Vantaggi di un blog aziendale di successo

To blog or not to blog? That’s the question. Direbbero gli inglesi. Una domanda però che si pongono, non solo gli inglesi, ma anche tantissime altre persone in altre parti del mondo. Oggi sono tante le aziende che si chiedono se conviene investire seriamente in un blog aziendale (o corporate blog). Soprattutto si chiedono perché conviene, e quali siano i vantaggi reali di avere un blog interno.

I vantaggi come vedremo di seguito sono diversi, e tutti particolarmente importanti per una azienda che mira ad avere successo nel suo settore di competenza. Ma prima di analizzare tali vantaggi desidero rispondere alla domanda di apertura del post: To blog or not to blog? La risposta è davvero molto semplice. Sì, tutte le aziende dovrebbero avere un blog aziendale. Soprattutto le cantine!

Avendo un database con oltre 4.000 cantine, tutte con relativo sito web, ho la possibilità di visitare i loro siti web con una certa frequenza. Le cantine che hanno un blog aziendale sono tante. Purtroppo, nella quasi totalità dei casi, i loro blog sono veramente scadenti. Pochi contenuti, e soprattutto noiosi. Nel momento in cui scrivo una sola cantina in Italia può fregiarsi del titolo di “miglior blog aziendale” nel panorama vitivinicolo italiano, e la cantina in questione è quella della signora Donatella Cinelli Colombini, e merita subito una menzione.

Continua a leggere

Marchette del vino e pubblicità occulta

E’ proprio di questi giorni la polemica nata su alcuni blog del vino riguardo la cattiva abitudine delle marchette nel mondo del vino, ovviamente non solo italiano. Con il termine marchetta oggi ci si riferisce ad un articolo scritto da un giornalista per compiacere qualcuno. Il giornalista che scrive l’articolo ha quasi sempre un ritorno economico, quindi in denaro sonante, tante altre volte invece il suo ritorno è sotto forma di benefits. Uso il termine benefits per indicare tutte quelle volte che il giornalista del vino viene invitato ad un evento, o a soggiornare in azienda a spese della cantina, o a partecipare ad una cena esclusiva che so a fine giornata durante il Vinitaly, insomma tutti quei casi in cui non c’è un evidente e materiale trasferimento di denaro dalla cantina al giornalista del vino, ma solo di semplici benefici. Come è facile intuire il confine tra un articolo “marchetta” e un articolo libero da “condizionamenti” è molto ma molto sfumato, perché siamo in presenza di una ampia zona grigia che comprende una estesa casistica di situazioni al limite della regolarità se così si può dire, e in ogni caso fatte da comportamenti discutibili.

