Migliaia di visitatori qualificati sul tuo sito web con l’e-mail marketing

Negli ultimi mesi alcuni piccoli produttori vinicoli mi hanno contattato per chiedermi alcuni chiarimenti sul marketing online, e come migliorare i loro siti web. Solitamente le domande sono le più svariate, ma spesso il succo delle loro domande è il medesimo. Riassumendo il tutto, e eliminando tutti i giri di parole, i contenuti delle e-mail si possono sintetizzare in una semplice domanda. Come faccio a portare del traffico qualificato sul sito web della mia cantina senza spendere soldi? La mia risposta ovviamente è come sempre chiara e schietta. Semplicemente non è possibile.

Non è possibile infatti portare traffico qualificato sul sito web senza spendere soldi. Per esempio SEO (per un miglior posizionamento del sito web nei motori di ricerca) e pubblicità online (campagne banner, campagne pay per click tipo AdWords, o campagne di advertising sui social network tipo Facebook) hanno un costo, e in tutti quei casi in cui non bisogna sborsare nulla c’è il tempo speso per svolgere l’attività di “conversione” on-line a dover essere monetizzata. Non dimentichiamoci infatti che il tempo è denaro. Trascorri due ore al giorno (con meno ore difficilmente si hanno risultati degni di nota) in attività di “pubbliche relazioni” on-line tra social networks, blog di settore, e forum vari? Bene, allora anche questo ha un costo, non sborsi un euro ma ha il suo costo.

Il metodo più efficace per portare traffico qualificato sul vostro sito web senza spendere un euro o quasi, ma solo il vostro tempo, è una bella campagna di e-mail marketing. Per una buona riuscita di una campagna di mailing è fondamentale, oltre che la fase creativa della e-mail (contenuto e grafica), anche il target a cui destinare il messaggio. Nel caso di una cantina quel target è facile da individuare on-line: ristoranti, enoteche, winebars, pubs, distributori, ed operatori di settore. E la rete è piena di indirizzi di e-mail. Ora qualcuno penserà, ma ci stai suggerendo di fare spam? Assolutamente no, al contrario vi farò vedere come fare, ma senza fare SPAM, ma solo sfruttando semplicemente la curiosità umana.

E-mail marketing

Premessa. Una premessa in questo caso è infatti d’obbligo. Inviare sistematicamente e in modo massivo e-mail, utilizzando software adhoc di raccolta e creazione automatica di indirizzi e-mail, comunicazioni commerciali tipo listini prezzi e promozioni, senza aver prima acquisito il consenso informato dei destinatari è considerato SPAM a tutti gli effetti. E fare SPAM in Italia è un reato perseguibile penalmente! Gli indirizzi e-mail infatti per legge sono considerati dati personali ed il loro utilizzo per fini commerciali o di lucro è consentito solo dopo aver ottenuto il consenso del destinatario. La parola magica pertanto è CONSENSO. Ed è proprio la richiesta di consenso che sfrutterete per portare traffico qualificato sul vostro sito web.

Bene, il primo passo è pertanto quello di raccogliere il maggior numero di indirizzi e-mail pertinenti con il vostro target, senza usare però software che scansionano la rete alla ricerca di indirizzi e-mail. Infatti la qualità degli indirizzi e-mail influenza positivamente i tassi di apertura delle campagne di mailing. Per raccogliere gli indirizzi e-mail potete anche utilizzare le varie guide sui ristoranti italiani presenti in commercio. Cosi partite subito con un bel numero di indirizzi e-mail di qualità altissima. Durante la raccolta dei vari indirizzi e-mail vi suggerisco di utilizzare un bel foglio di calcolo tipo Excel, per annotare oltre all’indirizzo e-mail, il nome dell’attività, il tipo di attività, la regione di appartenenza, e quando potete anche il nome e cognome del titolare. Infatti inviare una e-mail personalizzata del tipo “Gentile signor Fabio Italiano…” è più elegante di una impersonale del tipo “Gentile Titolare…”. Inoltre, non dimenticatelo mai, le campagne di mailing con e-mail personalizzate sono più efficaci di quelle non personalizzate, questo è un dato di fatto. Anche i dati relativi al tipo di attività e alla regione di appartenenza sono importanti ai fini dell’analisi finale dei risultati raggiunti. Hanno mostrato maggiore interesse i ristoranti o le enoteche? Quali regioni hanno prodotto il maggior numero di visitatori? Ho distributori e agenti in quelle regione? Insomma le domande potrebbero essere le più svariate, e molto utili anche per altri scopi.

