Tasca d’Almerita rinnova la sua presenza online

Finalmente, dopo tanti anni anche l’immagine online della cantina Tasca d’Almerita cambia radicalmente. Non che il vecchio sito web fosse brutto, anzi a dire il vero anche dopo tanti anni riusciva ancora a tener testa a tantissimi nuovi siti di cantine concorrenti. Ciò nonostante hanno fatto benissimo a rinnovare il sito web aziendale. Un’azienda seria dovrebbe farlo regolarmente ogni 4/5 anni al massimo fondamentalmente per due motivi. Il primo motivo è tecnico, ed è legato essenzialmente alla velocità con cui le cose cambiano sulla rete, i diversi browsers vengono aggiornati di continuo, e nuove tecnologie di sviluppo prendono campo a scapito di altre, e quindi il vecchio sito web potrebbe non funzionare più correttamente, o comunque vedersi male. Il secondo motivo è quello di mantenere vivo l’interesse dei visitatori a ritornare regolarmente sul sito web, e far vivere loro di volta in volta, se possibile, una nuova esperienza. Fatta questa breve premessa passiamo all’analisi del nuovo sito web (sviluppato da IM*MEDIA) anche questa breve.

Tasca d'Almerita Homepage

Tasca d'Almerita - Homepage

Il vecchio sito web era interamente realizzato in Flash, pessima idea se si vuole un buon posizionamento nei motori di ricerca e quindi generare del traffico. Il nuovo sito web al contrario non ne fa uso, ma utilizza abbondantemente codice javascript per mostrare schermate che si aprono e chiudono di continuo da sotto, da sopra, da desta, da sinistra, insomma in tutti i modi possibili per mostrare i diversi contenuti del sito web. Un pò troppo per i miei gusti. E un po’ troppo anche per i motori di ricerca che sicuramente non lo premieranno nelle loro SERP, in special modo se manca il nome del brand nella keyphrase nella query di ricerca, per esempio se cerco “cabernet sauvignon” al posto di “cabernet sauvignon tasca d’almerita”. Nel momento in cui scrivo, entrambi le query non producono alcun risultato interessante per il posizionamento. Se con la prima keyphrase è del tutto normale per un sito web avente una tale struttura, con la seconda keyphrase la cosa dovrebbe preoccupare parecchio, perché solitamente i motori di ricerca, e Google in particolare premia i brands, anche se le loro pagine non sono veramente ottimizzate. Per la verità anche il primo caso dovrebbe preoccupare, in quanto si perde l’effetto serendipity del marketing online. Per quanto riguarda i contenuti invece, posso dire che sono nella norma. Le informazioni sui vini, le tenute, i riconoscimenti, le news sono infatti tutte presenti e ben dettagliate. Cosa manca invece? Per esempio manca un blog, una newsletter, un wine club, una sezione di e-commerce, la presenza sui social networks. Tutte queste cose, e ripeto tutte, sono importanti per fare branding, nessuna esclusa. Non ha alcuna importanza quanto sia grande e famosa la cantina, bisogna sempre fare branding sfruttando tutte le modalità possibili. Perché non è mai abbastanza in un mercato altamente competitivo come quello del vino. Globalmente comunque il nuovo sito web merita una bella sufficienza, a prescindere dalle mancanze.

La nota positiva della nuova strategia online della cantina Tasca d’Almerita arriva tuttavia dal viral marketing, con un video che va proprio forte in questi giorni, e che nel momento in cui scrivo ha già superato abbondantemente le 60.000 visualizzazioni su YouTube. Il video, molto bello, è stato realizzato dalla nota agenzia di comunicazione virale Mosaicoon. Il video esprimere la piena vocazione aziendale alla valorizzazione della cultura dell’isola ed il profondo ed inscindibile legame che esiste tra i suoi vini e la terra da cui provengono, ovvero la Sicilia. La stessa Mosaicoon ha realizzato anche altri video, del tipo educational, anch’essi molto carini da vedere. Tutti i video si trovano ovviamente nel sito web di Tasca d’Almerita.