Vediamo di fare un piccolo esempio. Un giornalista scrive bene di un vino, magari su un giornale locale, la cantina lo viene a sapere in un modo o in un altro e lo contatta per ringraziarlo. A fine conversazione il produttore vinicolo dice al giornalista che gli farebbe molto piacere averlo come ospite qualche volta, e di non esitare se si dovesse trovare in zona. Dopo qualche tempo, per il giornalista si presenta l’occasione, e con degli amici o conoscenti fa visita alla cantina in questione. La giornata trascorre tranquilla, tutto è piacevole, i vini sono buoni e il produttore vinicolo molto cordiale, le leccatine di culo da entrambi i lati si sprecano, e a fine visita ci si promette di rivedersi quanto prima. Dopo pochi giorni il giornalista pubblica un bellissimo articolo dove racconta per filo e per segno la sua ultima cantina visitata. Segue la consueta telefonato del produttore che lo ringrazia per quanto scritto sull’articolo, tutto bellissimo, e coglie l’occasione per ricordare al giornalista che a breve ci sarà il Vinitaly, e che in quella occasione organizzerà una bellissima degustazione con una verticale del suo vino di punta. La verticale manco a dirlo è ristretta a soli pochi intimi, e tutti seri professionisti del vino, insomma una cosa per soli intenditori. Il giornalista quindi va al Vinitaly, partecipa alla verticale, torna a casa, e scrive un articolo tale da far sentire invidioso anche un neonato che di vino non ha mai sentito parlare. Segue l’ennesima telefonata del produttore che lo ringrazia nuovamente, tra un frase e l’altra questa volta è il giornalista che si fa scappare qualcosa. Fa presenta al produttore vinicolo che sta organizzando una serata con degustazione, e che in quella occasione saranno presenti diversi produttori della sua stessa zona, e che a lui farebbe molto piacere se ci fosse anche la sua di cantina. Senza alcun impegno ovviamente, ogni produttore sta contribuendo alla serata con 12 bottiglie di vino di una unica tipologia. E’ chiaro che il produttore non può tirarsi indietro e farà la sua parte con le sue 12 bottiglie. Trascorrono un paio di giorni e spunta l’ennesimo articolo con il resoconto della serata, a cui ormai non segue più la classica telefonata di ringraziamento, a questo punto infatti il giornalista e il produttore vinicolo sono praticamente diventati amici. Entrambi hanno raggiunto lo scopo finale, il giornalista ci guadagna con gli articoli e le serate per esempio, e la cantina ci guadagna in notorietà. Da qui in poi saranno per sempre baci e abbracci tra i due. Secondo voi questo modo di operare è configurabile in una marchetta? Se non lo è, siamo al limite!

Vino, marchette, e pubblicità occulta

Quello delle marchette purtroppo è una pratica che viene da lontano, e che oggi dalla carta stampata sta cercando di diffondersi sul web. Ormai è tutto un fiorire di marchette sulla carta stampata, basta aprire una qualsiasi rivista enogastronomica per rendersene conto. Sul web la cosa è agli inizi, ma si vuol far credere che sia la sola causa del male. E’ comunque un malcostume molto diffuso che bisognerebbe eliminare, o almeno limitare entro i confini della decenza, e nel rispetto dell’etica professionale specialmente se si è giornalisti. Tuttavia voglio spezzare una lancia a favore dei tanti bloggers che scrivono di vino con passione, e che svolgono un “lavoro” indipendente utile alle cantine ma anche alle persone comuni, e cioè quello di divulgare la cultura del vino di qualità. A loro dico di essere onesti e di scrivere in maniera trasparente, indicando quando è il caso se i vini erano un omaggio della cantina o se erano stati acquistati. Alle cantine dico invece di non aver paura ad inviare campionature dei propri vini ai vari bloggers, perché ne possono scaturire conversazioni online interessanti e costruttive per entrambi i lati, oltre che un vantaggio di immagine per la cantina. Ma come deve procedere una cantina per non cadere nella trappola delle marchette e non fare figuracce? L’ideale sarebbe quello di seguire il blogger, partecipando attivamente, magari con commenti interessanti e stimolanti, e solo dopo averlo conosciuto un tantino meglio chiedere il permesso per inviare una propria campionatura di vini. Rassicurandolo però che non è obbligato a recensirli, ma che si è solo curiosi di un suo parere. Tutto qui! Semplice no? Nella maggior parte dei casi il blogger, se i vostri vini si saranno dimostrati all’altezza e di suo gradimento, non esiterà a pubblicare un sua recensione.

Passiamo adesso brevemente alla pubblicità occulta. Anche questa è una pratica molto ma molto utilizzata nella carta stampata, soprattutto in quella di settore. Nella pubblicità occulta il messaggio pubblicitario è difficilmente riconoscibile e il lettore può essere così più facilmente ingannato. Facciamo un piccolo esempio. Supponiamo che in programma ci sia la pubblicazione di un articolo dedicato ad un particolare territorio vitivinicolo, a questo punto il giornalista (con l’avvallo dell’editore) contatta una serie di cantine che potrebbero essere interessate alla presenza, e gli fa la proposta. C’è la possibilità di essere presenti in questo articolo e costa tot, vi interessa? Alcune cantine accettano, altre no. Ma la cosa rimane comunque nascosta agli occhi dei poveri lettori, che non immaginano minimamente che i vini e le cantine citate hanno pagato per essere presenti all’interno dell’articolo. Perché anche questa pratica è molto diffusa tra le cantine? Semplicemente perché tantissime cantine vedono la pubblicità esplicita come qualcosa di negativo per la loro immagine. Invece si sbagliano, la pubblicità trasparente ha un ruolo a mio avviso positivo sulla società, un ruolo che va ben oltre il semplice aspetto commerciale, e che per motivi di tempo non sto qui a spiegare, ma credetemi sulla parola non è il male.