Una volta raccolti gli indirizzi e-mail, arriva il momento di pensare al contenuto della mailing. Come detto il contenuto non può essere di tipo commerciale, e cioè con listini prezzi e promozioni, altrimenti sarebbe SPAM. Ma al contrario, deve essere molto semplice, breve, di solo testo, e con una esplicita richiesta di CONSENSO per inviare successivamente una comunicazione puramente commerciale, come per esempio una brochure con una descrizione aziendale della cantina, e il relativo listino prezzi. Ora io non vi darò il testo preciso di come deve essere scritta la richiesta di consenso, per evitare che lo stesso messaggio di testo venga utilizzato più volte da cantine diverse. Vi immaginate la faccia, per esempio, di un titolare di ristorante che si ritrova a ricevere nell’arco di un paio di mesi delle richieste di consenso fotocopia da parte di cantine diverse? Non ci voglio pensare!

La domanda adesso sorge spontanea. Ma come facciamo a portare traffico sul sito web della nostra cantine? Semplice, mettendo la firma in calce, come mostrato nella figura sottostante. Importantissimo, nella firma ci deve essere sempre il link verso il vostro sito web, perché senza il link lo scopo principale di questa mailing, e cioè quello di generare traffico web qualificato, verrebbe vanificato in un solo colpo. Infatti, se il ristoratore X riceve una e-mail con una richiesta di consenso dalla cantina Y senza link verso il sito web, difficilmente quella persona andrebbe su internet a cercare la cantina Y per saperne di più. Al contrario con il link la probabilità sarebbe molto alta, infatti basta un clic per soddisfare la sua curiosità, specialmente se non conosce la cantina Y.

Schermata email con link

Schermata email con link

Adesso però è arrivato il momento di decidere quali strumenti utilizzare per inviare le e-mail con le richieste di consenso ai destinatari individuati precedentemente. Assolutamente come prima cosa dovete evitare di inviare le e-mail in copia carbone con Outlook o altri software di posta elettronica! Ma al contrario dovete far ricorso a degli strumenti di e-mail marketing studiati appositamente per le campagne di mailing. Tutto questo perché non vogliamo solo inviare le e-mail, ma vogliamo contemporaneamente sapere quanti sono stati i destinatari che hanno ricevuto e aperto la nostra e-mail, ma anche chi ha cliccato sul link presente nella firma. In poche parole vogliamo tracciare la nostra campagna di mailing con le richieste di consenso. Di questi strumenti online se ne trovano tantissimi, e tantissimi sono anche i software stand alone da utilizzare per fare e-mail marketing e per l’invio di newsletter in generale. Alla prima categoria appartiene per esempio Mailchimp, e alla seconda categoria per esempio SendBlaster. Io qui ho fatto due esempi a caso ma su Internet se ne trovano davvero a decine di servizi simili a Mailchimp, o software tipo SendBlaster. Ovviamente tutto questo a un suo costo, ma non preoccupatevi, 100/200 euro si possono tranquillamente spendere se si vuol fare qualcosa di veramente professionale.

Una volta inviata la nostra e-mail a tutti i contatti, bisogna solo aspettare e tenere d’occhio le nostre statistiche. Ma quali sono i risultati che ci possiamo aspettare? Mediamente una campagna di mailing ha tassi di apertura del 15%, dipende fortemente dal settore in cui si opera e dalla qualità degli indirizzi e-mail raccolti. Tuttavia in questo caso, se tutto è stato pianificato e fatto bene, io stimo un tasso di apertura prossimo al 40% circa, e un tasso di conversione in visitatori del 25% circa. Questo vuol dire che ogni 100 e-mail inviate ben 40 destinatari apriranno la vostra e-mail, e ben 25 visiteranno il vostro sito web. Quindi ipotizzando di inviare la nostra e-mail a 20.000 destinatari, circa 6.000 visitatori super “targhettizzati” visiteranno il vostro sito web . Non male vero?

