Perché il rischio è quello di avere un sito web non funzionante. Non mi credete? Guardate gli screenshot seguenti, sono quelli di una cantina (www.ilvignale.it) presa a caso che non si preoccupa per nulla della propria presenza online. Come questa cantina ce ne sono centinaia e centinaia di cantine nella stessa identica situazione, con siti web vecchi, non aggiornati, non adatti ai dispositivi mobile. Cosa deve pensare una persona che visita un tale sito web? Che forse una tale cantina non esiste più? Dopotutto, perché mai dovrebbe essere il contrario? Se tu cantina, sei online con un sito web vecchio di 10 anni o non esisti più o non ti frega proprio nulla dei clienti e potenziali tali. Cari produttori di vino è giunto il momento di fare le cose sul serio, il momento di avere un sito web espressamente progettato per i dispositivi mobile, e cioè “mobile-friendly”. Ah, dimenticavo, lasciate perdere i siti in Flash, perché non vanno più bene. A voi il vostro bel sito web in Flash può sembrare “fico”, ma credetemi non lo è. Sappiate che in futuro anche tutti i dispositivi android non supporteranno Flash. Adesso stai pensando ancora che un sito web mobile sia soltanto un “optional” per la tua attività di cantina?

Il Vignale Android

Il Vignale in un telefonino Android

Il Vignale chrome

Il Vignale in un pc con Chrome

Il Vignale - IE

Il Vignale in un pc con IE (un miracolo?!)

Il Vignale - Firefox

Il Vignale in un pc con Firefox

Il Vignale in un tablet android

Il Vignale in un tablet android