In conclusione le cantine dovrebbero evitare di ricorrere a tali stratagemmi per fare branding, perché si possono raggiungere benissimo gli stessi identici risultati percorrendo strade ben diverse e aperte sotto gli occhi di tutti. Personalmente non mi sento di dare la colpa al giornalista o al blogger di turno per queste pratiche, al contrario la colpa la do soltanto alle aziende che scelgono la strada più corta e buia, invece di quella più lunga e luminosa.

Perché spedire campioni di vino ai bloggers è utile?

Confesso che oggi non avevo ne voglio e ne intenzione di scrivere un articolo. Ma nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un paio di articoli on-line che trattavano l’argomento wine & blogging. La domanda che in tanti si pongono riguarda spesso l’utilità di inviare campioni di vino ai bloggers che scrivono di vino on-line per avere magari una recensione. Il caso vuole che giusto venerdì, mentre ero intento in una di quelle letture, suonasse il campanello di casa mia, per ben due volte. Era il postino. E come tutti i postini che si rispettano suona sempre due volte. Apro la porta, il postino mi sorride e dice molto educatamente buongiorno (io ovviamente ricambio), e mi consegna a sua volta 2 colli con 8 bottiglie di vino. Sono i campioni di vino che le Cantine Lupo di Campoverde, provincia di Latina, mi aveva promesso la settimana prima. Ammetto che sono rimasto piacevolmente sorpreso nel riceverli, perché non me li aspettavo. Mediamente un paio di cantine al mese mi contattano per sapere se possono inviarmi dei campioni di vino da recensire magari sul mio portale www.bereilvino.it. Ovviamente io accetto volentieri i loro campioni di vino, ma appena comunico loro il mio indirizzo, vivo in Olanda per la cronaca, non se ne fa più nulla. Proprio non li sento più. Spariti. Quindi potete immaginare la mia sorpresa nel ricevere i vini promessi (le recensioni saranno presto on-line).

Vini Cantine Lupo

Oggi poi mi imbatto in un’altro articolo in tema che mi spinge a scrivere questo articolo, nella speranza che possa essere utile alle tante cantine che si trovano a dovere scegliere se mandare oppure no dei campioni di vino ai wine bloggers. L’articolo dal titolo “Campionature omaggio ai bloggers gastronomici” si trova sul social network Vinix. L’articolo non è altro che la risposta della cantina Principi di Porcia e Brugnera alla richiesta di invio di una campionatura di vino in cambio di un articolo da parte di una blogger. Francamente a me la risposta data lascia parecchio perplesso. Comprendo benissimo che non è economicamente possibile inviare campionature di vino a tutti quelli che ne fanno richiesta, e ci mancherebbe! E che non è neppure molto ortodosso da parte dei bloggers chiedere delle campionature, ma dire…”Non potendo accontentare tutti e, sinceramente, non credendo nell’efficacia di questo tipo di veicolazione del prodotto “do ut des”, abbiamo deciso di non spedire campionature gratuite a questi scopi. Preferiremmo infatti che il contatto con l’azienda per la campionatura avvenisse dopo la valutazione del prodotto e con una richiesta motivata da un progetto promozionale o da attività on line”… mi sembra assurdo. Ma benedetta signorina, tutta la nostra esistenza presuppone un “do ut des”, a meno di non chiamarsi Francesco Giovanni di Pietro Bernardone (San Francesco d’Assisi) o Anjeza Gonxhe Bojaxhiu (Madre Teresa di Calcutta). Tu dai una cosa a me ed io do una cosa a te, o viceversa, in ogni caso ognuno ha il proprio tornaconto. Ed infatti nella stessa risposta vi contraddite immediatamente!! La blogger dovrebbe prima valutare i prodotti e poi fare una richiesta motivata da un progetto promozionale o da attività on line? Per il solo tornaconto della cantina? Boh.

