Palmento Santospirito e la pubblicità quasi inutile

Palmento Santospirito, per chi non la conoscesse ancora, è una giovanissima realtà vinicola dell’Etna, fondata da Mimmo Costanzo, noto imprenditore dell’edilizia e delle energie rinnovabili catanese. Mimmo Costanzo, come tanti altri imprenditori prima di lui, ha voluto far diventare realtà un sogno, e cioè quello di produrre vino in una delle località vinicole più interessanti del panorama vitivinicolo italiano, l’Etna. Il progetto è sicuramente interessante, e come tutti i progetti nati dal cuore merita il rispetto di tutti noi.

Di questa azienda avevo sentito parlare circa un anno fa, poco per la verità, e comunque l’avevo quasi subito dimenticata. Fino a qualche settimana fa però, quando cominciai a notare una loro pubblicità su uno dei settimanali italiani più diffusi a livello nazionale, Panorama o L’Espresso, uno dei due comunque, in questo momento non ricordo, e non ho il tempo per controllare. Quello che fece scattare la mia curiosità fu il fatto di non vedere alcun riferimento nella pagina pubblicitaria. Nessun indirizzo, nessun numero di telefono, nessun sito web, nessuna e-mail , insomma niente di niente. Ma come è possibile? Si spendono sicuramente migliaia di euro e si dimentica l’ABC? Questa pubblicità così come è stata fatta è una pubblicità quasi inutile. Dico quasi inutile perché almeno io l’ho notata… e adesso anche voi che leggete :-)

Ora qualcuno potrebbe anche obiettare a riguardo, e dirmi, ma cosa te ne frega a te? Dopotutto sono soldi loro? Vero, ma la pubblicità di Palmento Santospirito mi ha dato l’occasione per parlare nuovamente di pubblicità, e con un esempio a dir poco negativo. Insomma per me è solo uno spunto per scrivere qualcosa, e nulla più. Quindi nulla di personale verso la cantina Palmento Santospirito. E siccome chi mi conosce sa benissimo poi che sono molto favorevole agli investimenti pubblicitari nel settore dei vini, perché non parlarne? E ne parlo anche sapendo che molte cantine e i loro titolari vedono la pubblicità come il male assoluto. Ovviamente sbagliando, perché la pubblicità al giorno d’oggi è molto ma molto più importante che 20 anni fa. I consumatori di vino oggi sono molto più propensi a cambiare marchio per provare nuovi prodotti, nuovi territori, nuove sensazioni. In poche parole oggi sono meno fedeli al marchio che in passato. In questo mio piccolo blog ho parlato molte volte di pubblicità online e offline, mettendo in evidenza i pro e i contro. Quando si fa ricorso alla pubblicità (online e/o offline) per far conoscere il proprio marchio o per mantenere alta la sua visibilità nel mercato di riferimento non bisognerebbe dimenticare l’ABC dell’advertising, ovvero quello di indicare i riferimenti per un eventuale contatto. Oggigiorno per esempio non manca mai l’indirizzo del sito web del marchio reclamizzato, anzi vi dirò di più, trovate spesso anche un codice qr per aggiungere e raggiungere ulteriori contenuti, oppure i riferimenti agli account sui vari social networks, fateci caso. Visto poi il periodo di crisi economica che si sta attraversando sarebbe meglio spendere i propri soldi senza buttarli al vento. La cosa strana, nel caso della pubblicità di Palmento Santospirito, è proprio la mancanza di un qualsivoglia riferimento. Anche cercando su Internet non si trova quasi nulla. E’ vero che hanno un dominio già registrato, www.palmentosantospirito.com, ma niente di più, almeno no nel momento in cui scrivo. Non sarebbe stato più opportuno per loro fare prima un bel sito web e poi una bella pubblicità?

Per le cantine che intendono investire un po’ del loro budget sulla pubblicità sconsiglio quasi sempre di farlo con la pubblicità offline. Quindi niente carta stampata, neppure quella di settore, ovviamente solo se disponete di un budget ridotto, altrimenti potete farlo tranquillamente. Perché? Semplice, perché con la pubblicità offline è difficile misurare i risultati della campagna pubblicitaria stessa, anche pianificando tutte le cose bene. E poiché ogni volta che si fa un investimento pubblicitario bisognerebbe fissare anche gli obiettivi, verificare i risultati, e controllare infine il ROI, e cioè il ritorno sull’investimento, sconsiglio praticamente a tutti d’improvvisare. Ogni campagna pubblicitaria deve essere pianificata per bene se si desidera conseguire dei risultati, e i risultati devono essere misurabili quanto il più possibile.

Riepilogando se state per investire un certa somma su una campagna pubblicitaria (state facendo benissimo!) puntate prima su quelle online, perché facilmente misurabili, e solo dopo (se avete soldi da buttare) su quelle offline perché difficili da misurare… ah, e non dimenticate i riferimenti.

Pubblicita Palmento Santospirito

 

Aggiornamento sulla comunicazione della Cantina Palmento Santo Spirito

A distanza di oltre un anno dalla pubblicazione di questo mio articolo ho notato con piacere che la comunicazione della cantina Palmento Santo Spirito si è evoluta, in meglio ovviamente. La pubblicità sulla carta stampata non presenta più le lacune viste prima, e anche la presenza online ha fatto un passo avanti con la messa online del sito web aziendale www.palmentosantospirito.com. Complimenti!

Palmento Santospirito reclame

Palmento Santospirito reclame

Sito web Palmento Santo Spirito