Fontanafredda: il nuovo vino Già oltre confine

Torno a parlare di Già, il nuovo prodotto della cantina Fontanafredda, perché nei giorni scorsi ho avuto modo di assaggiarlo. Per l’esattezza l’ho assaggiato lo scorso 26 dicembre durante il pranzo di Santo Stefano, insieme a tutta la famiglia di mia moglie, tutti olandesi. La cantina Fontanafredda si era gentilmente offerta di mandarmi alcune bottiglie di vino direttamente in Olanda (ed io ho accettato), dove io risiedo Già ufficialmente da tempo. E io li ringrazio qui pubblicamente per la gentilezza, in quanto ero proprio curioso di provarlo visto tutto quello che si era detto sui vari blog.

Bottiglia Già Fontanafredda

Bottiglia Già Fontanafredda

A prima vista il vino si presenta molto bene. Il packaging del nuovo prodotto è curato nei minimi particolari, bella bottiglia, bella etichetta, e bel collarino. Assolutamente nulla da eccepire a riguardo. La bottiglia può stare tranquillamente su una bella tavola apparecchiata a festa. Ho notato con meraviglia che tutti i commensali lo hanno apprezzato, perché le due bottiglie di vino ricevute sono state letteralmente svuotate prima di iniziare a mangiare. Eravamo in dieci, e alcuni non erano neppure consumatori abituali di vino. Il vino ha un bel colore rosso rubino leggermente scarico (non potrebbe essere altrimenti vista la tipologia di vino) con riflessi violetti. Al naso è fruttato ma non molto intenso, lo spettro aromatico non è ampio, e ricorda soltanto quello di piccoli frutti rossi. In bocca è piacevolmente secco e morbido, e una persistenza corta per i miei gusti. Complessivamente il vino è ben fatto, senza difetti. E’ sicuramente un vino adatto al consumatore medio, che desidera bere un vino leggero e poco impegnativo.

Per quanto riguarda il prezzo, ho sentito dire che si vende intorno ai 9÷10 euro (bottiglia di 1 litro). Non è un prezzo esageratamente alto, come alcuni dicono. Sul mercato si trova di peggio come rapporto qualità/prezzo. In ogni caso sarà la domanda del mercato a fissare il prezzo futuro. Per quanto riguarda infine l’eventuale danno che un tale prodotto può arrecare al territorio di Serralunga (se ne è parlato parecchio sui vari blog) ho anche qui i miei dubbi. Il prodotto è ben fatto, ed è commercializzato bene. Punto. Se io fossi un produttore vinicolo del posto mi preoccuperei molto di più dei vini Barolo venduti sottocosto, a meno di 5 euro, un po’ ovunque in Italia, e all’estero.