Ribadisco che non è elegante da parte di un blogger richiedere direttamente le campionature di vino. Ma l’invio di campionature di vino è una prassi che le cantine dovrebbero tenere in considerazione. Si tratta in sostanza di una pura e semplice attività di branding volta a creare la conoscenza del marchio. Una cantina giovane, piccola, o poco conosciuta deve necessariamente fare branding se desidera rimanere a lungo nel mercato. Dimenticate i grandi marchi, quelli che hanno fatto la storia del vino italiano, e famosi nel mondo. Bene, quelli oggi sono famosi perché hanno fatto branding in un periodo in cui la concorrenza era molto ma molto meno agguerrita. Oggi il mercato del vino è troppo competitivo e le cantine con un marchio debole o comunque non molto forte devono agguantare ogni opportunità che si presenta per fare branding. E molte di queste opportunità passano anche per il web, con i bloggers. Certo non è possibile inviare a tutti, a destra e a manca, campionature di vino per avere magari una recensione. Perché anche questa attività, che io ritengo assolutamente strategica, deve essere accuratamente pianificata, sia in termini meramente economici che di “tornaconto”. Do ut des!!!

Di seguito un elenco di motivazioni che giustificano l’invio di campionature di vino a bloggers del settore wine & food.

– In Italia, ma volendo possiamo considerare anche tutto il resto del mondo, i wine -writers importanti che scrivono per giornali, riviste, guide, e che presenziano di continuo i vari eventi enoici sono pochi se paragonati al numero di etichette di vino in circolazione nel mercato globale, e quindi la probabilità di essere notati è veramente piccola. E’ poi perché mai dovrebbero scrivere di un vino o di una cantina sconosciuta ai più? Per utilizzare una metafora, e come se avessimo una infinità di films, tutti bellissimi, ma solo un numero limitato di sale cinematografiche. Vi assicuro che i produttori cinematografici più importanti non avrebbero alcuna difficoltà a piazzare i loro prodotti nelle sale cinematografiche più grandi e importanti. Non mi credete? Male! Inviare una campionatura di vino ad un blogger significa comunque fare conoscere il proprio marchio, a prescindere dal numero di lettori del blog scelto. Anche se fosse uno solo il lettore del blog. Il blogger ha comunque contribuito a far conoscere il marchio, e se è stato convincente magari quello stesso lettore alla prima occasione comprerà i vostri vini. Attenzione pero, nella scelta del blogger a cui la campionatura di vino non bisogna soffermarsi troppo e solamente sul numero di visitatori del blog. Infatti quelli che oggi sono piccoli domani potrebbero benissimo essere grandi!

– Quando un blogger pubblica una recensione che vi riguarda, vi offre anche una opportunità incredibile, quella di partecipare ad una eventuale discussione. Infatti, nei blog più grandi non è difficile trovare decine e decine di commentatori. Alcuni a favore del prodotto ed altri magari contro, ma comunque disponibili ad un confronto ancora di più se nella discussione si inserisce la cantina direttamente interessata. In molti casi poi tanti di quei commentatori sono, non dico professionisti, ma sicuramente amanti del vino, e quindi alla prima occasione magari acquisteranno i vostri prodotti, al limite nel caso peggiore avranno memorizzato nella mente in maniera indelebile il vostro marchio.

