Come aumentare i follower su Twitter

Quella che mi appresto a scrivere è una vera e propria guida pratica su come aumentare i follower sul proprio account Twitter aziendale in modo del tutto naturale. In passato avevo già scritto un articolo simile proprio su questo blog, se vi interessa potente ancora leggerlo, anche il titolo per la verità è molto simile, ma i contenuti sono diversi: Come avere più followers su Twitter e non perderli. Però a distanza di anni le cose sono cambiate, e ho avuto per fortuna anche la possibilità di utilizzare diverse tecniche su diversi account Twitter, pertanto oggi voglio condividere con voi l’unica vera procedura da seguire per aumentare i follower sul vostro account Twitter aziendale.

Personalmente non amo i social network, ma Twitter mi ha colpito sin da subito per le potenzialità che offre, e me ne sono subito innamorato. E’ l’unico social network che utilizzo veramente. Nessun altro social network è in grado di offrirti le stesse opportunità di business che Twitter è in grado di offrirti. Non ho il tempo per dimostrarti perché Twitter è migliore di Facebook, Instagram, Google+, o di tanti altri social network, ma se seguirai attentamente la mia guida ne comprenderai facilmente il motivo.

Avere un account Twitter con pochi follower è una cosa del tutto inutile per un’azienda. Avere un account con poche centinaia di follower non basta per avere successo, e dare visibilità all’azienda, non basta neppure per venire a contatto con potenziali clienti. Un account su Twitter con veramente pochi follower non porta neppure vantaggi all’immagine aziendale. Al contrario un account con migliaia di follower, anzi con decine di migliaia di follower l’immagine aziendale ci guadagna, eccome! Una azienda con tantissimi follower ispira molta ma molta più fiducia rispetto ad una azienda con soli pochi follower. Ancora di più se l’azienda è una cantina.

Continua a leggere

Social media marketing, la grande illusione!

Cari produttori di vino, buon 2015! Voglio dedicare il mio primo articolo del 2015 al social media marketing, perché non è tutto oro quello che luccica quando si parla di social network. Negli ultimi due anni si è fatto un gran parlare di social network e di social media marketing anche tra i tanti produttori di vino. In massa avete abbandonato i vostri vecchi siti web (non è un eufemismo) a favore dei social network nella speranza che quest’ultimi vi facciano acquisire sempre più clienti. Clienti che, con la crisi economica che perdura ormai da anni, continuano a calare. Non è un caso infatti se tanti social media guru o pseudo tali sono nati come i funghi, e i corsi di social media marketing si sprecano.

Cari produttori di vino, state investendo tempo e denaro su Facebook, Twitter, e compagnia bella pensando di avere una relazione con i vostri clienti o potenziali tali? Male! Non illudetevi, perché il ritorno sull’investimento non è proprio così evidente, sicuramente non lo è per la maggior parte di voi. Ovviamente tutto ciò vale anche per altri tipi di aziende, e non solo per i produttori di vino. Quello che i tanti guru del social media marketing non vi dicono è che per ogni caso di successo che vi raccontano ce ne sono decine migliaia che hanno miseramente fallito il loro obiettivo. In poche parole vi fanno vedere solo quello che conviene a loro per vendervi i loro servizi.

Perché il social media marketing è una grande illusione?

Diverse studi fatti sui social network mostrano che i vari KPI, cioè gli indicatore chiave di prestazione, non sono poi proprio così interessanti da far gridare tutti al successo. Per esempio un recente studio della Forrester Research, mostra che solo il 2% dei posti pubblicati dalle grandi aziende su Facebook raggiunge l’attenzione degli utenti del famoso social network. Nessuno sano di mente infatti può affermare che con un Facebook Organic Reach del 2% si ha davvero un rapporto con i propri clienti tramite Facebook. Inoltre un altro studio sempre della Forrester Research mostra come l’engagement con i propri fan sempre su Facebook sia solo un misero 0,07%. Con questi numeri possiamo dire veramente di avere un rapporto con i nostri clienti? Ovviamente no. Per la verità i dati in mio possesso dicono che sia il valore del Facebook Organic Reach che dell’Engagement sono circa 3 volte superiori, ma io ho accesso solo ad un numero limitatissimo di account Facebook, sicuramente inferiore a quello della Forrester Research. In ogni caso sono numeri molto bassi, per gridare al successo.

