La vendita di vino online come opportunità per superare la crisi economica

La crisi economica sta mettendo sempre più in ginocchio l’Italia. Aumento della disoccupazione, aumento delle tasse, e stipendi che non crescono da anni hanno influenzato decisamente il consumo pro capite di vino nel Belpaese. Il consumo pro capite di vino è ormai in calo da anni. In Italia è sceso addirittura sotto la fatidica soglia dei 40 litri per persona, ben 10 litri pro capite in meno dei cugini francesi, ma comunque 15 litri in più dei cugini ispanici, che in questo momento in fatto di soldi non se la passano meglio di noi. Tutto questo però non vuol dire che non vi siano più opportunità di crescita per le cantine nel territorio nazionale. Anzi, è esattamente il contrario, le opportunità ci sono ma bisogna sfruttarle. Per superare la crisi economica e le sue conseguenza tantissime cantine italiane per esempio stanno cercando sbocchi con l’export. Questa è sicuramente una soluzione ma non l’unica. Un’altra soluzione è l’e-commerce, e cioè la vendita di vino online, attraverso il proprio sito web aziendale, oppure attraverso i cosiddetti marketplaces del food & wine, ancora meglio se solo dedicati al vino. Entrambe le soluzione sono valide, ma per una cantina medio piccola e a conduzione familiare la seconda soluzione, e cioè quella dell’e-commerce è la più appropriata. Un bel sito web, con una valida sezione per la vendita di vino online B2C e B2B può solo portare benefici alla cantina, e non solo in termini di fatturato, ma anche in termini di immagine.

Perché la scelta dell’e-commerce è la scelta giusta per voi produttori vinicoli? La risposta è molto semplice, lo è perché il mercato della vendita online, anche quella del vino, è in crescita. E’ quando un mercato è in crescita, ovvero in via di sviluppo c’è spazio per tutti (o quasi), sicuramente lo spazio c’è per gli imprenditori più aperti alle novità, e desiderosi di evolversi. Le vendite on-line in Europa rappresentano mediamente circa il 6% delle vendite totali. In alcune nazioni europee tipo Gran Bretagna, Olanda, Paesi Scandinavi la percentuale arriva e supera già anche il 15%, e il mercato è in continua crescita. Purtroppo, ma allo stesso tempo anche per fortuna vostra miei cari produttori vinicoli, l’Italia come al solito è il fanalino di coda anche nella vendita online delle merci, vino incluso. Per quanto riguarda il 2012 e l’e-commerce, l’Italia è cresciuta rispetto al 2011, con un fatturato stimato e superiore ai 20 miliardi di euro, quindi in crescita nonostante la recessione economica e tutti i problemi vari connessi ad essa. Perché è cresciuto nonostante la recessione economica? In un periodo di recessione economica il consumatore medio riduce i consumi, e diventa più sensibile verso il prezzo del prodotto che desidera acquistare per soddisfare il suo bisogno, vino incluso, e di conseguenza è più propenso a visitare il maggior numero di “negozi” possibile alla ricerca del prodotto con il miglior rapporto qualità/prezzo, insomma cerca l’occasione d’acquisto per risparmiare e contemporaneamente rimanere soddisfatto. Rispetto al passato però il consumatore ha un canale in più dove cercare quello che desidera, e quel canale è la rete. Sulla rete infatti il consumatore può acquistare oggi praticamente di tutto, vino incluso.

e-commerce vino

Continuo a scrivere “vino incluso” per farvi capire cari produttori che il vino lo potete vendere anche online, e che per voi potrebbe essere anche una opportunità d’oro se sfruttata bene. Per esempio nell’ultimo anno i negozi che vendono vino online sono spuntati come i funghi, e ne sono stato tanto colpito che io stesso già da tempo sono ossessionato da un nuovo progetto online (che non vi anticipo). Progetto che ho tenuto nel cassetto dei miei sogni già per molto tempo, ma che ora desidera uscire allo scoperto. La crisi economica infatti premia la vendita online. In un anno oltre un milione di italiani si sono aggiunti a quelli che già frequentavano i negozi online, e nei prossimi anni il numero crescerà vertiginosamente, grazie anche al boom di vendite di smartphones e tablets di ultima generazione che permetteranno sempre a più persone di essere 24 ore al giorno online.