– In generale tantissimi bloggers non sono stipendiati da tal rivista o tal giornale e quindi sono decisamente indipendenti, il blog per loro è solo un modo di comunicare e lo fanno principalmente solo per passione. Magari in futuro, alcuni di loro diventeranno così bravi e grandi che lo faranno diventare un lavoro vero e proprio, diventando a loro volta stimati wine writers per riviste e giornali, ma sino ad allora saranno solo persone comuni che amano parlare e scrivere di vino. Persone comuni che, non dovendo presenziare un giorno si e l’altro pure eventi enoici vari in giro per l’Italia o per il mondo, escono a pranzo e cena con amici e parenti e sono pertanto dei comuni consumatori di vino come tantissimi altri. E se i vini che avete inviato come campionatura sono piaciuti, vi assicuro che non si farà scappare l’occasione di fare bella figura con i vostri vini, specialmente se hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. Credetemi, e così che va il mondo, e questo si chiama branding!

– L’influenza di un blogger non si ferma solo e soltanto nel suo blog. Anzi al contrario, essendo il blogger un vero appassionato probabilmente ne parlerà con altri bloggers del settore interagendo con loro, via Twitter, Facebook, o altri social media, raccontando la sua esperienza con la campionatura di questa o quella cantina. E magari aprirà una nuova discussione anche fuori dal suo blog, e il vostro marchio e i vostri prodotti saranno nuovamente al centro di una discussione. Insomma le occasioni per parlare di voi e dei vostri vini non mancheranno, ne online e ne offline. Evvai!!!

Blogging

Vi sono bastate queste 4 motivazioni per convincervi dell’utilità dei bloggers? No? Allora proverò a darvene qualche altra.

– Nel 99,99% dei casi le pagine web dei blogger si posizionano molto ma molto meglio di quelle dei siti web delle cantine, per svariati motivi, ma eccone subito 3. Il primo è che le cantine non investono quanto dovrebbero in SEO, e spesso si ritrovano con siti web che lasciano molto ma molto a desiderare sotto l’aspetto SEO. Il secondo motivo è che tantissime cantine hanno siti web con contenuti non aggiornati, sempre gli stessi, e vecchi. Bene i motori di ricerca al contrario amano i siti web con notizie fresche, e quelli dei blogger lo sono, visto che pubblicano nuovi contenuti con una certa regolarità. Quest’ultimo per esempio è uno dei motivi per cui consiglio alle cantine di avere sempre un blog aziendale. La visibilità è sempre alla base del successo di un sito web. Il terzo motivo è che un eventuale link proveniente dal blog con la recensione del vostro vino avrebbe una influenza positiva anche sul posizionamento del vostro sito web all’interno dei motori di ricerca. Quindi più recensioni, più links. Più links, più in alto sarà il vostro sito web nelle SERP dei motori di ricerca. Più il vostro sito web sarà in alto nelle SERP e più visitatori avrete, e via discorrendo.

– Si lo so, alcuni dei vostri vini sono eccezionali. Avete preso 95 punti da Robert Parker, e Tre Bicchieri dal Gambero Rosso. Avete avuto il vostro bel momento di gloria, bene. Ma quel momento di gloria non è eterno, magari il prossimo anno non avrete tutta questa attenzione, ed in ogni caso già subito dopo un mese ci sarà la stessa rivista che parlerà di un vostro concorrente, e quella in cui eravate giacerà in un cassetto. Ma secondo voi il ristoratore, o l’enotecario, o anche il comunissimo consumatore appassionato di vino se desidera qualche informazione su un determinato vino o su una determinata cantina va a sfogliare le riviste, i giornali, e le guide? O al contrario va su Internet? Io penso proprio che andrà su Internet a cercare quelle notizie. E secondo voi presterà più attenzione a quello che troverà sul vostro sito, spesso pieno di tanti bla bla bla, oppure leggerà attentamente le recensioni di terze persone? Per esempio i bloggers che nulla hanno a che vedere con voi? Secondo voi farà una più bella figura una cantina con tantissime recensioni o una che non se la fila nessuno?

