Come utilizzare Instagram con profitto

Anche se sei un piccolo produttore di vino, probabilmente ti sarai buttato anche tu nella folla di utilizzatori dei vari social network. Nella speranza di trovare/provare un nuovo canale di comunicazione per far conoscere la tua cantina e i tuoi prodotti. Uno dei social network più utilizzati e più trend del momento è sicuramente Instagram, utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo per condividere foto (ma anche video). Sicuramente hai già iniziato a condividere le tue prime fotografie, ma sei sicuro di sapere come utilizzare Instagram correttamente e con profitto per la tua azienda? Sai come migliorare l’engagement con i tuoi seguaci? Sai come far aumentare il numero dei tuoi seguaci?

Utilizzare Instagram è davvero facile, e non richiede particolari capacità. Ma per avere successo con Instagram l’unica regola da seguire alla lettera è quella di pubblicare contenuti di qualità, ovvero foto e video di qualità superiore alla media. Per emergere però non basta pubblicare ogni tanto una foto del vostro vigneto o della vostra cantina, ma bisogna dar sfogo alla propria creatività in maniera pazzesca. Le foto (o video) devono essere belle, intriganti, coinvolgenti, divertenti, e soprattutto devono raccontare la vostra storia.  Di seguito una serie di suggerimenti che possono aiutarvi a migliorare l’engagement.

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Social media marketing, la grande illusione!

Cari produttori di vino, buon 2015! Voglio dedicare il mio primo articolo del 2015 al social media marketing, perché non è tutto oro quello che luccica quando si parla di social network. Negli ultimi due anni si è fatto un gran parlare di social network e di social media marketing anche tra i tanti produttori di vino. In massa avete abbandonato i vostri vecchi siti web (non è un eufemismo) a favore dei social network nella speranza che quest’ultimi vi facciano acquisire sempre più clienti. Clienti che, con la crisi economica che perdura ormai da anni, continuano a calare. Non è un caso infatti se tanti social media guru o pseudo tali sono nati come i funghi, e i corsi di social media marketing si sprecano.

Cari produttori di vino, state investendo tempo e denaro su Facebook, Twitter, e compagnia bella pensando di avere una relazione con i vostri clienti o potenziali tali? Male! Non illudetevi, perché il ritorno sull’investimento non è proprio così evidente, sicuramente non lo è per la maggior parte di voi. Ovviamente tutto ciò vale anche per altri tipi di aziende, e non solo per i produttori di vino. Quello che i tanti guru del social media marketing non vi dicono è che per ogni caso di successo che vi raccontano ce ne sono decine migliaia che hanno miseramente fallito il loro obiettivo. In poche parole vi fanno vedere solo quello che conviene a loro per vendervi i loro servizi.

Perché il social media marketing è una grande illusione?

Diverse studi fatti sui social network mostrano che i vari KPI, cioè gli indicatore chiave di prestazione, non sono poi proprio così interessanti da far gridare tutti al successo. Per esempio un recente studio della Forrester Research, mostra che solo il 2% dei posti pubblicati dalle grandi aziende su Facebook raggiunge l’attenzione degli utenti del famoso social network. Nessuno sano di mente infatti può affermare che con un Facebook Organic Reach del 2% si ha davvero un rapporto con i propri clienti tramite Facebook. Inoltre un altro studio sempre della Forrester Research mostra come l’engagement con i propri fan sempre su Facebook sia solo un misero 0,07%. Con questi numeri possiamo dire veramente di avere un rapporto con i nostri clienti? Ovviamente no. Per la verità i dati in mio possesso dicono che sia il valore del Facebook Organic Reach che dell’Engagement sono circa 3 volte superiori, ma io ho accesso solo ad un numero limitatissimo di account Facebook, sicuramente inferiore a quello della Forrester Research. In ogni caso sono numeri molto bassi, per gridare al successo.

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Vino: Search Engine Optimization e Social Media Marketing a confronto

Durante l’ultimo vinitaly si è parlato molto di vino e social media, e molto si è anche condiviso sui diversi social networks. Sembra quasi che tutti si siano dimenticati che il social media marketing non è l’unico strumento di comunincazione online. Nessuno infatti parla di web design e quindi di search engine optimization, perché mai? Allora vediamo un po’ di metterli a confronto.

Search Engine Optimization e Social Media sono entrambi due potentissimi strumenti di marketing. Talvolta però le circostanze sono tali che si è costretti a dover scegliere tra SEO e SM, specialmente in periodi di crisi economica come quello attuale, con aziende che dispongono di budget limitatissimi da destinare alla comunicazione online. Quindi non è del tutto strano un tale successo dei social networks tra le cantine italiane. Infatti, uno dei luoghi comuni dell’utilizzo dei social networks come canale di comunicazione è essenzialmente legato al fatto che il loro utilizzo è gratuito, e cioè al suo costo irrisorio se paragonato a quello di altri strumenti di comunicazione online, tipo la SEO o la pubblicità per intenderci. Ma il social media marketing è veramente la soluzione ideale per le cantine italiane?