Ma non finisce qui! Se il vostro sito web è veramente ben fatto, per esempio ricco di contenuti di qualità e con una bella grafica, in breve un sito web che “spacca”, allora in questo caso alcuni dei destinatari vi daranno anche il consenso ad inviare successive comunicazioni commerciali, tipo offerte e listini prezzi per intenderci. A questo punto abbiamo finito, il nostro obiettivo è stato raggiunto, abbiamo portato migliaia di visitatori super “targhettizzati” sul nostro sito web, e alcuni di questi ci hanno dato il permesso di inviare comunicazioni commerciali.

Osservazione: Utilizzando un tale metodo per generare traffico web, siamo in grado di trarre anche altre conclusioni, per esempio possiamo valutare la qualità del nostro sito web. Supponiamo per esempio, grazie alla nostra campagna di mailing, che ben 6.000 persone abbiano visitato il nostro sito web, e che il rapporto pagine visitate / visitatori sia prossimo a 1. Bene, credetemi sulla parola, in questo caso quei 6.000 visitatori vi stanno dicendo che il vostro sito web fa “schifo”. Scusatemi per la troppa franchezza. Quanto deve essere allora il rapporto pagine visitate / visitatori per essere decente? Non meno di 5, ovviamente più è alto meglio è.

E-spresso piattaforma di e-mail marketing firmata Enter

Elaborare messaggi mirati per costruire un rapporto duraturo con i propri clienti è solo la base di una qualunque campagna di mailing. Per gestire una campagna di e-mail marketing, o semplicemente una newsletter aziendale non basta scrivere una e-mail e inviarla in CC o in BCC a tutti i destinatari della propria lista di contatti. Perché questo modo di procedere è in assoluto quello meno professionale. L’e-mail lo sappiamo è uno strumento di marketing potente, economico e facile da utilizzare, ma per fare le cose seriamente bisogna per forza di cose utilizzare un software o una applicazione web based adhoc. Ed io per voi produttori di vino ho testato giusto ieri una new entry che vi aiuterà a gestire le vostre belle e-mail.

Quella che vi sto per presentare è una nuova piattaforma per l’e-mail marketing firmata Enter. E-espresso non è altro che una applicazione completamente web based con cui è possibile gestire campagne di e-mail marketing, DEM e newsletter aziendali in maniera semplice e soprattutto professionale. Il prodotto è veramente molto buono, ed offre tutte le funzionalità che un prodotto professionale del genere deve avere. Con E-spresso è possibile anche monitorare costantemente i risultati, cioè sapere per esempio esattamente chi ha aperto l’email, su quali link ha cliccato e molto altro ancora, adeguando così di volta in volta le campagne di e-mail marketing al feedback ricevuto. Ottimo anche il manuale di utilizzo messo a disposizione degli utenti, sempre semplice e chiaro da comprendere. Insomma, non ha nulla da invidiare a prodotti simili e più noti come per esempio Mailchimp, certo ha ancora qualche piccolo difetto di gioventù ma globalmente non è per niente male. Se poi ci aggiungiamo che è interamente in italiano, e che è gratis per liste con meno di 500 contatti allora il gioco vale la candela. I prezzi per i piani di utilizzo a pagamento sono comunque in linea con quelli di altri prodotti simili. Consiglio vivamente questa soluzione a tutte le cantine italiane per la sua semplicità di utilizzo. Registratevi su E-spresso e fate delle prove, e poi fatemi sapere.

E-spresso l'e-mail marketing su misura

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Email marketing: Il click tracking con Google Analytics

Il click tracking è una delle attività principali associate alle campagne di mailing. Quanti messaggi sono stati effettivamente letti, e soprattutto quanti lettori hanno seguito i link presenti nella e-mail è di fondamentale importanza per segmentarli e seguirli nei loro percorsi sul sito. Spesso i servizi come il click tracking delle campagne di mailing vengono offerti da aziende adhoc, ovviamente con costi talvolta proibitivi per le piccole aziende. Ma non tutti sanno che il click tracking in generale è possibile farlo anche in proprio, con costi prossimi allo zero (il tempo è denaro), utilizzando uno dei tanti strumenti gratuiti che il grande G (Google) mette a disposizione di tutti sulla rete, Google Analytics. Google Analytics è un potente strumento di analisi delle statistiche web, come detto precedentemente completamente gratuito, che possiamo utilizzare anche per il click tracking delle nostre newsletter.