Insomma di motivazioni valide ne potrei trovare tantissime altre, ma penso che queste siano sufficienti. Vi lancio una sfida però. Secondo me inviare campionature di vino ai bloggers ha solo vantaggi e nessuno svantaggio. Vi sfido a postare qui commenti e a dimostrarmi eventuali svantaggi ad adottare una strategia di branding che sfrutta i wine bloggers.

Cantine e siti web, il punto della situazione

In questi primi mesi dell’anno ho avuto parecchio da fare con il lavoro, quindi poco tempo per scrivere qualche bell’articolo qui sul blog. Da un paio di settimane inoltre comincio a manifestare i primi segni di stanchezza. In questi casi comincio a disinteressarmi di tutto, anche delle cose importanti, e mi prende una apatia da fare impressione. Spesso non mi va di fare nulla, solitamente invece finisco per fare cose che quasi sempre rinvio, tipo piccole riparazioni casalinghe, e lavoretti vari. Nonostante ciò non riesco a rimanere lontano dal computer per molto tempo, pensate che la mia media giornaliera si aggira intorno alle 13 ore, incluso i sabato, le domeniche, e le feste. Insomma sono sempre o quasi al computer. Oggi non mi andava di lavorare, ma mi son seduto comunque davanti al mio computer, e mi son messo a guardare un po’ di siti web di cantine italiane, e fare il punto della situazione. Il Vinitaly è finito da poco, mi son detto, e sicuramente tante cantine italiane avranno messo online i loro nuovissimi siti web per l’occasione. Perché non approfittarne per vedere le ultime novità? Detto, fatto!

Attenzione però l’ho fatto in maniera particolare. Ho fissato un tempo massimo per visitare il maggior numero di siti web possibile, 6 ore in tutto, e mi son comportato come farebbe un qualsiasi visitatore che visita un sito web arrivando dai motori di ricerca dopo aver digitato una parola chiave generica. Il comportamento di una persona nel visitare un sito web è fondamentalmente diverso se cerca una parola chiave generica o una parola chiave specifica. Per esempio una persona si comporta in modo diverso se cerca la parola chiave generica “brunello di montalcino” piuttosto che la parola chiave specifica “brunello di montalcino biondi santi”. Nel primo caso la persona sarà molto ma molto veloce (pochissimi secondi) nel giudicare il sito, e nello decidere se continuare o meno la lettura, cliccando magari su una seconda pagina del sito web. Nel secondo caso invece è in generale più propenso ad approfondire la visita del sito web che sta visitando perché realmente interessato, nella speranza di trovare quello che cerca, e anche in presenza di un sito web apparentemente scadente.

Sono ancora tantissime le cantine italiane che trascurano l’importanza del proprio sito web. Un sito web svolge fondamentalmente due compiti. Il primo è quello di fornire ai clienti (ma anche ai semplici curiosi o amanti del vino aziendale) tutte le informazioni che riguardano la cantina, la storia, i prodotti, le persone che vi lavorano, e molto altro ancora. Il secondo, molto ma molto più importante è quello di fare conoscere la cantina a tutti coloro che non la conoscono, ed eventualmente convincerli a compiere una azione, quale potrebbe essere quella di fare una telefonata per richiedere un listino prezzi, o quella di fare un acquisto online nell’e-shop, o quella di inscriversi alla newsletter aziendale per semplice curiosità. Insomma il sito web aziendale svolge un compito delicatissimo in questo secondo caso, in pratica in brevissimo tempo deve convincere il visitatore casuale che quella può essere una cantina interessante.