Continua a leggere

Twitter Ads Self Service disponibile in Italia per tutti, usalo!

Twitter Ads Self Service, la piattaforma per l’advertising sul social network del famoso uccellino blu, è finalmente disponibile in Italia anche per le piccole e medie imprese. Una occasione unica anche per tante cantine italiane, piccole e grandi, che desiderano sfruttare seriamente le opportunità che il noto social network mette loro a disposizione per crescere in visibilità, ma soprattutto per migliorare l’engagement.

Perché utilizzare Twitter Ads self service

Bastano veramente pochi dati, ma significativi, per capire quanto il nuovo strumento messo a disposizione da Twitter sia potente. Secondo un’indagine condotta da Nielsen (@Nielsen) in Irlanda e Regno Unito, dove la piattaforma per l’advertising di Twitter è arrivata prima, l’83% delle aziende intervistate che hanno ovviamente usato Twitter Ads la raccomanderebbero ad altre PMI. Ed ancora, il 72% delle aziende intervistate afferma inoltre che Twitter costituisce un canale importante all’interno della propria strategia di marketing aziendale. Come non dar loro ragione? Twitter, a differenza di Facebook per esempio, permette di creare veramente un legame più forte con il pubblico che ci segue. Inoltre, a parità di investimento (tempo e denaro) e a differenza del cugino maggiore, Twitter garantisce migliori risultati sotto diversi punti di vista.

Poi, chi ha un account Twitter sa benissimo (vi invito a guardare le statistiche) che non tutti i follower interagiscono con i messaggini che si pubblicano sul social network. Anzi il grado di interazione nella maggioranza dei casi è più prossimo all’1% che al 10%. Cioè la doppia cifra è un miraggio per la maggior parte degli account. Comunque questo problema è comune a tutti i social network, non tutto quello che si pubblica viene letto. Certo se ti chiami Jovanotti per esempio, il grado di interazione è maggiore, perché i followers sono tanti e la stupidità umana non ha limiti.

Continua a leggere

Infografica Vinitaly 2014, oltre 3.000 tweet monitorati da EMOTITV

Vinitaly 2014 ha aperto le porte a Twitter, brindando alle eccellenze vitivinicole con più di 3.000 tweet, a loro volta retweettati quasi 2.000 volte. EMOTITV, innovativo servizio di monitoraggio di infoFACTORY, che studia anche le sfumature emotive, ha seguito oltre 1.500 profili di wine lovers su Twitter, che hanno postato foto e commenti relativi alla 48esima edizione di Vinitaly.

Le immagini più condivise riguardano Expo2015, lo stand di Roma Trastevere e diverse scene della giornata inaugurale e di iniziative collaterali. Il Vespa di Bastianich e l’Amarone dell’azienda Allegrini sono le foto delle etichette più cliccate, mentre, le tipologie di vino che hanno fatto più parlare di se su Twitter sono Franciacorta, Amarone, Brunello e Soave.

Il profilo di @Pad_Ita2015 si aggiudica la prima posizione tra i top tweet, seguito da @StellaCervogni ed infine @VinitalyTasting, che promuove lo stand di Vinitaly a Expo 2015. 1.930 hashtag utilizzati, ma quelli che hanno riscosso maggior successo, oltre a #vinitaly e #vinitaly2014, sono #wine, #Verona e #vino, che si ritrovano anche tra i termini più presenti nei tweet, sommati a tasting e italianwine.