La qualità del vino, il prezzo del vino, il loro rapporto, il corretto posizionamento nel mercato sono tutti fattori importantissimi per il successo di una cantina nel mercato globale. Un mercato particolarmente competitivo, giusto per sottolinearlo ancora una volta. Ma tutti questi fattori sono del tutto inutili se la cantina non è conosciuta. Se io non so dell’esistenza della tua cantina difficilmente comprerò i tuoi vini. Allora nasce l’esigenza di far conoscere il proprio marchio e i propri prodotti al maggior numero di persone possibile. Oggi la quasi totalità dei consumatori prima di fare un qualsiasi tipo di acquisto cerca online il marchio e il prodotto che desidera acquistare, in poche parole utilizza i motori di ricerca, ma è anche vero però che negli ultimi 5/6 anni l’utillizzo dei social networks é cresciuto in maniera esponenziale, grazie anche alla diffusione capillare dei moderni telefonini che rendono possibile la connessione a internet anche in mobilità.

Social Media Marketing vs Search Engine Optimization

Quindi la domanda nasce anche spontanea, tra Search Engine Optimization e Social Media Marketing, quale strumento ha il maggior impatto positivo sulla comunicazione aziendale? In questo articolo voglio mettere in evidenza brevemente i pro e i contro delle due suddette strategie di marketing, i loro punti di forza e di debolezza, dove e quando sono complementari nelle loro azioni, e soprattutto cosa scegliere per la tua comunicazione aziendale. Ma voglio subito mettere nero su bianco che, il miglior risultato possibile lo si avrà solo e soltanto con l’adozione contemporanea dei due strumenti di marketing, e rivolgendosi in ogni caso a professionisti del settore (che non necessariamente devono costare una fortuna). Il fai da te, infatti, può aiutarti solo fino ad un certo punto. Un altro aspetto che desidero chiarire subito riguarda la percentuale di successo. Qualunque sia lo strumento di marketing adottato per comunicare il proprio brand online, solo un numero limitato di aziende avrà veramente successo. Infatti, per ogni azienda che dichiara di aver avuto successo online, utilizzando questo o quello strumento di marketing, ne esistono tantissime altre che hanno fallito, e di cui noi non sapremo mai nulla. E’ matematica!

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Infografica Vinitaly 2014, oltre 3.000 tweet monitorati da EMOTITV

Vinitaly 2014 ha aperto le porte a Twitter, brindando alle eccellenze vitivinicole con più di 3.000 tweet, a loro volta retweettati quasi 2.000 volte. EMOTITV, innovativo servizio di monitoraggio di infoFACTORY, che studia anche le sfumature emotive, ha seguito oltre 1.500 profili di wine lovers su Twitter, che hanno postato foto e commenti relativi alla 48esima edizione di Vinitaly.

Le immagini più condivise riguardano Expo2015, lo stand di Roma Trastevere e diverse scene della giornata inaugurale e di iniziative collaterali. Il Vespa di Bastianich e l’Amarone dell’azienda Allegrini sono le foto delle etichette più cliccate, mentre, le tipologie di vino che hanno fatto più parlare di se su Twitter sono Franciacorta, Amarone, Brunello e Soave.

Il profilo di @Pad_Ita2015 si aggiudica la prima posizione tra i top tweet, seguito da @StellaCervogni ed infine @VinitalyTasting, che promuove lo stand di Vinitaly a Expo 2015. 1.930 hashtag utilizzati, ma quelli che hanno riscosso maggior successo, oltre a #vinitaly e #vinitaly2014, sono #wine, #Verona e #vino, che si ritrovano anche tra i termini più presenti nei tweet, sommati a tasting e italianwine.

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Minimo 2, le ore giornaliere da dedicare ai social networks

Ecco qui un nuovo articolo dedicato alla comunicazione aziendale sui social networks. E’ il mio primo articolo dopo le vacanza estive, quindi vi chiedo scusa in anticipo se non sarò brillante, ma spero che sia comunque utile a far riflettere le tante cantine che in massa si sono tuffate nell’oceano dei social networks. Durante le mie tre settimane di vacanze non ho fatto altro che mangiare e leggere, e sia la mia pancia che il mio cervello sono adesso pieni oltre ogni limite. Purtroppo per me non ho fatto letture leggere, tipo romanzi, quindi mi sono anche stancato, ho letto libri che trattano solo ed esclusivamente argomenti attinenti al mio lavoro, ho letto anche tantissimi libri e articoli presenti su Internet che parlavano di social media marketing e comunicazione online, che non è proprio il mio campo.

La prima cosa curiosa che ho notato è che l’Italia, e non solo l’Italia, brulica di un’infinità di social media manager, social media specialist, social media strategist, social media consultant, e chi più ne ha più ne metta. Alcuni di essi bravi e famosi,  girano il Belpaese presenziando convegni e tenendo corsi di formazione di ogni tipo, molti altri, improvvisandosi esperti di social media marketing, cercano di offrire i loro servizi alle aziende, facendo credere loro che i social networks sono la soluzione ai loro problemi, che non costa nulla (a parte il loro onorario da consulenti chiaramente), e che richiede poco tempo. Tutte affermazioni non vere!