Come produttore vinicolo devi pensare al sito web come al tuo awatar sulla rete. Il sito web lavora per te in un opera di evangelizzazione continua mentre tu sei impegnato a fare altre cose, incluso dormire. Ti piacerebbe se a raccontare la tua passione, il tuo lavoro, la tua storia, i tuoi prodotti fosse qualcuno totalmente incapace di comunicare, ed in grado di dire solo quelle poche righe che stanno sul tuo depliant? Io credo sinceramente di no! Un sito web non deve essere semplicemente bello ma deve essere soprattutto ricco di contenuti, con informazioni dettagliate sulla cantina e i vini, i testi, le fotografie, i video poi devono essere di qualità perché devono colpire dritto al cuore del visitatore, e devono far scoccare la classica scintilla. Esattamente come accade in amore.

Detto questo passiamo ai risultati del mio tour de force online alla ricerca di eventuali novità e cambiamenti nel panorama vitivinicolo italiano. In 6 ore esatte ho avuto modo di visitare velocemente i siti web di 1.500 cantine italiane, nel mio database ne ho quasi 4.000. Questo vuol dire che ho destinato mediamente circa 14 secondi a sito web. Sembra pochissimo tempo, ma vi assicuro che è molto di più di quello che impiegherebbe il classico visitatore casuale per giudicare un sito web, e decidere se continuare a leggere o abbandonare immediatamente il sito web in questione. Il risultato è che mi sono annoiato a morte. Pochissime cantine hanno rinnovato il loro sito web (Allegrini, Cottanera, Monte del Fra, Berlucchi, Cantine Rallo, e pochissime altre), anzi al contrario tantissime mantengono ancora i loro vecchi e scadenti siti web.

Per la verità qualche piccola novità l’ho trovata un po’ ovunque. Sui loro vecchi e scadenti siti web cominciano a comparire come i funghi le icone e i link verso i principali social networks, Facebook e Twitter in primis. Sempre più cantine italiane infatti puntano sempre più sui social networks per la loro comunicazione online, nella speranza di avere quel po’ di visibilità online in più che il loro sito web non è stato in grado di dare in tantissimi anni. Ovviamente è una partita persa in partenza, ma questo loro non lo sanno, l’importante è esserci. In conclusione non si sono fatti dei grandi passi in avanti per quanto riguarda la qualità dei siti web, la sensazione è quella di un immobilismo generale in attesa di tempi forse migliori per investire sul web. Chiudo il mio breve articolo presentandovi alcune delle cantine che hanno saputo colpire la mia curiosità con i loro siti web: Pecchenino, Adriano, Ca’ dei Frati, Drusian, Le Macchiole, e Sturm. Attenzione però, questo non vuol dire in alcun modo che siano perfetti, ma semplicemente che sono stati in grado di farmi andare oltre la prima pagina.

Pecchenino

Pecchenino

Adriano

Adriano

Ca' dei Frati

Ca’ dei Frati

Drusian

Drusian

Le Macchiole

Le Macchiole

Sturm

Sturm

Non lasciare al visitatore del tuo sito web l’opportunità di visitare il sito web del tuo concorrente. Sii subito convincente!!!

Allegrini.it sarà la nuova frontiera della wine communicaton?

La risposta è semplice, ancora non lo so! Stavo giusto gironzolando su Internet senza obiettivi particolare, e mi son ritrovato giusto a visitare il sito web della cantina Allegrini di Fumane (Verona), che in quel preciso momento mostravo nella homepage un contatore a rovescio (countdown) per il nuovo sito web. Erano giusto gli ultimi secondi, quindi wow mi son detto, sarò il primo a vedere le novità del sito. Ed invece nulla, mi son ritrovano con un contatore che segnava 00:00:00. Peccato! Per fortuna ricordavo di aver ricevuto una e-mail a riguardo alcun giorni prima. La fortuna di avere un sito web popolare come www.bereilvino.it ha anche i suoi vantaggi, ritrovarsi con una casella della posta elettronica piena di notizie fresche fresche. Il rovescio della medaglia è che spesso sono così tante che neppure le leggo per mancanza di tempo, e quindi li cestino quando faccio le pulizie di primavera come oggi. Per fortuna non avevo ancora eliminato quella di Allegrini, e quindi la pubblico per intero qui sotto. Se ne parlerà anche al Vinitaly Martedì 27 Marzo – ore 11.45 – Pad.6 stand E5. Io non ci sarò, ma chi ci andrà potrà postare le sue impressioni liberamente anche qui, ovviamente se lo desidera.