Concludo il mio articolo con una domanda. Di queste oltre 60.000 persone che hanno visto il video di Tasca d’Almerita quante sono andate poi a visitare il sito web aziendale? Boh, forse non lo sapremo mai. In fondo, in fondo che importanza ha saperlo adesso, nessuno comunque di quei visitatori avrebbe potuto lasciare un commento nel blog, si sarebbe iscritto alla newsletter o al wine club, avrebbe acquistato una cassa di vino di 6 bottiglie con una verticale di Rosso del Conte, o aperto delle conversazioni interessanti sui social networks. Insomma il web engagement sarebbe stato comunque nullo :).

Cantine & Web: Stimare il traffico web della concorrenza

Questa mattina guardando le mie statistiche di accesso ho notato che un visitatore è finito sul mio sito web utilizzando la keyphrase “numero di visitatori sito internet azienda planeta”. Il visitatore risultava essere a Trento, ma facendo una ricerca un tantino più approfondita ho scoperto che il fornitore dei servizi per il collegamento era “tasca-dalmerita-srl network”. Quindi il visitatore era un concorrente. Per dovere di cronaca lo stesso visitatore aveva cercato su Google anche “visitatori siti internet vino”. Non c’è nulla di male nel voler controllare la concorrenza, anzi sarebbe strano non farlo. L’analisi dei siti web dei principali concorrenti è fondamentale per identificare i loro punti di forza e di debolezza, e le loro strategie sulla rete. Per esempio conoscere il numero di visitatori del sito web di un concorrente ti permette di capire se il popolo della rete è più interessato alla tua azienda o a quella del tuo concorrente, ma anche quali sono per esempio i prodotti che preferiscono, e non solo questo, ve lo assicuro.

Comunque senza dilungarsi oltre, come si può stimare il traffico di un sito web concorrente? Attenzione che sto parlando di stima, e non di dati reali. Quest’ultimi li può conoscere soltanto il titolare del sito in questione. Per la verità può capitare anche che qualche piccola cantina abbia le statistiche non protette da password, per esempio spesso quelle che utilizzano ShinyStat. Allora in questo caso è possibile visualizzare le loro statistiche di accesso. Ma sono un numero esiguo. Le cantine più grandi e importanti però in generale utilizzano Google Analytics, e queste statistiche sono sempre protette da password, quindi in questo caso nulla da fare. Sulla rete è possibile trovare diversi siti web che offrono servizi per stimare il traffico web di un dominio, come per esempio Alexa, purtroppo tali stime sono molto ma molto approssimate, e pertanto di nessuna utilità. Infatti, tali stime si basano su una serie di fattori quanto mai eterogenei, e su algoritmi proprietari alquanto imprecisi, e pertanto criticabili.

L’unico strumento per stimare il traffico web, al momento meritevole di segnalazione, è Google Keyword Tools (Strumento per le parole chiave di Google AdWords). Ma anche in questo caso bisogna prendere i dati con le pinze. Vediamo però adesso un caso pratico con Google Keyword Tools. Supponiamo che si voglia stimare il traffico web del sito www.palari.it. La parola chiave che utilizzerò, sarà appunto “palari”, inoltre selezionerò come località e lingua rispettivamente “Italia” e “Italiano”, infine sceglierò l’opzione “Idee contenenti i miei termini di ricerca”, per avere come risultato le ricerche mensili globali delle parole o delle frasi contenenti la mia parola chiave (il nome della cantina). A questo punto Google Keyword Tools mi darà come risultato un elenco delle queries utilizzate nel motore di ricerca. In questo particolare caso posso dire con ragionevole certezza che il sito www.palari.it ha grossomodo circa 3.500 visite al mese, perché ovviamente il sito web dell’Azienda Agricola Palari trovandosi, in corrispondenza delle queries in figura, nella prima pagina delle SERP sarà il primo ad essere cliccato. Verosimilmente le visite del sito web di Palari sono maggiori, perché mancano le visite dirette, cioè quelle degli utenti che hanno scritto direttamente www.palari.it (potrebbero essere molti, ma non è detto), e mancano anche le visite provenienti dai links presenti su altri siti (in generale pochi). Infine, mancano anche le visite dovute a queries più generiche quali “vini siciliani”, “vini faro”, “faro doc”, etc. etc, ma senza utilizzare servizi SEO di professionisti seri anche le visite di queste queries sono basse. Spero di esservi stato utile a farvi capire quanto può essere utile la rete.

Dashboard risultati Google Keyword Tools

Dashboard risultati Google Keyword Tools