Riepilogando, la crescita dell’e-commerce in Italia ci sarà anche nei prossimi anni, perché il paese ovviamente ridurrà il gap con i paesi europei più evoluti da questo punto di vista. La crescita inoltre verrà spinta ulteriormente dalla recessione economica che purtroppo per tutti noi continuerà a persistere sul Belpaese fintanto che la nostra classe politica non metterà la testa a posto, e le mani lontane dai portafogli degli italiani. A questo punto per i piccoli e medi produttori vinicoli italiani rimangono ancora due strade percorribili per uscire da questa situazione critica e ritornare a crescere, l’export e l’e-commerce. Entrambe le strade non possono essere percorse senza spendere soldi, o con budget ridotti. Per l’export il produttore vinicolo deve scegliere, tra mercati evoluti ma saturi, tipo Germania, USA, Gran Bretagna, per intenderci, dove bisogna farsi spazio a scapito di altre cantine e quindi con barriere d’ingresso non indifferenti e con margini più ridotti, oppure scegliere di puntare su mercati per niente evoluti ma comunque in via di sviluppo, tipo Cina per esempio, dove le barriere d’ingresso sono decisamente più basse ma che richiedono un impegno anche in termini di budget e promozione non indifferente. Invece per l’e-commerce casalingo, non vi nascondo che è la soluzione da me preferita, i produttori vinicoli si troveranno al contrario ad operare in un mercato evoluto e in continua crescita come quello della vendita di vino online. Ma soprattutto si troveranno ad operare in un mercato abbandonato da tanti concorrenti che hanno deciso di puntare tutto sull’export, e molto probabilmente nulla sull’e-commerce.

Una precisazione prima di salutarvi, perché voglio che sia chiaro a tutti, il solo fatto di avere una sezione sul vostro sito web dedicata all’e-commerce non è sufficiente ad garantire il successo, se il tutto non sarà supportato da strategie e attività di marketing online quali SEO, SEM, e-mail marketing, campagne banner, social media marketing, etc. etc. Credetemi, investendo bene sul web, alla lunga il ritorno economico c’è quasi sempre, e le richieste commerciali arrivano. Una curiosità. Giusto un paio di giorni fa ho ricevuto una e-mail dalla Germania con una richiesta di preventivo per 1.000 bottiglie di Lambrusco!  La cosa buffa è che io non vendo nulla :) Allora perché te le inviano, penserete voi? Semplice, perché hanno serie difficoltà a raggiungere il produttore. Di queste richieste ne ricevo anche una decina all’anno. La rete offre opportunità a non finire, non mi credete?

Richiesta catalogo vino

Crisi economica: Povera Italia, tutta!

Quasi due anni fa ho scritto un articolo dal titolo molto simile, allora il titolo era Crisi del Vino: Povera Italia! Vi esorto a leggerlo. Oggi a distanza di circa 22 mesi le cose non sono cambiate, anzi direi che sono peggiorate per tutti, non solo per le tante cantine italiane, ma in generale per tutta la popolazione italiana. Anche se vivo ormai da tanti anni in Olanda, non ho mai tagliato il cordone ombelicale che mi lega al mio bel paese di origine, l’Italia. Seguo pertanto giornalmente le notizie politiche ed economiche italiane, e mi tengo in contatto con la mia famiglia che mi raccontano delle loro difficoltà giornaliere, che poi sono anche le mie visto che dal punto di vista economico siamo praticamente soci. Abbiamo anche un piccolo ristorante a conduzione familiare a Belmonte Mezzagno, un paese alle porte di Palermo. Il fatturato come è facile immaginare è a picco, per fortuna non abbiamo dipendenti, e quindi non abbiamo anche il problema di dover licenziare persone mettendoli poi nei guai a loro volta.