Allegrini.it - Multichannel

Allegrini.it - Multichannel

Allegrini, azienda della Valpolicella Classica, una delle realtà vinicole italiane più premiate e riconosciute nel mondo, presenterà, nella prestigiosa cornice del Vinitaly, Allegrini Multichannel, www.allegrini.it. Si tratta del primo canale d’informazione multimediale sul vino che rappresenta la nuova frontiera della wine communication. Con l’adozione della nuova vetrina interattiva, Allegrini aggiunge una particolare dinamicità al proprio modo di presentarsi. www.allegrini.it non solo supera la staticità di un sito web, ma consente di interagire con l’esterno, coniugando, anche se virtualmente, gusto e sapore alla propria offerta.

La connessione alla piattaforma, infatti, permette ai navigatori neofiti e appassionati di scoprire i grandi vini Allegrini e Corte Giara della Valpolicella, Poggio al Tesoro a Bolgheri e San Polo a Montalcino che possono essere direttamente acquistati attraverso la semplice consultazione del catalogo e assaporati poi, seguendo i suggerimenti culinari di noti chef e i consigli di Marilisa Allegrini, che oltre a far conoscere il vino propone ricette di cucina facilmente riproducibili.

Multichannel rende disponibili su un unico supporto diverse tipologie di servizi e informazioni a valore aggiunto in maniera immediata e personalizzata sfruttando tecnologie e soluzioni all’avanguardia con un hardware “basic” rappresentato da un normale PC ed un semplice collegamento ADSL. E’ uno strumento essenziale per formare e informare, approfondire e curiosare, nel quale i contenuti illustrano la storia dell’azienda e dei prodotti. Ampio spazio è dedicato alle iniziative e agli eventi collaterali in Italia e nel mondo, alle informazioni e ai consigli sulle varie etichette di Allegrini Estates.

Inoltre, in seguito all’iscrizione gratuita al Multichannel Allegrini, l’utente potrà ricevere informazioni personalizzate grazie a un’organizzazione della conoscenza strutturata tramite percorsi di fruizione per l’utente attraverso la proposta di contenuti mirati che propone il sistema. Il Multichannel Allegrini è uno strumento di comunicazione efficacissimo, la cui struttura grafica e di sistema catapulta il navigatore in un mondo dove il colore, la parola e il sapore è reale. La multicanalità riesce, infatti, a sbiadire la virtualità del mezzo e a incrementare il fenomeno di aggregazione, tanto ricercato, quanto desiderato ai giorni nostri.

Giovane, elegante e dinamico, il nuovo website Allegrini si presenta al suo pubblico con una grafica leggera, arricchito nei contenuti da immagini e video. Un aggiornamento costante e diretto dei contenuti caricati sulle pagine dei social network in cui è presente, permette all’azienda di mantenere una comunicazione veloce e quotidiana con clienti, estimatori e naviganti, che possono diventare fan di Allegrini nelle diverse community direttamente da allegrini.it. Inoltre, la ricerca di informazioni all’interno del sito è resa ancora più semplice dai tag cloud.

Marilisa Allegrini dichiara: “Essere presenti on line, con un sito all’avanguardia e in grado di rispondere adeguatamente alle diverse esigenze di un mercato in continua evoluzione è per noi indispensabile. Grazie all’intervento di Commpla, la società specializzata nello sviluppo di piattaforme di comunicazione web-based di nuova generazione, siamo riusciti a raggiungere l’eccellenza della comunicazione. Come primo canale di informazione sul vino, Allegrini Multichannel, si propone come punto di riferimento per diffondere la cultura del vino e dei legami con il territorio, dalla Valpolicella alla Toscana, dall’Italia a tutto il mondo”.