Continua a leggere

Come fare una campagna di direct marketing con i messaggi diretti di Twitter

Twitter offre diverse opportunità per sviluppare relazioni B2C e B2B, anche al di fuori del normale flusso di messaggi. Sono in pochi infatti quelli che sfruttano la possibilità offerta da Twitter di inviare dei messaggi diretti (DMs Twitter, direct messages) ai propri followers. I messaggi diretti sono in pratica tweet privati, e cioè non visibili ad altri, che vengono scambiati tra due utenti del social network che si seguono a vicenda. Non è possibile infatti inviare un messaggio diretto a qualcuno che non ti segue e viceversa. Insomma sono come piccole e-mail personali, ma con il classico limite di 140 caratteri per invio.

Ma come e quando possiamo sfruttare proficuamente la piattaforma per inviare i messaggi diretti che Twitter ci mette a disposizione? La risposta è molto semplice, tutte le volte che abbiamo qualcosa di veramente importante da comunicare, e che riteniamo veramente meritevole dell’attenzione dei nostri followers. Per esempio in occasione di una promozione commerciale, in concomitanza della commercializzazione delle nuove annate di vino potresti fare una campagna di Direct Marketing proprio con Twitter e proporre ai tuoi followers l’acquisto di alcuni vini a prezzi vantaggiosissimi. Oppure potresti utilizzare l’invio di messaggi diretti per invitare i tuoi followers ad un evento aziendale di primaria importanza per te e la tua attività.

Sfortunatamente con Twitter il problema maggiore è legato proprio al tasso di lettura dei messaggi classici, quelli non diretti per intenderci meglio. Infatti non esiste alcun modo per sapere quante volte il nostro messaggio è stato realmente letto, l’unico metodo in questi casi per misurare l’engagement da parte dei nostri followers è quello di mettere un link Bit.ly (o simili) per avere almeno qualche piccola statistica sui clicks. Oggigiorno purtroppo la maggior parte delle persone attive su Twitter segue centinaia e centinaia, se non addirittura migliaia di altre persone, quindi la probabilità che un nostro tweet non venga letto è molto alta, visto che sarebbe solo uno dei tantissimi tweet in un oceano di messaggini più o meno inutili. Con i messaggi diretti invece il tasso di lettura sarebbe molto più alto, perché il nostro messaggio sarebbe esplicitamente indirizzato al follower personalmente, e tramite il servizio di notifica portato alla sua attenzione.

Per poter fare una campagna di Direct Marketing con Twitter dobbiamo però superare due piccoli ostacoli. Il primo dovuto proprio alla mancanza di tempo, non possiamo permetterci di stare li a scrivere e ad inviare uno ad uno i messaggi diretti ai nostri followers, dobbiamo automatizzare il processo. Il secondo ostacolo è dovuto al limite massimo di messaggi diretti che possiamo inviare giornalmente, e cioè 250, il limite è fissato proprio da Twitter per ridurre eventuali utilizzi scorretti, tipo spam per intenderci, e quindi dobbiamo prevedere un sistema in grado di programmare l’invio rispettando tale limite imposto da Twitter. Bene, la bella notizia è che online è possibile trovare strumenti che fanno al caso nostro, e uno di questi è proprio SocialBro. SocialBro è un strumento avanzato utile per la gestione del proprio account su Twitter in maniera professionale, e che tra le sue numerose funzionalità dispone proprio quella dedicata all’invio di messaggi diretti di massa, con funzione di schedule che permette l’invio rispettando il limite massimo di 250 al giorno.

How to Create a Twitter Direct Message Campaign from SocialBro – Twitter for Business on Vimeo.

In conclusione, fare un campagna di direct marketing con Twitter è facile, e può anche dare piccole soddisfazioni in termini di ROI, purché ovviamente la campagna sia ben pianificata. Mi raccomando però di non abusare troppo di tale strumento perché si rischia di far diventare la cosa una forma di spam vera e propria, col rischio di perdere followers, o ancora peggio di vedersi chiudere l’account da parte del team di Twitter.