Parto subito col dirvi cari produttori di vino (che state puntando tutto e solo sui social networks) che la presenza nei social networks nella quasi totalità dei casi non genera fatturato, certo le eccezioni ci sono sempre, ma sono e restano solo eccezioni perché casi di successo fuori dal comune. Alla prima occasione utile fate una prova, chiedete al professionista di social media “qualchecosa” che avete di fronte di parlarvi di un caso di successo in cui l’attività di comunicazione aziendale sui social network ha prodotto chiaramente uno spostamento della lancetta del fatturato aziendale. Credetemi, avrà serie difficoltà a rispondervi, perché per ogni caso di successo, vero e non inventato a tavolino per convincere potenziali clienti ad investire sui social networks, ci sono decine di migliaia di casi di insuccesso.

Ebbene sì, il rapporto tra casi di successo e casi di insuccesso è dell’ordine di 1 a qualche decina di migliaia. Con questo, quello che voglio dirvi cari produttori di vino, piccoli e grandi, è fate benissimo a puntare con la vostra comunicazione aziendale sui vari social networks (perché oggi è importante esserci), ma non aspettatevi risultati particolarmente interessanti in termini di fatturato. Quello che dovete aspettarvi invece, ovviamente se fate bene le cose, è un ritorno di immagine del vostro brand  che può essere anche gratificante per voi sotto l’aspetto umano, e non solo commerciale.

Un altro aspetto importante della presenza nei social networks è il suo costo. Lo so, avete spesso sentito dire che non costa nulla, ma la verità è un’altra, una presenza seria sui social networks può costare anche parecchio denaro, anche nel migliore dei casi, in cui è solo il vostro tempo ad essere impiegato sui social networks. Anche il tempo è denaro! Ma quanto tempo bisogna dedicare alla cura e alla gestione della vostra presenza sui social network?

30 minuti al dì per i social media

Beh, se ci fidiamo dell’infografica sopra riportata, allora basta mezzora al giorno per avere una bella presenza nei social networks. Ma, e il successo? Per il successo, vi assicuro che quella mezzoretta non basta proprio. Quando frequentavo la Facoltà di Ingegneria a Palermo, per la cronaca il secolo scorso, circolava periodicamente un giornalino che si chiamava “Minimo 7”  che stava a ricordarci che occorrevano minimo 7 anni per arrivare alla laurea, anche se il piano di studi ne prevedeva soltanto 5 :-). Bene nel caso dei social networks per avere una bella presenza, e sperare in un po’ di successo, mezzora non basta, e neppure una, ma ne occorrono minino 2.

Due ore sono il minimo impegno quotidiano che un produttore di vino dovrebbe dedicare alla cura e alla gestione della sua presenza sui social network. E per dimostrarvelo prenderò come esempio due produttori vinicoli che utilizzano molto i social networks, Gianluca Morino di Cascina Garitina, e Marilena Barbera di Cantine Barbera. Questi due giovani e bravi produttori vinicoli italiani praticamente “imperversano” (nel senso buono del termine) sui diversi social networks, e basta guardare le statistiche dei loro account su Twitter per fare una stima del tempo che dedicano giornalmente alla loro presenza sui social networks. Gianluca Morino invia mediamente 20 messaggini al giorno su Twitter, mentre Marilena Barbera si ferma a soli 15 messaggini, basta adesso moltiplicare il numero di messaggini per 1 minuto, e ci facciamo subito un’idea del tempo passato su Twitter, a cui bisogna aggiungere quello necessario per leggere i messaggi degli altri, perché anche se fatto velocemente richiede comunque del tempo.

account twitter @gianlucamorino

account twitter @marilenabarbera

Insomma giornalmente questi due campioni della comunicazione aziendale via Twitter, trascorrono almeno 40 minuti al giorno solo su Twitter, che sono decisamente molti di più dei soli 10 minuti indicati nell’infografica in alto. Ma i nostri due eroi però devono presidiare anche altri social networks, che utilizzano con un certa regolarità per la loro comunicazione aziendale, quali Facebook, Pinterest, Instagram, FourSquare, Flickr, YouTube, etc. etc. Quindi è chiaro che un’ora al giorno in media non basta proprio per curare e gestire la propria presenza sui social networks, anzi vi dirò di più, più si fanno le cose per bene e più tempo occorre, ecco spiegato il perché ogni produttore vinicolo dovrebbe impiegare minimo due ore al giorno sui social networks. Voglio nuovamente ribadirlo, due ore sono solo quelle necessarie per cercare di avere una bella presenza, e per levarsi magari qualche bella soddisfazione, per il successo vero e proprio la strada è più lunga, bisogna alzare il tiro e fare le cose veramente per bene, ed investire anche denaro e non solo il proprio tempo. In conclusione, i social networks offrono grandi opportunità alle aziende, cantine incluse, basta solo imparare ad usare i nuovi strumenti messi a disposizione dalla rete, utilizzarli nel modo giusto, avere qualche ora di tempo libero, e possibilmente avere anche un piccolo budget di denaro a disposizione.