Per la verità possiamo utilizzare lo stesso procedimento per tracciare anche i click delle campagne banner, per il download dei files, per i documenti pdf, insomma praticamente in tutti quei casi in cui è presente un link. Fatta questa brevissima premessa passiamo alla pratica vera e propria. Per procedere è obbligatorio però utilizzare Google Analytics sul proprio sito web. Se non utilizzi ancora Google Analytics, registrati prima al servizio, ed installa il codice script in tutte le tue pagine del sito web. Implementare Google Analytics è semplicissimo, ma se il web design non è il tuo pane quotidiano (dopotutto produci vino), chiedi al tuo web master di fiducia. Bene adesso siete pronti per la lezione pratica!

Per spiegare tutta la procedura farò un esempio pratico reale. Ma voi potete adattarlo alle vostre esigenze come meglio desiderate. Nel mio caso, io voglio sapere semplicemente quanti sono i destinatari delle mie email che cliccano sul link del mio sito web presente nella firma in calce.

Schermata email con link

Schermata email con link

Bene per poterlo fare, devo utilizzare una tecnica di tracking. In particolare il click tracking con Google Analytics si realizza mediante un tecnica denominata link tagging che fa uso di cinque diversi parametri: utm_source (Sorgente campagna), utm_medium (Mezzo della campagna), utm_term (Termine della campagna), utm_content (Contenuto della campagna), e utm_campaign (Nome campagna). Soltanto il primo, il secondo, e il quinto parametro sono obbligatori. Vediamo in particolare cosa sono questi cinque parametri:

utm_source. – Usato per identificare la sorgente, per esempio un motore di ricerca, la firma nella email (come nel mio caso pratico) o altra fonte di contatti. Il parametro è obbligatorio.

utm_medium. – Usato per identificare il mezzo, per esempio email, documento PDF, campagna banner. Il parametro è obbligatorio.

utm_term. – Usato per tracciare campagne PPC esterne ad adwords. Il parametro è facoltativo.

utm_content. – Usato per testare diversi collegamenti che puntano alla stessa pagina. Il parametro è facoltativo.

utm_campaign. – Usato per identificare per esempio il nome della campagna. Il parametro è obbligatorio.

Per tracciare i click dobbiamo in sostanza manipolare l’url aggiungendo i tags sopra descritti. Nel caso in questione l’url da manipolare è http://www.bereilvino.it/index.php che altro non è che l’url presente nella firma delle mie e-mail ovvero quello del link www.bereilvino.it per intenderci.

Nel mio caso l’url manipolato diventa: http://www.bereilvino.it/index.php?utm_source=firma&utm_medium=email&utm_campaign=tracking-firma. In particolare nel mio caso ho scelto di utilizzare soltanto i tre parametri obbligatori, ovvero utm_source, utm_medium, e utm_campaign, ai quali ho dato rispettivamente i seguenti valori: firma, email, e tracking-email.

Niente paura però, non dovete essere dei geni in programmazione per fare tutto ciò, basta utilizzare un altro strumento gratuito di Google, il Google Analytics URL Builder (Strumento di creazione URL di Google Analytics). Questo strumento infatti permette la creazione dei link manipolati in pochissimi secondi.

Schermata Google Analytics URL Builder

Schermata Google Analytics URL Builder

Come avrete sicuramente notato l’url manipolato è veramente brutto da vedere. Se utilizzate le email in formato HTML allora non è un problema, perché è possibile nascondere l’url con un anchor tag, nel mio caso per esempio si vede semplicemente www.bereilvino.it. Ma se utilizzate le email in formato testo allora si vedrà per intero l’url manipolato, che come abbiamo già visto è lungo e brutto. Bene anche in questo caso abbiamo una soluzione per risolvere il problema: TinyURL.

Form TinyURL

Form TinyURL

Utilizzando TinyURL, l’originale url manipolato http://www.bereilvino.it/index.php?utm_source=firma&utm_medium=email&utm_campaign=tracking-firma, lungo ben 96 caratteri, viene trasformato in un url più corto di appena 26 caratteri, ovvero http://tinyurl.com/3xwemo3.