Insomma una situazione difficile. Non sto qui ad elencarvi tutte le cose che non vanno bene in Italia, non basterebbe nemmeno una giornata. Posso solo dirvi che l’Italia è chiaramente entrata in un circolo vizioso recessivo che durerà diversi anni. Spero con tutto il cuore di sbagliarmi. Una crisi economica causata da una classe politica fatta di mascalzoni, e incapaci di primissima categoria, e che non ha eguali in altre parti del mondo. Ma causata anche da tantissime persone che magari non sono mai stati politici ma che comunque hanno sempre e solo guardato al proprio tornaconto, senza rispettare regole e persone, con solo un obiettivo, quello di arricchirsi. La vedo durissima per il futuro dell’Italia, davvero. Una pressione fiscale in aumento, che ha ormai raggiunto livelli di indecenza. Un governo, quello attuale, di professori (li chiamano così, no?) di incapaci, assolutamente non in grado di dare una soluzione al problema Italia. E’ proprio vero che, quelli che sanno e sanno fare, fanno, mentre quelli che sanno e non sanno fare, insegnano. Cioè sono professori. E’ adesso anche politici.

Boh, la vedo proprio dura per l’Italia, e purtroppo anche per il resto d’Europa, perché se affonda l’Italia vi assicuro che affondano tutti. Come già detto, pressione fiscale esorbitante, aumenti dei costi, gas, benzina, elettricità, solo per dirne alcuni, IMU, e molto altro ancora. Ma voi cantine come vi comporterete? Aumenterete anche voi i prezzi delle vostre bottiglie? Vi faccio notare che il prezzo medio di acquisto al ristorante è in continua diminuzione. Se poi a tutto ciò aggiungete che anche il numero di clienti è in calo vi lascio immaginare quanto difficile sarà anche per le cantine nei prossimi anni. Lo stesso dicasi per le enoteche, winebar, ed altre attività similari. Tanti di voi magari risponderanno, beh noi puntiamo sull’export. L’export dopotutto è in crescita. Ma questa è una verità a metà. I dati che ci propinano periodicamente su un export in crescita rappresentano solo una piccolissima parte del tessuto vitivinicolo nazionale. In generale sono dati ricavati dai grandi gruppi vitivinicoli, che nulla hanno a che fare con la maggior parte delle cantine italiane che sono a conduzione familiare e di dimensioni decisamente più piccole. Per tutte queste cantine affrontare l’export non è facile, le cantine più grandi hanno le conoscenze giuste e i canali giusti per crescere, ma le cantine piccole?

Le cantine piccole hanno un vantaggio, che quelle grandi però non hanno, una maggiore adattabilità in periodi di crisi, una velocità di risposta in teoria molto più rapida delle grandi cantine, ma soprattutto la possibilità di entrare in contatto diretto con le persone comuni, i consumatori. Per rubare una frase di Charles Darwin: Non è la specie più forte a sopravvivere, e neppure quella più intelligente, ma è la specie che si adatta più velocemente ai cambiamenti. Morale della favola? Non continuate a fare esattamente e solo quello che per voi ha funzionato in passato. Evolvetevi, e adattatevi velocemente ai nuovi scenari economici e sociali, senza perdere tempo. L’immobilismo non ha mai aiutato nessuno. Se volete puntare sull’export, fatelo! Ma fate gruppo. Non dimenticate il mercato nazionale però. E’ soprattutto utilizzate la rete, ma seriamente. Usate tutte le opportunità che la rete vi offre, ma ora e non quando sarà troppo tardi.

Charles Darwin - The origin of species

Charles Darwin - The origin of species