Questa soluzione appena trattata non vi va venire nulla in mente? Ebbene si, se la vostra cantina è tra quelle che utilizzano Twitter, allora potrete tracciare anche i click sui link inseriti nei vostri messaggi sul noto social network, ovviamente i link che portano verso il vostro sito web.

Adesso tutto è pronto per passare al report con le statistiche di Google Analytics. Se tutto è stato fatto a regola d’arte allora facendo il login in Google Analytics troverete le vostre statistiche nella sezione Sorgenti di traffico -> Campagne, come mostra la figura sottostante. Studiando il report vi farete un’idea di quanti destinatari hanno visitato il vostro sito, quante pagine hanno visto, quanto tempo sono rimasti, e molto altro ancora. Buon Lavoro!

Schermata report in Google Analytics

Schermata report in Google Analytics

Ah, dimenticavo! Nei prossimi giorni scriverò un post per spiegarvi come portare migliaia di visitatori nel sito web del vostra bella cantina, e nello stesso post utilizzerò questa tecnica di click tracking per valutare il risultato della campagna di branding.

Il Vinitaly e le pubbliche relazioni del vino

Il periodo del Vinitaly si sta avvicinando, e come ogni anno le cantine si preparano ad inondare le caselle di posta elettronica dei loro contatti. Clienti, conoscenti, giornalisti, sommeliers, potenziali buyers, e da qualche anno anche bloggers, riceveranno decine e decine di e-mails tutte uguali. Siamo presenti al Vinitaly da tale giorno a tale giorno presso il padiglione X stand Y. Punto e basta. Informazioni extra, zero! Per carità non c’è nulla di male nell’informare con una e-mail i propri contatti della propria presenza al Vinitaly. L’e-mail è un potentissimo strumento per il marketing, è economica, di facile utilizzo, e tutti dispongono oggi di un indirizzo e-mail, quindi perché non utilizzarla? Il problema però è il contenuto del messaggio. Spesso questi messaggi vengono immediatamente cestinati perché a prima vista ritenuti non interessanti. Un po’ come si fa con lo spam. Un messaggio troppo scarno, come quello sopra descritto, non solo non aggiunge valore alla vostra immagine aziendale, ma soprattutto non raggiunge lo scopo per il quale è stato inviato, ovvero generare contatti per tutto il periodo della fiera. Le e-mail che si inviano per il Vinitaly devono essere pianificate fin nei minimi particolari. Coloro che scrivono e inviano tali e-mail dovrebbero veramente prestare parecchia attenzione al contenuto del messaggio.

 

vinitaly-pubbliche-relazioni

 

La stesura dei messaggi e-mail è un’arte. Non è un caso se in commercio esistono decine di libri che insegnano a scrivere e-mail aziendali perfette. Per scrivere un messaggio vincente si deve ovviamente porre attenzione al contenuto, al formato e allo stile ma anche alle piccole cose a prima vista meno importanti. E credetemi, anche le piccole cose possono fare la differenza. Per esempio, cosa scrivere come Oggetto? Ogni termine è fondamentale per convincere il destinatario ad aprire o non aprire il messaggio. Dopo che è stato aperto, si hanno pochi secondi per catturare l’attenzione dei lettori. In conclusione, poiché viviamo tutti in un’era caratterizzata da un sovraccarico di informazioni, è consigliabile creare sempre un messaggio di buona Qualità.

Vino: Quando la comunicazione è ridotta all’osso

Mi permetto di prendere un breve “pezzo” di testo da un libro di e-mail marketing. “Il più potente strumento per il marketing, la promozione dei marchi, il contatto immediato e la gestione delle relazioni con i clienti è la posta elettronica. E’ economica, di facile utilizzo e quasi tutti gli utenti di Internet dispongono di un indirizzo. L’unico problema è come utilizzarla correttamente: l’invio di un messaggio concepito male non solo predispone negativamente i potenziali clienti, ma può danneggiare il marchio e la reputazione di un’azienda.” Probabilmente presso l’Azienda Agricola Venica & Venica (www.venica.it) tutto questo non lo sanno, perché la loro newsletter, appena ricevuta, è proprio ridotta all’osso. Di peggio c’è solo un messaggio e-mail vuoto.

Venica & Venica